Gradimento Medio
e non lo rileggerei

Cécile est morte

scritto da Simenon Georges
  • Pubblicato nel 1942
  • Letto in Francese
  • Finito di leggere il 24 dicembre 2008

È probabile che questo non sia uno dei romanzi migliori di Simenon.
La trama è molto semplice: la nipote, che faceva da serva, uccide la zia malata quando questʼultima rifiuta a darle i soldi per il fratello.
Guardando nei cassetti scopre delle vecchie carte, che dimostrano come la zia, insieme con il suo amante, abbia ucciso il marito quindici anni prima.
L’ex amante della zia, che è ancora il suo socio in affari e vive in un appartamento limitrofo, uccide a sua volta Cécile per impedirle di rilevare i contenuti dei documenti trovati.
Dal punto di vista del genere poliziesco le vicende del romanzo appaiono scontate e il ritmo non avvince di certo il lettore.
Lʼambientazione (la figura di Maigret, la vita piccolo borghese) è descritta in modo frettoloso, quasi superficiale.
Il pregio fondamentale del romanzo è lo stile.
Anche se la lingua francese non è facile (a causa della ricchezza dei vocaboli) essa diviene di agevole comprensione grazie alla successione delle frasi e delle parole, che anche foneticamente contribuiscono a trasmettere i tratti dei personaggi, l’atteggiamento di Maigret e le caratteristiche salienti del contesto.
Da apprezzare non è tanto il romanzo nella sua totalità, ma alcuni scorci, come il seguente: «Il arrivait a Maigret de hausser les épaules quand on s’émerveillait devant lui de la résignation des humbles, des malades ….
.sans horizon….
; il savait par expérience que la bete humaine s’accomode de n’importe quel nid, du moment qu’elle peut le remplir de sa chaleur, de son odeur, de ses habitudes».

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