Gradimento Medio
e non lo rileggerei

Chicago

scritto da ' Ala al- Aswani
  • Pubblicato nel 2006
  • Edito da Feltrinelli
  • 310 pagine
  • Letto in Italiano
  • Finito di leggere il 02 marzo 2013

Il libro è un insieme di storie di egiziani che lavorano e studiano a Chicago, presso lʼuniversità di medicina.
In alcuni casi si tratta di persone ormai avanti negli anni, che si sono affermate e apparentemente integrate nella società americana.
In altri casi sono giovani ricercatori, che hanno ricevuto una borsa di studio dal governo egiziano e che , quindi, dipendono per il successo della loro carriera dalle autorità del proprio paese.
Devono impegnarsi duramente per ottenere ottimi risultati accademici, ma devono anche stare molto attenti a non assumere atteggiamenti critici o semplicemente irriverenti del regime egiziano, allora quello di Mubarak.
Le storie si sviluppano autonomamente, intrecciandosi solo a tratti.
Shaima è una giovane molto devota, che " a dispetto delle sue eccezionali doti scientifiche, era di unʼignoranza abissale per quanto concerne gli strumenti utili per sedurre un uomo".
Già sulla trentina, incontra un collega egiziano, del quale si innamora e con il quale scopre le delizie del sesso.
Questa vicenda sembra evolversi verso un lieto fine, quando Shaima si ritrova incinta e, dinanzi al diniego spaventato del giovane ( un figlio disturberebbe la sua carriera accademica), è costretta ad abortire, pur contro le sue convinzioni religiose.
Marwa ha sposato, prima di trasferirsi in America, un giovane allʼapparenza brillante e serio.
In realtà il marito si rivela uno squallido individuo: avido, autoritario,infido, con gusti sessuali perversi e violenti, e per di più spia dei servizi segreti egiziani.
Marwa vorrebbe divorziare ma trova lʼopposizione dei genitori ed allora, furbescamente, crea una situazione per la quale la separazione diviene inevitabile: il marito è disponibile a concederla ad un potente personaggio dei servizi segreti, pur di aver garantita la carriera accademica, pregiudicata dalla sua totale insipienza come ricercatore.
Se i giovani sono costretti a muoversi, chi ingenuamente e chi con astuzia, negli spazi ristretti concessi da una società repressiva ed ipocrita, a questo destino non sfuggono gli stessi adulti.
Saleh ha preferito fuggire dallʼEgitto abbandonando la donna amata, della quale soffre, ancora dopo tanti anni, il pesante rimprovero: " È proprio un peccato che tu sia un vigliacco !" esclamò la ragazza dicendogli addio.
Saleh si è sposato con una americana ma è stato per lui un matrimonio di convenienza, tantʼè vero che la nostalgia per la madre patria diviene ad un certo punto irrefrenabile e assume persino aspetti feticistici, come indossare i suoi vecchi abiti egiziani.
Vorrebbe riabilitarsi rispetto dimostrando alla donna amata di essere un uomo coraggioso che rischia per le sofferenze del suo popolo.
Non ci riesce, perché in fondo è un codardo, e quindi si uccide.
Anche Rafat si è sposato con una donna americana, dalla quale è nata una figlia.
In un drammatico incontro tra padre e figlia ( in un ultimo tentativo di salvarla dalla droga) la ragazza svela con violenza la finzione su cui Rafat ha appoggiato tutta la vita: " sei un impostore ( gli grida), un attore fallito, che recita una parte cretina che non convince nessuno.
Cosa sei ? Egiziano o Americano ?" Naghi è un idealista, aperto alle nuove esperienze che gli concede la società americana, convinto che occorra lottare per la libertà e la democrazia del proprio paese.
Si muove al di fuori degli schemi, spesso esponendosi in un ambiente infido, quale quello degli egiziani allʼestero.
Incontra una ragazza ebrea, con la quale ha una relazione sentimentale, fatta di passione, di affetto e di scoperta reciproca.
Riceve la visita di un esponente dei servizi segreti egiziani, che lo invita ad abbandonare le velleità rivoluzionarie e gli fa sapere che è in possesso di riprese dei suoi amplessi focosi con la giovane ebrea.
Chi può aver collocato una telecamera nascosta nel suo appartamento ? Paradossalmente Naghi accusa lʼamica, tanto profonde sono la diffidenza e le barriere tra i due popoli.
" Per quanto forte sia il tuo amore ( dice la ragazza) non ti scorderai mai che sono ebrea.
Posso essere sincera con te finché voglio, la tua fiducia in me sarà sempre fragile".
Anche Naghi, che vorrebbe essere un poeta, non sfugge al destino di finzione e di sospetto generato da una società repressiva.

Tutte le storie si sviluppano in parallelo creando un caleidoscopio di vite, voci ed immagini, tale che è difficile cogliere un comune filone narrativo.
I bozzetti di cultura egiziana, costruiti con sottile ironia, gli abili tratteggi dei personaggi e delle loro vicende, nonché la descrizione dettagliata delle propensioni erotiche dei personaggi e delle coppie, sono una trappola che rinchiude il lettore nelle particolarità facendogli perdere il senso complessivo del romanzo.
Senza dubbio cʼè una critica alla società egiziana.
Ma è probabile che il significato nel libro risieda nellʼinfelicità creata dagli schemi repressivi della società.
Esiste un legame tra sistema sociale ed istituzionale ( la mancanza di democrazia) e il destino individuale, anche quello appartenente ai sentimenti intimi e familiari.
E che questo non sia solo una caratteristica del mondo egiziano appare evidente dallʼunica storia, nella quale i personaggi non sono del paese nord africano.
Graham è un professore sessantenne, libertario ed eccentrico.
Incontra Carol, una donna di colore, con la quale porta avanti una meravigliosa relazione dʼamore.
Ma Carol, perché nera, non trova lavoro, finisce a fare la modella ed è spinta a concedersi ad un importante dirigente di una azienda.
Si amano, eppure la segregazione sociale distrugge il loro rapporto, perché non si sfugge agli effetti devastanti di una società ineguale, anche se formalmente democratica.

Aswani è un abile scrittore, ma la struttura narrativa basata su racconti multipli e paralleli non si può prolungare a lungo senza appesantire la narrazione e disperderla in troppi rivoli.
Dʼaltra parte non esiste una trama complessiva che permetta di riprendere il filo del romanzo, per cui alla fine la narrazione risulta prolissa e poco avvincente.

Perché leggerlo ? È un insieme di bozzetti piacevoli e intriganti.

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