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Stieg Larsson

Stieg Larsson, nome completo Karl Stig-Erland Larsson, è stato uno scrittore, giornalista e critico letterario svedese.

Libri di quest'autore

La regina dei castelli di carta
RecensioneItaliano

La regina dei castelli di carta

Il libro prende le mosse dalla scena conclusiva del precedente volume di Larsson: la ragazza che giocava con il fuoco. Lisbeth Salander, dopo aver ferito gravemente il padre, è stata salvata dallʼamico Mikael Blomkvist. È tuttavia molto grave e viene operata e ricoverata in ospedale. Nel frattempo unʼunità speciale dei servizi segreti cerca di far rinchiudere nuovamente Lisbeth in manicomio per evitare che si vengano a sapere le trame ordite per molti anni, ai danni anche di importanti uomini politici, e che si basavano sulla figura del padre di Lisbeth. Questʼultimo viene ucciso da uno dei servizi segreti, vengono compiuti altri omicidi e soprattutto si costruiscono le prove per incolpare nuovamente la ragazza. Complementare alla vicenda principale si sviluppa lʼazione di Mikael, un vero giornalista, che raccoglie informazioni e riscontri per salvare la ragazza e smascherare i servizi segreti «deviati». Si mette poi in moto anche una azione da parte dei servizi segreti «buoni», che operano, congiuntamente a Mikael, per smascherare lʼunità deviata e recidere il «cancro» che rischia di distruggere la democrazia svedese. Come è abitudine dellʼautore si aprono altre vicende, una delle quali vede protagonista la socia, ed amante, di Mikael, che va a dirigere un giornale importante, subisce diffamazioni di carattere sessuale ed è costretta poi a dare le dimissioni quando scopre che il proprietario del giornale sfrutta lavoro minorile in un paese del estremo oriente: ciò non evita, come vorrebbe il vero giornalismo, di pubblicare lʼinchiesta e rovinare lʼavido presidente. Il tutto, poi, si conclude felicemente con la liberazione di Lisbeth e il trionfo del giornalismo dʼassalto e di un paese, lui sì, che possiede robusti anticorpi. Il tema di fondo del libro sembra essere la contrapposizione tra il bene e il male: al medico cattivo si contrappone quello buono e preparato, al procuratore superficiale e facilmente manovrabile si contrappongono poliziotti e giudici onesti e così via. Il conflitto è troppo evidente ed talmente privo di ambiguità da divenire scontato. È un thriller, ma più ancora dei due primi libri dellʼautore, la trama si sviluppa in modo lento e talvolta noioso, è appesantita da una moltitudine di personaggi e da una ridondanza di dialoghi rispetto allʼazione vera e propria. Appare, poi, totalmente inverosimile la forza di unʼunità operativa costituita da pensionati dei servizi segreti, e quindi fin dallʼinizio appare evidente che la minaccia verrà sventata facilmente. Inoltre, la molteplicità dei temi trattati ( la deviazione dei servizi segreti, la capacità reattiva delle istituzioni democratiche, i doveri di un vero giornalismo ,che deve investigare e dire la verità, le intimidazioni di carattere sessuale, la fatica delle donne di affermarsi) generano un senso di dispersione che contribuisce a far perdere un filone comune nella lettura. Ci si perde nelle parentesi con il risultato di una minore efficacia del racconto. Ciò che rimane è lʼinvidia per un giornalismo investigativo ed onesto così lontano da quello italiano: se ci fosse anche nel nostro paese una rivista come Millenium!!

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La ragazza che giocava con il fuoco
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La ragazza che giocava con il fuoco

