Tra i migliori che ho letto!

Washington Square

scritto da James Henry
  • Pubblicato nel 1880
  • Edito da Harper & Brothers
  • 266 pagine
  • Letto in Inglese
  • Finito di leggere il 09 luglio 2007

Il libro è ambientato nella New York di fine Ottocento.
Catherine, figlia di un noto medico della città, viene corteggiata da un giovane, che è interessato alla sua dote.
Il padre di Catherine si rifiuta e dichiara che non fornirà la ragazza della sua eredità.
Si sviluppa una vicenda sentimentale, nella quale assume un ruolo importante la zia di Catherine, una donna che, per un’idea romantica dell’amore e anche per la futile ricerca di avvenimenti eccezionali, vorrebbe che la ragazza abbandonasse il padre e sposasse comunque il giovane.
Dopo un viaggio in Europa con il padre, Catherine si rende conto che lui non ha nessuna stima di lei e decide di sposare il giovane anche contro la volontà del genitore.
Ma il giovane, che sperava che il padre cambiasse idea, abbandona la ragazza in quanto sa di non potere accedere al patrimonio del medico.
Passano gli anni, Catherine non si sposa e dopo la morte del padre si ripresenta il giovane, ormai uomo attempato, sperando di poter riprendere la vecchia relazione.
Ma Catherine lo caccia via.
Il tema di fondo del libro è la storia di una ragazza, che è oggetto delle aspirazioni e delle idee di altri.
Il padre pensa che la figlia sia una ragazza stupida, priva di qualità e sino all’ultimo ha con lei un atteggiamento sprezzante, orientato più ad affermare la propria intelligenza e preveggenza (aveva capito sin dall’inizio che il giovane era alla ricerca della dote) che a pensare ai sentimenti della figlia.
La zia è alla ricerca di emozioni che le riempiano la vita e non pensa che le sue azioni (la sua amicizia con il giovane, il suo tentativo di manipolare la ragazza ecc.
) possano fare del male sino al punto di rovinare la vita di Catherine.
Il giovane è chiaramente un furfante, un personaggio vacuo, che cerca fino all’ultimo di utilizzare la ragazza per trovare una sistemazione, noncurante di ripresentarsi dopo tanti anni per ferirla ulteriormente.
In tutta questa storia, emerge via via la personalità di Catherine, che trova la forza per assumere una posizione in solitudine, decisa a non venire a compromessi con nessuno, anche a scapito della sua felicità.
Èstata e viene continuamente manipolata, il padre ha di lei unʼopinione fatta di stereopiti, ma lei vive la propria vita, ormai indifferente e in contrapposizione con gli altri.
Al giovane, ormai uomo maturo, che le chiede se è arrabbiata, Catherine risponde: "no, non sono arrabbiata, la rabbia non dura in quel modo per anni.
Ma ci sono altre cose.
Impressioni che durano, quando esse sono state forti.
Ma non posso parlare.
..
Catherine riprese i suoi ferri a maglia, sedette con essi di nuovo, per la vita, come se fosse".

Altre recensioni che potrebbero interessarti

Matterhorn

Marlantes Karl