Sconsiglio vivamente
e non lo rileggerei

I corsari delle bermude

scritto da Salgari Emilio
  • Pubblicato nel 1909
  • Edito da Fabbri
  • 185 pagine
  • Letto in Italiano
  • Finito di leggere il 07 dicembre 2009

Il libro appartiene al ciclo delle Bermude.
Il contesto è la rivoluzione dʼindipendenza americana (quindi metà del settecento) e il protagonista è sir William, un nobile inglese di origine francese, che si è fatto corsaro per combattere il fratellastro, il crudele marchese Halifax, che gli vuole portare via lʼamata.
Lʼamore infelice e la grande poesia del mare sembrano essere i riferimenti del romanzo:" ah ! quella notte ! abbracciati sulle dune di sabbia, ascoltavamo il ritmo sonoro delle onde.
È una musica divina, una musica che vale tutte quelle create dagli strumenti dʼottone, di rame, di bronzo".
È allʼinizio si assiste ad una battaglia navale, come nei migliori romanzi di Salgari.
In seguito la trama prende unʼaltra direzione.
Lʼamata è prigioniera a Boston, città in mano agli inglesi e sotto assedio dagli americani.
Sir William, insieme con i suoi prodi, Testa di Pietra e Piccolo Fiocco, si introduce nella città assediata e cercano di liberare la donna.
Si susseguono una serie di avventure, ma alla fine il crudele marchese di Halifax riesce a fuggire con lʼamata di sir William.

Il ritmo narrativo è lento, appesantito da continui scambi di scherzi e di battute tra Testa di Pietra e Piccolo Fiocco: i colloqui dominano mettendo in secondo piano lʼazione.
Dʼaltra parte il vero protagonista del romanzo è Testa di Pietra, la sua furbizia, la sua saggezza contadina, la nostalgia per la sua terra natale.
la Bretagna.
Ma Salgari non riesce a dipingere i sentimenti.
Senza azione e senza personaggi tenebrosi e ad un tempo eroici, il racconto perde di fascino e diviene noioso.

Perché non leggerlo ? Non ci sono il mare, lʼamore e il destino infelice: non cʼè quindi il vero Salgari.

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