Gradimento Medio
e non lo rileggerei

Madame Bovary

scritto da Flaubert Gustave
  • Pubblicato nel 1857
  • Edito da Michel Lévy Frères
  • Letto in Francese
  • Finito di leggere il 24 dicembre 2008

Il romanzo racconta le vicende di Madame Bovary, che, sposata ad un medico di provincia, cerca di sfuggire a unʼesistenza prosaica e noiosa inseguendo una serie di relazioni e conducendo uno stile di vita dispendioso, che la porteranno alla rovina economica, alla solitudine sentimentale e quindi al suicidio.
Si tratta di un romanzo molto famoso, considerato l’origine del realismo ottocentesco e nel quale viene affrontato il tema, poi ripreso da molti altri autori, della meschinità della morale borghese.
In fondo Emma Bovary insegue un sogno di felicità e cerca di non farsi rinchiudere nella mediocrità della vita quotidiana.
Accanto a lei prevalgono invece l’ipocrisia, la ricerca del denaro, del successo e così via.
In realtà anche Madame Bovary è figlia del suo tempo, in quanto non esistono in lei nessuna nota realmente romantica, nessun senso di colpa ed è disponibile a qualsiasi menzogna pur conseguire i propri obiettivi, che sono in realtà modesti, come poter incontrare i suoi amanti, comprare vestiti eleganti ecc.
La terza parte del libro, senza dubbio la migliore, nella quale vengono descritte le vicende che porteranno alla morte di Madame Bovary, è condotta quasi in modo illustrativo.
I personaggi, in realtà, emergono freddi, senza spessore e senza una ricerca minimamente introspettiva dei loro presupposti e dei loro sentimenti.
In conclusione si tratta di un romanzo sociale, che ci sembra abbia goduto di una fama superiore ai suoi meriti.
Risente dello spirito ottocentesco e dà poco spazio, anche nello stile e nel ritmo narrativo, a quel lirismo che è così tipico dei nostri giorni.

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