Il romanzo è, in qualche modo, la continuazione del libro precedente. Questa volta la protagonista è la ragazza, Lisbeth Salander. L’avvio è lento e disteso. Lisbeth, ormai immensamente ricca, vive nei caraibi e ritorna poi in Svezia, dove riprende una relazione con una vecchia amica e ricontatta il suo vecchio tutore, ricoverato in clinica per un ictus. Il giornalista, invece, è coinvolto in unʼindagine sullo sfruttamento del sesso, portato avanti da una coppia, una ricercatrice universitaria e un giornalista. Nel frattempo, il nuovo tutore di Lisbeth, un avvocato depravato, vuole vendicarsi della ragazza, che lo tiene in pugno con un filmato che lo riprende mentre la violenta, e quindi coinvolge un gruppo di delinquenti. A questo punto il romanzo assume un ritmo più intenso: l’avvocato viene ucciso con la stessa pistola con la quale vengono assassinati, la stessa notte, la ricercatrice universitaria e il giornalista convivente. Viene accusata Lisbeth, andando a ripescare la vecchia storia di squilibrio psicologico della ragazza. Tutto il paese è coinvolto nella sua ricerca, che i mass media e la polizia dipingono come una psicopatica. È ovvio che la storia è ben diversa: la ragazza era stata accusata di essere una psicopatica (e quindi prima internata in un manicomio e poi messa sotto tutela), in quanto era la figlia di una nota spia russa, che era passata al servizio della Svezia. Il padre della ragazza era in realtà, lui sì un violento e un psicopatico, ed è dietro agli omicidi in quanto ha timore che si scopra la verità. Si succedono una serie di avventure, ma alla fine la ragazza viene salvata, questa volta, dall’amico giornalista: > aprì un po’ gli occhi e lo fissò per un lungo momento. Il suo sguardo era sfuocato. La sentì mormorare qualcosa così sottovoce che riuscì a malapena a distinguere le parole, Kalle dannatissimo Blomkvist . I temi del sesso e della violenza sessuale verso le donne sono sempre gli argomenti del libro. Ad essi se ne aggiungono altri due, che assumono la preminenza via via che il romanzo sviluppa: da un lato l’ambiente della polizia corrotto e superficiale, dall’altro l’assistenza sociale ai minori che spesso opera secondo schemi convenzionali e sotto la pressione di psicologi ed esperti, a loro volta corrotti e dominati da ossessioni e stereotipi. Lisbeth è stata vittima non solo dei servizi segreti, che la volevano internare per evitare complicazioni nella gestione di un personaggio scomodo, quale era il padre della ragazza, ma subisce anche gli approcci consolidati nel mondo dei servizi sociali, che vedono i «diversi» come una minaccia alla convivenza sociale al di là della loro intelligenza e sostanziale onestà. È l’individuo asociale che disturba e va in qualche modo rimosso. Il libro è appesantito da troppe «parentesi» e personaggi rispetto alla trama centrale, talvolta i dialoghi risultano prolissi e ripetitivi così come appaiono un po’ scontate e inverosimili alcune soluzioni narrative: per esempio, il fatto che la polizia non indaghi sul computer del giornalista ucciso, la presenza di un gigante, tra l’altro fratellastro della ragazza, che appare invincibile in quanto non sente il dolore e poi si fa facilmente incatenare da Blomkvist, la sopravvivenza della ragazza che riesce a salvarsi malgrado sia stata seppellita viva.

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Uomini che odiano le donne
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Uomini che odiano le donne

Il romanzo è un thriller. Un giornalista viene assunto da un potente industriale, Vanger, per investigare sulla scomparsa della nipote, avvenuta vent’anni prima. Il giornalista si trasferisce quindi in una sperduta isola del nord della Svezia, dove si è ritirato l’anziano industriale. Nel frattempo si sviluppano le vicende di una ragazza, che lavora presso una società di vigilanza ed è estremamente brava nelle investigazioni via computer. La ragazza, per il suo passato violento e disturbato, subisce le violenze di un avvocato, che dovrebbe svolgere il ruolo di supervisore e tutore. Intanto il giornalista comincia a scoprire alcuni elementi, che in realtà riguardano le turbe sessuali di uno dei membri della famiglia: questa persona uccide e tortura le donne. A un certo punto il giornalista e la ragazza cominciano a lavorare insieme, intrecciano tra di loro una relazione sentimentale e vengono coinvolti in una serie di avventure, rischiando spesso la vita. La storia si conclude felicemente con la morte del serial killer, la scoperta della nipote, che era scappata in Australia per sfuggire al serial killer, che era suo fratello e abusava della sorella, e infine il ritorno trionfante del giornalista al suo giornale. In realtà la storia non si chiude completamente in modo positivo, in quanto la ragazza si era innamorata del giornalista ma lo vede andarsene via con un’altra donna. Si tratta di un thriller, ma in realtà il tema sottostante è costituito proprio dall’atteggiamento degli uomini verso le donne. Queste ultime sono le vittime, sia quando sono sottoposte a violenze fisiche, sia quando vengono ferite nei propri sentimenti. È infatti emblematica la figura del giornalista: è spinto da una forte tensione politica, passa poi in realtà da una donna a un’altra, ama le relazioni leggere e non si rende conto di avere coinvolto in un rapporto d’amore una giovane donna, che credeva di aver trovato finalmente un punto di appoggio. > Salander, sei proprio un’idiota penosa, disse la ragazza ad alta voce a se stessa. Girò i tacchi e si avviò nuovamente verso il suo appartamento fresco di pulizie . Il libro è in certi momenti banale e si sofferma in modo eccessivo sul tema sessuale. Lo stile è asciutto ed essenziale così da rendere la lettura piacevole e avvincente.

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