Gradimento Medio
e lo rileggerei volentieri

L’idiota

scritto da Dostoevskij Fedor
  • Pubblicato nel 1868
  • Edito da Russkij vestnik
  • 755 pagine
  • Letto in Italiano
  • Finito di leggere il 10 ottobre 2004

Il romanzo è imperniato sulla figura del principe Myskin, che ritorna in Russia dopo un lungo soggiorno in Svizzera dove è stato curato per "idiozia", ossia per malattia mentale.
Le vicende del protagonista si sviluppano in un contesto affollato di personaggi, dal cupo Rogozin (quasi la personificazione del male) a una serie di opportunisti e nichilisti sino a due personaggi femminili (Nastasja e Aglaja), che pur in modo diverso si contendono l’amore di Myskin.
Lo scontro tra le due donne, la fuga di Nastasja da Myskin (che per pietà più che amore intendeva sposare la donna) e l’uccisione di Nastasja da parte di Rogozin riconducono Myskin alla pazzia.
Il tema centrale del romanzo è l’innocenza di Myskin in un mondo falso, tortuoso, ambiguo che il protagonista non capisce e del quale tende anzi a rompere gli schemi e le regole con comportamenti spontanei e sinceri.
Myskin costituisce un elemento di rottura al quale la società non riesce a dare una risposta, perché è sconcertata e sorpresa.
Il dilemma è quello espresso dai genitori di Aglaja: "C’era qualcosa di strano in quella faccenda, e quanto di strano esattamente? O invece non cʼè nulla di strano?".
È ovvio che i genitori cercano la risposta nell’opinione della società e dei personaggi più autorevoli, organizzando un ricevimento nel quale Myskin stupirà (e in parte affascinerà) tutti con il suo comportamento sconcertante.
In qualche modo Myskin ricorda il personaggio di Cristo nel famoso incontro con l’inquisitore dei Fratelli Karamozov: la sincerità, la semplicità, il senso di pietà, la volontà di dare amore sono tutti elementi al di fuori della nostra società e in qualche modo incompresi o rifiutati.
La pazzia non è quindi un fatto negativo ma un punto di vista differente, e più vero, della realtà e delle relazioni tra le persone.
I personaggi sembrano in qualche modo capire la forza di Myskin, ne sono attirati ma ne hanno paura.
Nastasja lo capisce più di altri ma ne rifugge perché ha paura di fargli del male, Aglaja lo ama ma lo vorrebbe diverso, più conforme alle regole della società e Rogozin lo odia proprio perché percepisce come Nastasja sia attratta in modo irreversibile dal carattere di Myskin.
Anche gli altri personaggi, e ce ne sono innumerevoli, agiscono con lo stesso sentimento ambivalente, che oscilla tra il disprezzo e l’ammirazione.
Accanto a questo tema centrale vi sono poi altri innumerevoli filoni di riflessione, alcuni tipici della società contemporanea (per esempio il nichilismo già trattato nei Demoni), altri più universali: tra i più interessanti quello dell’attesa della morte e quindi dell’angoscia che attanaglia gli uomini, il tema del volto come specchio dell’anima e di chi osserva, il tema del male e dell’odio, personificati da Rogozin e descritti nel cupo ambiente della casa di quest’ultimo.
L’Idiota è un romanzo singolare.
È molto tradizionale nello stile narrativo, che è anche troppo ricco di dialoghi quasi da renderlo un’opera teatrale, ma è estremamente innovativo sotto il profilo dei temi trattati.
La mancanza pressoché totale del tema religioso (dominante nel Fratelli Karamazov) aiuta l’esplosione di altri argomenti più vicini a una dimensione esistenziale, nella quale l’individuo deve cercare se stesso in autonomia e non affidarsi a divinità o alla metafisica.
Più ancora degli altri romanzi, l’Idiota esprime "l’uomo nuovo" e quindi apre le porte al post-modernismo.
Il ritmo narrativo non è sempre coinvolgente (più vicino a Demoni che a Delitto e Castigo o ai Fratelli Karamazov ) e in termini letterari non è particolarmente riuscito.

Altre recensioni che potrebbero interessarti

L'adolescente

Dostoevskij Fedor

La sfuriata di Bet

Frascella Christian