La regina dei castelli di carta

finito di leggere il: 19 marzo 2009

Editore

Marsilio

Anno

2009

Pagine

857

Lingua di Lettura

Italiano

Gradimento Medio

La regina dei castelli di carta

Il libro prende le mosse dalla scena conclusiva del precedente volume di Larsson: la ragazza che giocava con il fuoco.
Lisbeth Salander, dopo aver ferito gravemente il padre, è stata salvata dallʼamico Mikael Blomkvist.
È tuttavia molto grave e viene operata e ricoverata in ospedale.
Nel frattempo unʼunità speciale dei servizi segreti cerca di far rinchiudere nuovamente Lisbeth in manicomio per evitare che si vengano a sapere le trame ordite per molti anni, ai danni anche di importanti uomini politici, e che si basavano sulla figura del padre di Lisbeth.
Questʼultimo viene ucciso da uno dei servizi segreti, vengono compiuti altri omicidi e soprattutto si costruiscono le prove per incolpare nuovamente la ragazza.
Complementare alla vicenda principale si sviluppa lʼazione di Mikael, un vero giornalista, che raccoglie informazioni e riscontri per salvare la ragazza e smascherare i servizi segreti «deviati».
Si mette poi in moto anche una azione da parte dei servizi segreti «buoni», che operano, congiuntamente a Mikael, per smascherare lʼunità
deviata e recidere il «cancro» che rischia di distruggere la
democrazia svedese.
Come è abitudine dellʼautore si aprono altre vicende, una delle quali vede protagonista la socia, ed amante, di Mikael, che va a dirigere un giornale importante, subisce diffamazioni di carattere sessuale ed è costretta poi a dare le dimissioni quando scopre che il proprietario del giornale sfrutta lavoro minorile in un paese del estremo oriente: ciò non evita, come vorrebbe il vero giornalismo, di pubblicare lʼinchiesta e rovinare lʼavido presidente.
Il tutto, poi, si conclude felicemente con la liberazione di Lisbeth e il trionfo del giornalismo dʼassalto e di un paese, lui sì, che possiede robusti anticorpi.

Il tema di fondo del libro sembra essere la contrapposizione tra il bene e il male: al medico cattivo si contrappone quello buono e preparato, al procuratore superficiale e facilmente manovrabile si contrappongono poliziotti e giudici onesti e così via.
Il conflitto è troppo evidente ed talmente privo di ambiguità da divenire scontato.

È un thriller, ma più ancora dei due primi libri dellʼautore, la trama si sviluppa in modo lento e talvolta noioso, è appesantita da una moltitudine di personaggi e da una ridondanza di dialoghi rispetto allʼazione vera e propria.
Appare, poi, totalmente inverosimile la forza di unʼunità operativa costituita da pensionati dei servizi segreti, e quindi fin dallʼinizio appare evidente che la minaccia verrà sventata facilmente.
Inoltre, la molteplicità dei temi trattati ( la deviazione dei servizi segreti, la capacità reattiva delle istituzioni democratiche, i doveri di un vero giornalismo ,che deve investigare e dire la verità, le intimidazioni di carattere sessuale, la fatica delle donne di affermarsi) generano un senso di dispersione che contribuisce a far perdere un filone comune nella lettura.
Ci si perde nelle parentesi con il risultato di una minore efficacia del racconto.
Ciò che rimane è lʼinvidia per un giornalismo investigativo ed onesto così lontano da quello italiano: se ci fosse anche nel nostro paese una rivista come Millenium!!

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