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Ian McEwan

Ian Russell McEwan è uno scrittore e sceneggiatore britannico.

Libri di quest'autore

Solar
RecensioneInglese

Solar

Michael Beard ha ottenuto, appena ventʼenne, il premio Nobel. Lui stesso non si spiega i motivi di un riconoscimento così prestigioso ( forse il comitato lʼha confuso con Sir Michael Bird?), ma da allora, > come un naufrago, si è aggrappato a questʼunico pezzo di legno, e vedeva sé stesso come un privilegiato . Il romanzo ha poco da fare con la scienza e con lʼenergia solare, ma narra soprattutto la storia di un misero uomo, bugiardo, egoista, opportunista, che attraversa con indifferenza gli affetti delle persone più vicine. Il racconto ha inizio al momento della separazione di Michael dalla sua quinta moglie, che lo tradisce per vendicarsi dei tanti adultéri del marito. Michael è presidente di un centro di ricerca governativo, che dovrebbe trovare soluzioni per ridurre lʼanidride carbonica e quindi contrastare il cambiamento climatico. In realtà il nostro protagonista non crede affatto agli effetti disastrosi dellʼinquinamento atmosferico ma, con la stessa superficialità con la quale porta avanti la sua vita sentimentale, avvalla un progetto assurdo di installare piccole pale eoliche in tutte le case degli inglesi. È questa lʼidea di un giovane ricercatore, fanatico delle fonti rinnovabili, che infastidisce il cinico Michael con il suo idealismo ambientalista. Ritornando da un viaggio nel continente antartico, dove è stato costretto a partecipare ad uno strampalato gruppo di ricerca sullo scioglimento dei ghiacci , Michael sorprende il giovane ricercatore a casa sua: è uno degli amanti di sua moglie. Nel colloquio che segue alla scoperta, il giovane ricercatore si uccide inciampando in un tappeto mentre si sta dirigendo verso Michael per pregarlo di non licenziarlo. Il nostro protagonista non è certo colpevole ma capisce che potrebbe essere il primo ad essere sospettato. E così fa in modo che venga condannato un altro amante della moglie, un uomo violento e assurdamente geloso. A questo primo inganno se ne aggiunge un altro: Michael viene in possesso delle carte del giovane ricercatore nelle quali è dimostrata la possibilità di ricavare lʼidrogeno dallʼacqua utilizzando lʼenergia solare. È la scoperta del secolo, che risolverebbe in un colpo solo il problema delle emissioni di anidride carbonica e quello dellʼesaurimento delle fonti di energia. Il racconto si sposta, poi, molti anni avanti. Michael, un uomo obeso, mangiatore e bevitore insaziabile, ha continuato la sua vita cinica e superficiale. Dal punto di vista sentimentale, oltre alle amanti occasionali, ha, suo malgrado, due relazioni fisse: con una inglese, che gli ha dato una figlia, anche se lui si era opposto in tutti modi, e con una americana, conosciuta nel New Messico dove sta realizzando il prototipo di fabbricazione dellʼidrogeno dallʼacqua, fondamentale per dimostrare la validità industriale dellʼidea. Dal punto di vista del business deve combattere con gli investitori, spesso scettici sul progetto e che soprattutto si chiedono se ne vale la pena spendere i soldi in una tecnologia così innovativa, quando non si è certi se ci sarà la catastrofe ambientale e se, quindi, bisognerà abbandonare i combustibili fossili ( come il carbone, il petrolio e così via). Dinanzi alle preoccupazioni del socio, che ha investito diversi milioni di dollari e riporta le opinioni di molti esperti che dicono che non cʼè un riscaldamento planetario, Beard ,forte del suo premio Nobel, > mise una mano sul braccio dellʼamico, un chiaro segno che egli era oltre i sui limiti. Toby ascolta, ci sarà la catastrofe . Lui che non aveva mai creduto nel riscaldamento globale! Ma a differenza della teoria che gli ha dato il premio Nobel, che districa in modo matematicamente ineccepibile le complesse interazioni tra energia e massa, Michael resta attorcigliato nel groviglio di falsità e di contraddizioni, proprie della sua vita. Nel momento in cui sta per dimostrare la grandezza del suo genio ( ma è ciò che veramente gli interessa o ciò che vale è il piacere del momento?) le sue «donne» gli chiedono il conto delle promesse fatte, ritorna lʼuomo ingiustamente condannato per vendicarsi e gli viene intentata unʼazione legale perché ha utilizzato un progetto non suo. Capisce che ha fallito e percepisce con chiarezza il cancro che lo sta uccidendo. Finalmente consapevole della sua meschinità vede la figlia, che lo ama di un amore incondizionato, andargli incontro, ma > egli dubitò mentre lʼabbracciava, che qualcuno avrebbe mai potuto credergli adesso che fosse vero amore . La scrittura è brillante, la trama si sviluppa a tratti in modo accattivante, i personaggi sono ben descritti: il tutto dovrebbe avvincere il lettore. Ma, come per il protagonista del romanzo, cʼè una sorta di leggerezza e di eccessiva ironia, che rende evanescente il racconto. Tutto sembra paradossale e quindi la falsità e il cinismo, i temi fondamentali del racconto e tratti così tipici della nostra epoca, restano narrati in modo superficiale e non si assiste a quello svelamento che ci si aspetterebbe. McEwan è un grande autore, che spreca la sua arte. Perché leggerlo? È scritto molto bene e la storia è intrigante.

