Tra i migliori che ho letto!
ma non lo rileggerei

Balzac e la piccola sarta cinese

scritto da Sijie Dai
  • Pubblicato nel 2000
  • Edito da Vintage
  • 175 pagine
  • Letto in Italiano
  • Finito di leggere il 10 settembre 2021
Siamo nel 1971 in Cina durante la rivoluzione culturale di Mao. Due ragazzi vengono inviati a rieducarsi in uno sperduto villaggio di montagna. Uno dei due è il narratore mentre l'altro è il suo amico Luo. Di certo, attraversa l'intero romanzo una critica al regime comunista; critica condotta con ironia e leggerezza ma non per questo meno graffiante. Se si limitasse al racconto di come due simpatici e sfortunati ragazzi di città siano sopravvissuti in un ambiente così distante dalla loro provenienza sociale e culturale, il libro resterebbe rinchiuso nella sua dimensione storicamente datata; in realtà l'autore affronta il tema universale del libro come scoperta di se stessi e strumento di emancipazione.  I due amici si imbattono in una ragazza, figlia del sarto locale. "Quando si chinava sopra la macchina da cucire, la risplendente base di metallo rispecchiava la scollatura della sua blusa bianca, del viso ovale e lo scintillio negli occhi, senza dubbio i più belli nel distretto". Sofisticata ed elegante, "in un posto dove quasi tutti andavano a piedi nudi", la piccola sarta affascina i ragazzi, dando un senso allo loro misera vita. Un altro fatto sopraggiunge a cambiare il destino dei due amici, e della piccola sarta: la scoperta di un baule che contiene i grandi romanzi della letteratura francese, da Balzac a Flaubert. Vengono in possesso dei libri e li leggono avidamente. "Sfogliarli con le punte delle dita mi faceva sentire come se le mie fragili mani fossero in contatto con le vite umane".  E' una sensazione meravigliosa ma insidiosa perché immergersi nella natura umana tramite la penna dei grandi scrittori dell'Ottocento travolgerà i ragazzi e trasformerà la piccola sarta cinese. "Non sarà più una semplice ragazza di campagna". In Luo, ormai amante, c'è come un delirio di onnipotenza: poter governare la crescita culturale della piccola sarta. E' possibile? "Vuole andare in città, disse (il padre). Menzionò Balzac. (...) Disse che ha imparato una cosa da Balzac che la bellezza di una donna è un tesoro al di là di qualsiasi prezzo". Era forse meglio lasciarla ignorante?

In larga parte il romanzo ha una trama lineare, ricca di episodi gustosi, sorprendenti e gioiosi. E' come se i due amici si divertissero: si travestono, per esempio, da Mao per carpire i testi di canzoni popolari da un vecchio selvatico montanaro  e così darli al proprietario dei libri in cambio di alcuni romanzi: progetto riuscito ma che fallisce perché le canzoni sono fortemente erotiche e quindi in contrasto con la morale socialista. Ad un certo punto la narrazione muta di segno e diviene cupa e opprimente. Subentrano due metafore, quelle del precipizio e del corvo, presagi del disastro verso il quale si stanno dirigendo i due amici (secondo la cultura cinese gli oracoli hanno un'importanza fondamentale perché ci dicono quale sia "la via del Cielo"). Successivamente, il narratore si ritrae per lasciare spazio al racconto degli altri personaggi: il vecchio montanaro, Luo e la piccola sarta. E' un momento lirico, distante dall'approccio narrativo seguito sino al quel punto. E' come se il narratore accettasse definitivamente di essere messo in un ruolo ancillare; tuttavia, capiamo come stia percorrendo pure lui un suo percorso, verso la comprensione della femminilità. Ed infine assistiamo al racconto, rassegnato e disperato, dell'aborto della piccola sarta, la quale compie le sue scelte all'insaputa di Luo che l'ha messa incinta. E' come se la libertà della donna richieda sempre un atto doloroso.

La scrittura è elegante, in grado di orchestrare con differenti registri lessicali e sintattici. Fluido, brioso, effervescente, l' autore riesce a non disperdere la narrazione pur affrontando numerosi temi, molti dei quali in sovrapposizione e persino in contrasto. Può mantenere la barra dritta sul finale, sorprendente e inquietante, perché la storia ruota intorno al fascino misterioso del libro.

Perché leggerlo ? E' un gioiello!




Altre recensioni che potrebbero interessarti

Abito da sera

Mishima Yukio

Michel Strogoff

Verne Jules