Gradimento Medio-basso
e non lo rileggerei

La dismissione

scritto da Rea Ermanno
  • Pubblicato nel 2002
  • Edito da Rizzoli
  • 370 pagine
  • Letto in Italiano
  • Finito di leggere il 04 ottobre 2009

La dismissione, di cui tratta il libro, è quella dello stabilimento siderurgico di Bagnoli, a Napoli.
Con lʼespediente letterario della narrazione allo scrittore da parte di un tecnico , Vincenzo Buonocore, la storia della chiusura della fabbrica, del suo impatto sul contesto sociale della cittadina campana, si amalgama con una vicenda personale.
" Se io devo essere per intero in questo libro, e deve esserci Rosaria, deve esserci Marcella, deve esserci Martinez, deve esserci la fabbrica che scompare, Bagnoli che cambia volto; se devi esserci anche tu stesso con la tua pretesa di raccontare tutto questo servendoti di me, e deve esserci la mia mediocre storia di uomo, con tutte le sue debolezze, i suoi rancori e rimpianti, che senso avrebbe tacere quel che accadde quella sera tra me e mia moglie ? " La storia è molto semplice.
Buonocore è un tecnico, che è entrato molto giovane in fabbrica come operaio, ma poi le capacità, la dedizione al lavoro e soprattutto la passione per lʼimpianto, la colata continua, lo hanno condotto a dedicarsi allʼattività di manutenzione.
Quando si decide di vendere lʼimpianto ai cinesi, viene affidato a Buonocore il compito di gestire i rapporti con i tecnici cinesi e di seguire la demolizione dellʼimpianto.
Nel frattempo, Buonocore si trova coinvolto in una relazione, rimasta sempre virtuale, con la figlia di un collega, Marcella: una ragazza sbandata e desiderosa di appoggiarsi ad una persona più matura.
Le due vicende,la relazione con Marcella e la chiusura dellʼimpianto, si concludono tristemente con la morte della ragazza e la definitiva demolizione, tramite la dinamite, dei resti dello stabilimento, i cui pezzi migliori, come lʼimpianto di colata, sono stati smontati e venduti.
Inoltre, la scoperta da parte della moglie, Rosaria, della relazione del marito con Marcella, compromette anche il matrimonio di Buonacore.

Dalle lettura emerge unʼ impressione di qualche cosa di artificioso.
La relazione tra Buonocore e Marcella è un insieme di episodi, di cui non si capiscono i presupposti, le implicazioni sotto il profilo sentimentale; anche i suoi effetti su Rosaria sono superficialmente indagati.
La descrizione della demolizione assume a tratti connotati melodrammatici, caratteristiche di indagine sociale e di protesta politica, senza però convincere ed effettivamente dare il senso di ciò che è accaduto.
Il lato più interessante è, in realtà, il rapporto tra Buonocore e lʼimpianto.
Allʼinizio del romanzo, Buonocore entra di notte nello stabilimento e sale sul piano di colata per vedere dallʼalto.
" Eccolo, il mio impianto, immenso come una cattedrale con unʼunica navata grigio- azzurra dallʼalta volta a coste e i fianchi arabescati da geometriche carpenterie, percorsi da fasci di tubi simili a sistemi venosi, scale, binari, aerei corridori" I miglioramenti che è riuscito ad apportare allʼimpianto lo convincono che " la macchina non si piega ad alcuna prepotenza, premia sempre e soltanto la tua intelligenza".
Ma quando lʼimpianto è stato demolito, Buonocore capisce che un rapporto di amicizia si è rotto.
" E adesso eccoci qui, uno di fronte allʼaltra.
Non ci siamo che noi: io, la gru e questo vasto relitto che non riconosco più e che a sua volta non riconosce più me; forse perché non ha più facoltà cognitive, ha perduto lʼanima, la parola, il sentimento".
Lʼaspetto più interessante del libro è il grande tema del rapporto tra lʼuomo e la macchina, di una sorta di innamoramento, che ha caratterizzato e caratterizza la cultura tecnica, e che si è andato disperdendo con la deindustrializzazione degli anniʼ 80 e ʼ90.

Perché non leggerlo ? Quali siano i punti di vista dai quali si vuole leggere il libro ( storia personale, descrizione di una società in trasformazione, denuncia politica, analisi della cultura tecnica), la trattazione è superficiale, lo stile poco attraente e in certi aspetti prosaico e noioso.

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