Smoke
Si tratta di un breve racconto. L’ambiente è la società contadina del Sud degli Stati Uniti. Un padre autoritario ha di fatto cacciato i due figli dalla proprietà: il più giovane perché aveva richiesto la divisione della terra, il più anziano perché non sopporta più il padre. Mentre il più giovane vive come un eremita, il più vecchio va a vivere da un cugino. Il padre muore apparentemente ucciso da un cavallo e viene anche assassinato il giudice, esecutore testamentario dell’eredità. Il procuratore riesce, con la sua capacità dialettica e l’uso attento delle parole, a spingere il vero colpevole, il cugino, a confessare. L’espediente è costituito proprio dal fumo, che il procuratore nasconde in una scatola del giudice e la cui presenza nel luogo del delitto mette con le spalle al muro il colpevole, che risulta essere un forte fumatore. La trama vorrebbe essere quella poliziesca, ma in realtà il vero oggetto del racconto è costituito dall’aridità e asprezza del mondo contadino e dei rapporti familiari, che si sviluppano dietro alla volontà di possesso della terra. In contrasto con questa brutalità e con una vita quotidiana squallida si sviluppa il periodare elegante del procuratore: > si era laureato ad Harvard... capace di trascorrere interi pomeriggi in compagnia degli uomini accovacciati contro i muri degli empori di campagna, parlando con loro nella loro lingua. Li chiamava i suoi momenti di svago . Il mondo della campagna viene in qualche modo manipolato dalla parola, dall’intellettuale che sa parlare bene e sa costruire trucchi e trappole per i contadini ingenui. Lo stile del racconto, la struttura della frase in particolare, si sviluppa in modo molto complesso, e quindi di difficile lettura.
Solar
Michael Beard ha ottenuto, appena ventʼenne, il premio Nobel. Lui stesso non si spiega i motivi di un riconoscimento così prestigioso ( forse il comitato lʼha confuso con Sir Michael Bird?), ma da allora, > come un naufrago, si è aggrappato a questʼunico pezzo di legno, e vedeva sé stesso come un privilegiato . Il romanzo ha poco da fare con la scienza e con lʼenergia solare, ma narra soprattutto la storia di un misero uomo, bugiardo, egoista, opportunista, che attraversa con indifferenza gli affetti delle persone più vicine. Il racconto ha inizio al momento della separazione di Michael dalla sua quinta moglie, che lo tradisce per vendicarsi dei tanti adultéri del marito. Michael è presidente di un centro di ricerca governativo, che dovrebbe trovare soluzioni per ridurre lʼanidride carbonica e quindi contrastare il cambiamento climatico. In realtà il nostro protagonista non crede affatto agli effetti disastrosi dellʼinquinamento atmosferico ma, con la stessa superficialità con la quale porta avanti la sua vita sentimentale, avvalla un progetto assurdo di installare piccole pale eoliche in tutte le case degli inglesi. È questa lʼidea di un giovane ricercatore, fanatico delle fonti rinnovabili, che infastidisce il cinico Michael con il suo idealismo ambientalista. Ritornando da un viaggio nel continente antartico, dove è stato costretto a partecipare ad uno strampalato gruppo di ricerca sullo scioglimento dei ghiacci , Michael sorprende il giovane ricercatore a casa sua: è uno degli amanti di sua moglie. Nel colloquio che segue alla scoperta, il giovane ricercatore si uccide inciampando in un tappeto mentre si sta dirigendo verso Michael per pregarlo di non licenziarlo. Il nostro protagonista non è certo colpevole ma capisce che potrebbe essere il primo ad essere sospettato. E così fa in modo che venga condannato un altro amante della moglie, un uomo violento e assurdamente geloso. A questo primo inganno se ne aggiunge un altro: Michael viene in possesso delle carte del giovane ricercatore nelle quali è dimostrata la possibilità di ricavare lʼidrogeno dallʼacqua utilizzando lʼenergia solare. È la scoperta del secolo, che risolverebbe in un colpo solo il problema delle emissioni di anidride carbonica e quello dellʼesaurimento delle fonti di energia. Il racconto si sposta, poi, molti anni avanti. Michael, un uomo obeso, mangiatore e bevitore insaziabile, ha continuato la sua vita cinica e superficiale. Dal punto di vista sentimentale, oltre alle amanti occasionali, ha, suo malgrado, due relazioni fisse: con una inglese, che gli ha dato una figlia, anche se lui si era opposto in tutti modi, e con una americana, conosciuta nel New Messico dove sta realizzando il prototipo