Sconsiglio vivamente
e non lo rileggerei

Figlie di una nuova era

scritto da Korn Carmen
  • Pubblicato nel 2018
  • Edito da Fazi Editore
  • 522 pagine
  • Letto in Italiano
  • Finito di leggere il 03 marzo 2019
Rudi, l'ingenuo e sognante marito di  Kathe, una delle protagoniste, sintetizza con una poesia il senso complessivo del romanzo: "ho visto in controluce/che il ponte è caduto/e la debole luce/ormai ho perduto/e mi abbandono/alla corrente che mi conduce". Quattro giovani donne sono amiche per la vita, si innamorano, si sposano, alcune di esse diventano madri, restano vedove o divorziano, insomma conducono una vita apparentemente normale nella Germania tra 1919 e il 1945; attraversano la crisi economica e sociale del primo dopoguerra, l'inflazione iperbolica, la turbolenza politica della repubblica di Weimar (con la repressione dei comunisti da parte dei socialdemocratici), l'ascesa del nazismo, le leggi per la purezza della razza (con la segnalazione dei bambini nati con malformazioni), la graduale ma inesorabile emarginazione degli ebrei sino alla Shoah, la catastrofe della seconda guerra mondiale. Come è possibile avere una vita normale dinanzi a così drammatici avvenimenti ? "Ma adesso cosa restava da fare, se non ritirarsi nella sfera del privato ? il mondo non era più un posto affascinante". (pensa Bunge, il padre spendaccione di Ida, un'altra protagonista).  Ed infatti il romanzo sviluppa le storie di Henny, Kathe, Lina e Ida in un'ottica profondamente intimistica, lambita solo esteriormente dalle terribili vicende che hanno interessato il popolo tedesco. Henny e Kathe sono amiche dall'infanzia e decidono di comune accordo di intraprendere la professione dell'ostetrica, di mettere al mondo bambini proprio quando non si sa cosa attendersi dal futuro (una metafora ?). Mentre Henny persegue l'idea della famiglia, Kathe fa altre scelte. La prima si sposa ancora giovane perché rimane incinta, ha una figlia, perde il marito e ne sposa un altro, dal quale avrà un altro figlio, per scoprire che il secondo marito è stato un delatore per i nazisti, Kathe  non vuole avere figli, è comunista e spinge il marito a impegnarsi politicamente, travolgendo in tal modo la vita di entrambi. Ida, invece, è nata e cresciuta nel lusso,  il padre, ormai sull'orlo della bancarotta, la dà in moglie ad un ricco e potente banchiere, destinandola all'infelicità, solo in parte ripagata da una lunga storia d'amore con un bel cinese. Lina scopre presto di essere lesbica e va a vivere insieme con la sua compagna, in una situazione sempre più precaria perché l'omosessualità è condannata dal nazismo. Ci sono molti altri personaggi, ma già da questa breve esposizione delle protagoniste si può dedurre la fragilità dell'intero racconto. E' vero che la guerra irrompe nella pace e fino in fondo si cerca di vivere nell'indifferenza, non ci si aspetta "Guerra e Pace", ma si poteva attendere una trama ed un'analisi dei personaggi che cogliesse le profonde ferite dell'animo umano dinanzi al pericolo e agli orrori. La pace in attesa della guerra crea una sorta di sospensione e si cerca disperatamente di stare aggrappati al privato, ai pallidi sentimenti, alle consuetudini, alle amicizie e agli affetti familiari. Due splendidi romanzi vengono subito in mente: "Nessuno torna indietro" di Alba De Cespedes, con le sue ragazze rinchiuse e nel contempo difese dentro un collegio,  e "Neve sottile" del giapponese Tanizaki, racconto nel quale la descrizione minuta  della famiglia giapponese degli anni'30  vuole essere una critica al familismo inerte e, ad un tempo, all'imperialismo guerrafondaio ed aggressivo, così lontano dal sentire comune della gente. Niente c'è di tutto questo nel nostro romanzo, tanto che le drammatiche vicende della Germania paiono essere solo l'occasione per dare brio ad una trama troppo piatta e banale se calata in un contesto di normalità. E' l'inizio di una trilogia, che lasciamo ad altri lettori.

A indurre ad un giudizio negativo sono pure la struttura narrativa e la scrittura. Le storie delle quattro giovani donne sono portate avanti in parallelo con brevi paragrafi all'interno di una articolazione dei capitoli di carattere cronologico. Di conseguenza la narrazione è confusa, è difficile al lettore recuperare il racconto complessivo, e la trama risulta in definitiva prolissa e ripetitiva. I troppi personaggi contribuiscono a compromettere la chiarezza complessiva.  La scrittura, a sua volta, è piatta, basata su brevi frasi e su dialoghi, mancano le descrizioni dell'ambiente (Amburgo) e del contesto sociale e politico.

Perché non leggerlo ? Inutile, mal scritto e sgradevole, se si pensa a quanto è successo in Germania fra le due guerre.

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