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Niccolò Ammaniti

Niccolò Ammaniti è uno scrittore, regista e sceneggiatore italiano, vincitore del premio Strega nel 2007 per Come Dio comanda.

Libri di quest'autore

Io non ho paura
RecensioneItaliano

Io non ho paura

Il romanzo riprende il tema del libro precedente: lo squallore dell’ambiente e della famiglia a confronto con l’innocenza dell’infanzia. Michele vive in un piccolo borgo e durante un giro con gli amici scopre un bambino che è stato rapito e imprigionato da un gruppo, del quale fa parte anche il padre. Si sviluppa quindi un percorso spirituale e psicologico durante il quale Michele si rende autonomo rispetto ai genitori sino al punto di correre a salvare il bambino rapito, che potrebbe essere ucciso dai rapitori. Riesce a salvarlo ma viene colpito dal padre e «ora c’era di nuovo buio e c’era papà e c’ero io». A differenza di quanto avveniva nel libro precedente, è più evidente la contraddizione tra i sentimenti familiari e di clan (sempre improntati ad affetto e protezione) e l’immoralità del rapimento, che costituisce un atto collettivo, dell’intero paese. È un ragazzo, Michele, che deve rimettere in ordine la scala dei valori, anche a scapito dei legami familiari. È quindi un quadro della società italiana, che travalica il contesto ambientale (il piccolo paese) ma è invece emblematico di un clima più generale. La solarità del paesaggio, la vastità degli orizzonti insieme con la limitatezza degli spazi (splendidamente descritti dall’autore) sono parte integrante della narrazione, esprimendo un contrasto tra un mondo chiuso e desolato e l’aspirazione verso una maggiore libertà e limpidezza di sentimenti e di valori. Rispecchia bene una società, e degli individui, in bilico tra un presente vacuo e un futuro più ricco di contenuti. Lo scrittore ha raggiunto con questo romanzo una maggiore compattezza nello stile e nel ritmo narrativo, che lo rende un libro molto suggestivo oltre che bello da leggere. Si tratta senza dubbio di un romanzo di grande livello narrativo e contenutistico.

Niccolò AmmanitiGiulio Einaudi
Come dio comanda
RecensioneItaliano

Come dio comanda

Un brutto libro, non certo al livello dei precedenti. Un gruppo di amici abitano in provincia e ruotano intorno a un ragazzino che vive in un ambiente desolato e squallido. Il carattere e la storia dei personaggi sono portati sino all’assurdo. Il padre del ragazzo è un fanatico nazista, con il mito della forza ma in fondo buono e legato profondamente al figlio; un altro amico è un alcolista, appena separatosi dalla moglie, che muore nel tentativo di fare una rapina a una banca; un altro, ancora, è un minorato psichico che in un momento di follia uccide una ragazza per poi uccidersi. Il tema di fondo del libro è il forte legame tra il padre e il figlio: un affetto che riesce a sopravvivere e a crescere anche in un ambiente squallido e tra personaggi apparentemente dominati da miti assurdi. Un altro personaggio positivo è costituito da un assistente sociale, che aiuta il ragazzo e trova poi l’amore. Come ha scritto Francesco Troiano > Ammaniti dipinge, al di là del plot, il ritratto di un paese devastato dalla volgarità e dallʼappiattimento consumistico: gli uomini hanno capelli tinti e le donne occhiali griffati, vanno in vacanza nei villaggi Valtur o al Coral Bay«di Sharm el Sheikh, prendono i telefonini da»Cellulandia«e fanno acquisti al centro commerciale»Quattro camini > . Intorno, la miseria di chi non ce lʼha fatta, dipinta però senza indulgere a simpatie di maniera: la ferocia, magari non del tutto consapevole, dei poveri, esplode - come già avveniva in Io non ho paura > - in modi devastanti e imprevedibili, che non lasciano spazio a giustificazioni di sorta . È una melassa di episodi, di sentimenti e di temi sociali, che scade nel noioso e nello scontato.

Niccolò AmmanitiOscar Mondadori
Ti prendo e ti porto via
RecensioneItaliano

Ti prendo e ti porto via

È un libro complementare a quello precedente. È ambientato nella provincia e narra di un contesto squallido dove vivono personaggi caratterizzati da una grande tristezza per la desolazione della loro vita senza sbocco: il gruppo di ragazzi violenti e predestinati alla criminalità o a una vita opaca come quella dei loro genitori; la famiglia di Pietro, il protagonista, contraddistinta dalla depressione della madre, dall’alcolismo violento del padre e dalla pochezza del fratello; Graziano Biglia, un squallido vitellone di provincia che non si accorge neanche di essere innamorato di Flora; quest’ultima vive una vita difficile ma ordinata vicino alla madre malata, quando incontra Graziano dal quale aspetta un figlio e viene poi abbandonata per entrare in uno stato di depressione e di abbandono: «non lo sai, forse, che le promesse sono fatte per non essere mantenute?». Dice Flora la sera terribile nella quale Pietro la uccide. In questo ambiente di provincia, si sviluppa l’amicizia tra Pietro e Gloria, che, pur con condizioni sociali molto diverse, intrecciano tra di loro un rapporto, che non può non sbocciare in una storia dʼamore. Ma Pietro non resiste e l’uccisione di Flora costituisce sostanzialmente un modo per scappare da un ambiente così desolato. > Ho capito perché lo aveva fatto. Per combattere una cosa maligna che ci abbiamo dentro e che cresce e che ci trasforma in bestie. Si è tagliato in due la vita per liberarsene... io non volevo finire come Mimmo... io non volevo diventare come loro . Solo l’assassinio, un atto violento e irreversibile, rompe una situazione della quale si ha la sensazione che possa evolversi solo in peggio. La desolazione non è solo il presente ma soprattutto l’impossibilità di un futuro migliore e di un mondo senza prospettive. Lo stile è molto efficace, caratterizzato da un insieme di episodi e di personaggi che si muovono all’interno della casualità e dell’imprevedibilità. Il ritmo narrativo è molto intenso così da renderlo un libro molto bello da leggere.

Niccolò AmmanitiOscar Mondadori