Ian McEwanVintage
Saturday
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Saturday

Henry è un neurochirurgo che vive a Londra con la moglie, avvocato, e due figli, il maschio musicista e la figlia poetessa che abita momentaneamente a Parigi. Si sveglia un sabato mattina e assiste dalla finestra allʼatterraggio di emergenza di un aereo e immagina sia un atto di terrorismo. Inizia in tal modo la giornata di sabato, che è caratterizzata da alcuni fatti generali (le notizie in televisione sulla prossima guerra in Iraq, la marcia dei pacifisti contro la guerra, le vicende dell’aereo atterrato dʼemergenza), e da alcuni fatti privati (le relazioni con la moglie, la gara di squash con un amico, la visita alla madre malata di Alzheimer, la partecipazione a un concerto del figlio, la preparazione della cena per il ritorno della figlia e l’arrivo del suocero, anche lui grande poeta). Il racconto si sviluppa in questo contrasto tra il catastrofismo del contesto esterno e la ricerca della pace famigliare, di una vita serena al di là della turbolenza esterna. Questo tentativo non ha successo e basta un piccolo incidente automobilistico per fare irrompere la violenza e l’imprevisto nella vita intima e famigliare. Per evitare la marcia dei pacifisti, Henry compie una scorrettezza in auto e urta la macchina di alcuni balordi, che cercano di aggredire il chirurgo. Henry riesce tuttavia a liberarsi da una situazione difficile in quanto destabilizza il ruolo del capo dei balordi, di nome Baxter, riconoscendo che è afflitto da una grave forma degenerativa del cervello. Baxter intende vendicarsi per l’affronto e irrompe in casa di Henry proprio nel momento in cui la famiglia sta festeggiando l’arrivo della figlia e del nonno, il grande poeta. Baxter minaccia la moglie di Henry e ordina alla ragazza di spogliarsi: in una situazione di grande tensione la ragazza legge alcune brani di poesia, che addolciscono Baxter che rinunzia alla violenza e viene spinto giù dalle scale da Henry e da suo figlio. Il romanzo si conclude con la decisione di Henry di operare Baxter, che era rimasto gravemente ferito e poi su una serie di riflessioni esistenziali da parte del chirurgo: > tutto ciò che sente è la paura. È debole e ignorante, spaventato delle conseguenze imprevedibili di un’azione che è sfuggita dal controllo ed è generatrice di nuovi eventi, di nuove conseguenze, sino a quando sei condotto in un posto dove mai sognavi di essere e che non avresti mai scelto, il coltello alla gola . Il libro si sviluppa intorno a tematiche di forte contenuto filosofico: l’impotenza dell’uomo verso un contesto sempre meno spiegabile, l’impatto del catastrofismo sulla vita quotidiana, la ricerca della serenità nell’ambito famigliare, la debolezza delle barriere tra esterno ed intimità, il peso dell’ereditarietà e la vita fuori dal nostro controllo e il ruolo delle relazioni affettive. Ma il tema più interessante del racconto è il contrasto tra la cultura scientifica, che cerca di portare ordine e razionalità e la cultura letteraria, in particolare la poesia, che interpreta il mondo secondo schemi non riconducibili alla razionalità scientifica e riesce, forse per questo, a cogliere il senso più intimo delle cose e a risolvere le situazioni. È la poesia recitata dalla figlia che fa uscire Baxter dalla pazzia e non i ragionamenti logici di Henry. E allora qual è l’uscita da una situazione non più comprensibile sulla base dei canoni della razionalità scientifica? Si è in una situazione di impasse, che si sintetizza dalle parole del poeta, Matthew Arnold: > oh amore portaci a essere autentici l’uno all’altro! Per il mondo che sembra giacere davanti a noi come una terra di sogni, così vario, così bello, così nuovo. Non c’è realmente né gioia, né luce, né amore, né certezza, né pace, né aiuto al dolore; e noi siamo qui come su una piana oscura, sballottati con confusi allarmi di lotta e di combattimento, dove armate ignoranti si scontrano di notte . Lo scontro tra il desiderio (l’amore che ci fa vedere il mondo come una terra di sogni) e la realtà, che ci appare solo portatrice di morte, non è questa contraddizione risolvibile solo da un approccio razionale?I forti contenuti filosofici e la molteplicità dei temi non vanno a beneficio del ritmo narrativo e dell’unitarietà del discorso. È, come al solito, scritto molto bene, ma talvolta si presenta troppo intellettualistico e i personaggi risultano piatti su un ruolo affidato che risponde più a stereotipi che a un vero approfondimento dei caratteri.

