Cécile est morte
È probabile che questo non sia uno dei romanzi migliori di Simenon. La trama è molto semplice: la nipote, che faceva da serva, uccide la zia malata quando questʼultima rifiuta a darle i soldi per il fratello. Guardando nei cassetti scopre delle vecchie carte, che dimostrano come la zia, insieme con il suo amante, abbia ucciso il marito quindici anni prima. L’ex amante della zia, che è ancora il suo socio in affari e vive in un appartamento limitrofo, uccide a sua volta Cécile per impedirle di rilevare i contenuti dei documenti trovati. Dal punto di vista del genere poliziesco le vicende del romanzo appaiono scontate e il ritmo non avvince di certo il lettore. Lʼambientazione (la figura di Maigret, la vita piccolo borghese) è descritta in modo frettoloso, quasi superficiale. Il pregio fondamentale del romanzo è lo stile. Anche se la lingua francese non è facile (a causa della ricchezza dei vocaboli) essa diviene di agevole comprensione grazie alla successione delle frasi e delle parole, che anche foneticamente contribuiscono a trasmettere i tratti dei personaggi, l’atteggiamento di Maigret e le caratteristiche salienti del contesto. Da apprezzare non è tanto il romanzo nella sua totalità, ma alcuni scorci, come il seguente: > Il arrivait a Maigret de hausser les épaules quand on s’émerveillait devant lui de la résignation des humbles, des malades …..sans horizon…. ; il savait par expérience que la bete humaine s’accomode de n’importe quel nid, du moment qu’elle peut le remplir de sa chaleur, de son odeur, de ses habitudes .
Le comte de Monte-Cristo
La trama del romanzo è nota. Edmond Dantés viene imprigionato a torto. Riesce a liberarsi e diventa enormemente ricco e quindi dedica la sua vita alla vendetta mediante una serie di inganni e di atti di crudeltà. Sembra che il romanzo abbia avuto spunto da una vicenda vera. Si sviluppa su tre diversi livelli:l’avventura, assicurata solo talvolta da un ritmo avvincente, come nella prima parte (la prigionia, la conoscenza dell’abate Farina e la fuga) e in alcuni momenti successivi. Troppo spesso il romanzo si sviluppa in modo lento e noioso anche quando si è di fronte a sorprese e colpi di scena;l’ambientazione che emerge dalla descrizione di Roma, della stessa isola di Monte Cristo e della società parigina. In alcuni casi si tratta di un affresco efficace anche se un po’ di maniera (come nel caso di Roma), in altri casi si è di fronte ad una descrizione superficiale e frettolosa;il super eroe, impersonato dalla figura del conte di Monte Cristo, un eroe che si rivela negativo, in quanto porta avanti la sua vendetta con un sadismo ed una voluttà, che non sono giustificati dal solo desiderio di giustizia. Da questo punto di vista appaiono molto più vivi e reali «i cattivi» del romanzo, che sono di fatto i veri personaggi, in quanto dotati di un loro spessore e mossi da contraddizioni che li rendono umani. Il romanzo è ripetitivo e noioso ed è veramente difficile arrivare sino in fondo.

