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Componimento Poetico

Mi sono messo in giro... da "Sindrome del distacco e tregua" 2019

Mi sono messo in giro per la città osservando muri e case, luoghi in cui si potesse ancora vedere la traccia fisica del percorso umano, della storia di gente, di gente qualsiasi, soprattutto. Magari nella stessa sporcizia o nei muri scoloriti e scrostati. Mi sarebbe piaciuto trovare, per me, una vecchia casa, di quelle con un portello piccolo con la griglia metallica per l’aerazione e magari una data remotissima incisa, per meglio sentirmi sulle spalle di chi mi ha preceduto, essere suo erede di gioie e dolori normali, anonimi, sentimenti capaci di dare un valore e un senso a delle mura umanamente anonime. Un portello che magari si aprisse su un corridoio a budello verso un cortile acciottolato, possibilmente senza topi in corsa.

Commento del 7 luglio 2023

E’ un breve brano, una sorta di manifesto di un uomo comune, cui piace vivere laddove sia ancora possibile “vedere la traccia fisica del percorso umano”: muri, case, sporcizia, particolari che rimandano ad una storia vissuta di essere umani anonimi, e, perché no ?, anche “topi in corsa (…) in un corridoio a budello”. Non sono quindi la magnificenza di palazzi rinascimentali o l’attrazione di grattacieli stupefacenti a imprimere un senso al paesaggio umano: è nelle “mura umanamente anonime” che si nasconde l’umanità ed è in questi luoghi che possiamo trovare il legame inenarrabile con gli esseri umani che ci hanno preceduto.

L’impronta filosofica, quasi metafisica, che contraddistingue Cucchi è ricondotta al camminare errabondo tra le vie della città, il cui fascino è ben colto dal poeta nella sua urbana prosaicità e normalità.

E’ un breve e splendido esempio di poesia prosa, nella scansione lessicale (parole semplici ma evocative) e nel dosaggio raffinato della punteggiatura.