Ian McEwanJonathan Cape
Disguises
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Disguises

Disguises, in italiano «travestimenti», è un breve racconto focalizzato sul tema del travestimento, come gioco ambiguo che porta al travisamento della realtà e di sé stessi. Henry, un bambino di dieci anni, rimane orfano e va a vivere con la zia, una ex attrice. Il bambino deve sottoporsi ad un rito serale, nel quale i due si travestono e recitano i ruoli connaturati alle sembianze assunte. È un gioco che diviene qualche cosa di inquietante quando la zia impone al bambino di travestirsi da ragazza e, di fronte alle resistenze del nipote, manifesta un carattere autoritario e aggressivo. Come cʼera da aspettarsi, il bambino si fa degli amici e conosce una coetanea che lo invita a casa sua. Henry non è più un bambino, sta diventano un adolescente e i gusti della zia diventano sempre più insopportabili. La zia organizza una festa in maschera e il racconto si conclude in un crescendo di illusioni, mascheramenti, scene reali o solo immaginate, in un party dove è difficile capire chi fa che cosa: > adesso gli ritornava in mente, se si è vestiti come qualcunʼaltro pretendendo di essere loro, ti prendi la colpa di quel che loro hanno fatto, o di ciò che fai tu in quanto loro... o che hai fatto? È un racconto confuso, nel quale si mescolano più temi, dal travestimento come gioco, alla definizione della personalità nellʼadolescenza sino ad una concezione della realtà come illusione, come impressione creata dai propri sensi piuttosto che mondo effettivamente esistente. Troppi sono gli argomenti psicologici e filosofici per rendere comprensibile il racconto, che sembra essere solo lʼoccasione per sperimentare nuovi soggetti e consolidare virtuosismi stilistici. Perché non leggerlo? È difficile da leggere, inconcludente e troppo ricco di preziosismi letterari.

Ian McEwanL'Espresso