Tra i migliori che ho letto!

La regina dei caraibi

scritto da Salgari Emilio
  • Pubblicato nel 1901
  • Letto in Italiano
  • Finito di leggere il 21 ottobre 2006

Il romanzo è la continuazione del Corsaro Nero.
Il pirata è sempre alla ricerca dell’odiato duca Wan Gould e il libro si sviluppa in una serie di combattimenti e di avventure, intervallate da lunghe e affascinanti descrizioni della foresta caraibica.
Il duca muore con la sua nave e alla fine il pirata ritrova la sua amata, Honorata, diventata regina dei cannibali.
Il libro presenta una struttura molto complessa e si evolve su diversi piani, con l’ingresso di nuovi personaggi.
Al centro del romanzo sta il fatalismo del Corsaro Nero, ormai convinto di essere condannato all’infelicità e di portare dolore anche agli altri.
In un colloquio con Yara, la giovane indiana che resterà uccisa dagli spagnoli, il pirata confessa la sua convinzione di essere predestinato a portare sventura alle donne: "Non si può amare il Corsaro Nero, fanciulla.
Io porto sventura alle donne che mi avvicinano.
Tu l’hai veduto!" e ancora, dopo la morte di Yara, "io sono fatale a tutti – disse con voce cupa - abbiate cura di questa fanciulla, marchesa".
D’altra parte, il sentimento della vendetta sommerge il Corsaro Nero e costituisce un destino al quale non può sfuggire, anche volendo.
Nel colloquio con la marchesa di Bermejo (un nuovo e splendido personaggio di Salgari), alla domanda di che cosa farebbe del duca se Honorata fosse viva, il Corsaro Nero risponde "credete voi, signora, che le anime dei miei fratelli siano placate? Quando il mare diventa fosforescente il Corsaro Rosso e il Verde, le vittime del duca, rimontano a galla: essi chiedono vendetta.
Quando l’uragano viene dall’Oriente, in mezzo alle urla del vento, io odo una voce che viene dalle spiagge della Fiandra: è quella di mio fratello maggiore, assassinato a tradimento dal duca e quella voce chiede pure vendetta".
Anche nel momento in cui incontra Honorata, che finalmente può amare in quanto il duca è morto, il Corsaro Nero vagheggia la morte ("Sì la morte, l’oblìo!”) e la cupa depressione è tale che gli pare di vedere i morti che lo chiamano ("Guardali, Honorata, guardali.
..
Ecco il Corsaro Verde.
..
ecco il Rosso.
..
ecco tuo padre.
..
e anche l’altro mio fratello ucciso sulle terre della Fiandra.
..
") e il pirata vorrebbe raggiungerli ("Vengo !.
..
Fratelli ! .
..
Vengo !").
Solo l’amore lo salva e alla domanda del Corsaro Nero se scegliere tra la vita e la morte, Honorata risponde con un filo di voce "l’amor tuo".
Accanto a questa lotta tra l’odio e l’amore, si muovono i personaggi collaterali al Corsaro Nero ma di fatto centrali nel romanzo: in particolare, i suoi compagni, Carmaux, Wan Stiller e Moko, che curano con un amore fraterno il Corsaro Nero e danno al romanzo un brio abbassandone la drammaticità: espediente estremamente moderno e fondamentale nel dare al libro ritmo e piacere di lettura.
Anche la natura emerge come una grande protagonista: una natura rigogliosa, ricca di animali fantastici, in particolare gli uccelli e i rettili, che Salgari descrive con estrema attenzione e con il desiderio di svagarsi e di dimenticare la disperazione dominante nella figura del Corsaro Nero.
Dire che si è di fronte a un gusto dell’esotismo significa dimenticare il contrasto tra l’ambiente circostante e i sentimenti del pirata: la descrizione dell’ambiente ha il tono della fuga e del riposo.
L’ultimo tema del romanzo è costituito dai combattimenti e in particolare dalle battaglie navali e dai naufragi, il mare è un altro protagonista e splendide sono le pagine che descrivono lo scontro tra la Folgore (l’amata Folgore!) e le navi del duca.
Il libro è perfetto, sia sotto il punto di vista del ritmo che dei protagonisti e della trama.

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