Come dio comanda

finito di leggere il: 22 giugno 2007

Editore

Oscar Mondadori

Anno

2006

Pagine

495

Lingua di Lettura

Italiano

Sconsiglio vivamente

Come dio comanda

Un brutto libro, non certo al livello dei precedenti.
Un gruppo di amici abitano in provincia e ruotano intorno a un ragazzino che vive in un ambiente desolato e squallido.
Il carattere e la storia dei personaggi sono portati sino all’assurdo.
Il padre del ragazzo è un fanatico nazista, con il mito della forza ma in fondo buono e legato profondamente al figlio; un altro amico è un alcolista, appena separatosi dalla moglie, che muore nel tentativo di fare una rapina a una banca; un altro, ancora, è un minorato psichico che in un momento di follia uccide una ragazza per poi uccidersi.
Il tema di fondo del libro è il forte legame tra il padre e il figlio: un affetto che riesce a sopravvivere e a crescere anche in un ambiente squallido e tra personaggi apparentemente dominati da miti assurdi.
Un altro personaggio positivo è costituito da un assistente sociale, che aiuta il ragazzo e trova poi l’amore.
Come ha scritto Francesco Troiano

Ammaniti dipinge, al di là del plot, il ritratto di un paese devastato dalla volgarità e dallʼappiattimento consumistico: gli uomini hanno capelli tinti e le donne occhiali griffati, vanno in vacanza nei villaggi Valtur o al

Coral Bay«di Sharm el Sheikh, prendono i telefonini da»Cellulandia«e fanno acquisti al centro commerciale»Quattro camini

.
Intorno, la miseria di chi non ce lʼha fatta, dipinta però senza indulgere a simpatie di maniera: la ferocia, magari non del tutto consapevole, dei poveri, esplode - come già avveniva in

Io non ho paura

  • in modi devastanti e imprevedibili, che non lasciano spazio a giustificazioni di sorta

.
È una melassa di episodi, di sentimenti e di temi sociali, che scade nel noioso e nello scontato.

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