di fabbricazione dellʼidrogeno dallʼacqua, fondamentale per dimostrare la validità industriale dellʼidea. Dal punto di vista del business deve combattere con gli investitori, spesso scettici sul progetto e che soprattutto si chiedono se ne vale la pena spendere i soldi in una tecnologia così innovativa, quando non si è certi se ci sarà la catastrofe ambientale e se, quindi, bisognerà abbandonare i combustibili fossili ( come il carbone, il petrolio e così via). Dinanzi alle preoccupazioni del socio, che ha investito diversi milioni di dollari e riporta le opinioni di molti esperti che dicono che non cʼè un riscaldamento planetario, Beard ,forte del suo premio Nobel, > mise una mano sul braccio dellʼamico, un chiaro segno che egli era oltre i sui limiti. Toby ascolta, ci sarà la catastrofe . Lui che non aveva mai creduto nel riscaldamento globale! Ma a differenza della teoria che gli ha dato il premio Nobel, che districa in modo matematicamente ineccepibile le complesse interazioni tra energia e massa, Michael resta attorcigliato nel groviglio di falsità e di contraddizioni, proprie della sua vita. Nel momento in cui sta per dimostrare la grandezza del suo genio ( ma è ciò che veramente gli interessa o ciò che vale è il piacere del momento?) le sue «donne» gli chiedono il conto delle promesse fatte, ritorna lʼuomo ingiustamente condannato per vendicarsi e gli viene intentata unʼazione legale perché ha utilizzato un progetto non suo. Capisce che ha fallito e percepisce con chiarezza il cancro che lo sta uccidendo. Finalmente consapevole della sua meschinità vede la figlia, che lo ama di un amore incondizionato, andargli incontro, ma > egli dubitò mentre lʼabbracciava, che qualcuno avrebbe mai potuto credergli adesso che fosse vero amore . La scrittura è brillante, la trama si sviluppa a tratti in modo accattivante, i personaggi sono ben descritti: il tutto dovrebbe avvincere il lettore. Ma, come per il protagonista del romanzo, cʼè una sorta di leggerezza e di eccessiva ironia, che rende evanescente il racconto. Tutto sembra paradossale e quindi la falsità e il cinismo, i temi fondamentali del racconto e tratti così tipici della nostra epoca, restano narrati in modo superficiale e non si assiste a quello svelamento che ci si aspetterebbe. McEwan è un grande autore, che spreca la sua arte. Perché leggerlo? È scritto molto bene e la storia è intrigante.
Stamboul Train
Il romanzo narra il viaggio da Ostenda a Istanbul di un gruppo di viaggiatori: una giornalista con la sua amante, un giovane commerciante ebreo in viaggio di affari, un ladro divenuto suo malgrado un assassino (in fuga), un famoso ricercato politico e una giovane ragazza di nome Coral. Durante il viaggio si intrecciano avventure e storie di amore, in particolare quella tra il giovane commerciante e Coral, tra i quali sembra nascere una vera e duratura relazione. Al confine con l’Ungheria la polizia arresta il ricercato politico (su indicazione della giornalista) e insieme il ladro e Coral. I tre riescono a fuggire ma nella fuga il ricercato politico viene ferito mortalmente e Coral si ferma per assisterlo. Il giovane commerciante, che attendeva con un automobile parte comunque per Costantinopoli, dove si sposa per interesse. Tutti i personaggi si muovono secondo interessi egoistici (il denaro, la fama, gli affari ecc. ) a eccezione di Coral che rinunzia al giovane commerciante pur di assistere il ricercato politico. La ragazza è quindi l’unica figura che riflette sentimenti sinceri, non mediati da sovrastrutture economiche e ideologiche, ma orientati agli aspetti profondi della vita umana, come la solidarietà verso una persona in difficoltà. Anche questo romanzo appartiene al filone «divertimento» di Greene, ma sinceramente da questo punto di vista è senza dubbio deludente: il ritmo è lento per la nostra abitudine di romanzi moderni del genere poliziesco e comunque non tale da creare suspense e interesse nella trama. La parte più interessante è quella della prigionia ai confini con l’Ungheria in quanto emergono finalmente le contraddizioni dei diversi personaggi ed emerge la figura di Coral. A differenza del «nostro uomo all’Avana» il romanzo è caratterizzato da una forte e diffusa amarezza: prevalgono sempre l’egoismo e la vacuità rispetto all’altruismo e alla sincerità. I rapporti tra le persone sono dominati da sentimenti falsi e dalla ricerca della soddisfazione del proprio narcisismo e dell’interesse.


