Tra i migliori che ho letto!
ma non lo rileggerei

Le avventure di Cipollino

scritto da Rodari Gianni
  • Pubblicato nel 1951
  • Edito da Editori Riuniti
  • 195 pagine
  • Letto in Italiano
  • Finito di leggere il 25 settembre 2015

"Cipollino era figlio di Cipollone e aveva sette fratelli.
(...) Gente per bene, bisogna dirlo subito, però piuttosto sfortunata.
Cosa volete, quando si nasce cipolle, le lacrime sono di casa".
Così inizia il libro.
Con poche e semplici parole lʼautore introduce il protagonista, appunto Cipollino, il mondo del romanzo, dove i personaggi sono verdure e frutta, e la lieve ironia, che caratterizza lʼintero racconto.
Non ci sono gli uomini né le figure tipiche della vita contadina; in modo geniale lʼautore sviluppa la storia intorno agli alimenti che nellʼinfanzia siamo richiamati continuamente a mangiare e lo facciamo di malavoglia.
In tal modo Rodari rovescia la questione: nessuna morale per i bambini, lʼodiato cibo diviene il protagonista di incredibili e bellissime storie, che sono lʼoccasione per farci riflettere sulla libertà.
Cosa ci dice Cipollino con gli altri incredibili personaggi ? La libertà è lottare per una vita autentica, non fatta di apparenze, una vita nella quale ciò che conta sono gli amici e non le gerarchie sociali, le convenzioni, il rispetto del potere.
È un invito ad essere sé stessi, però senza pretese, lasciando al bambino, e a noi adulti, il piacere di divertirci.
Il racconto prende le mosse da un sopruso: sor Zucchina si è costruita una casa minuscola, dove "la mano destra sta in cucina, la mano sinistra sta in cantina, le gambe in camera da letto e la testa esce dal tetto".
Pomodoro vuole confiscare la casina, perché sostiene che è stata costruita sul terreno delle Contesse del Ciliegio.
Cipollino si ribella e da lì si sviluppa la storia: la gente del villaggio (Mister Uvetta, Fagiolino, Pero Pera ed altri) nasconde la casina presso sor Mirtillo, che "abitava in un riccio di castagna" e aveva appeso un cartello invitando i "signori ladri, prima di entrare il campanello vogliate suonare".
Il racconto ci introduce poi al Castello del Ciliegio, dove vive Ciliegino, un bambino solo e malinconico perché, dice Rodari, "o che brutta malattia essere senza compagnia".
Cipollino e Ciliegino diventano amici, una verdura tra le più vili, un frutto tra i più gustosi.
Alla faccia delle barriere sociali ! Insieme combattono per liberare gli amici, nel frattempo rinchiusi in prigione, per salvare la casina di sor Zucchina, e sconfiggere i cattivi della storia, ma senza acredine, quasi con commiserazione.
Le avventure sono tante e non sempre finiscono bene.
Ci sono due personaggi minori, che indicano più di altri la sottigliezza di Rodari.
Sor Pisello è il classico azzeccagarbugli, pauroso e servile.
Malgrado sia stato salvato da Cipollino, tradisce i nostri amici per farsi benvolere dal potere: è il classico intellettuale italiano sempre pronto a far voltagabbana secondo come vanno i potenti ? Mister Carotino è un famoso detective, il quale ovviamente non scopre mai nulla.
Ciò che dice Mister Carotino viene ripetuto, ma rafforzato, dal fedele cane Segugio; per esempio: "Siamo in pericolo - costatò Carotino, senza battere il ciglio, mettendo mano alla rete per farfalle - Siamo molto, molto in pericolo - gli fece eco il cane".
Se pensiamo alle inchieste poliziesche del nostro paese che spesso non conducono a nulla, ma creano un grande frastuono, forse Rodari ha voluto demitizzare lʼapparato poliziesco, come per dire: non abbiate paura sono tutti come Carotino ! Alla fine vincono i buoni ma soprattutto il mondo risulta capovolto.
"Gli avvenimenti precipitano e noi li lasciamo precipitare: i giorni cadono lʼuno sullʼaltro come i foglietti di un calendario, passano le settimane a sette a sette e noi non facciamo a tempo a vedere niente, come quando al cinema la macchina impazzisce, e appena torna a girare abbastanza piano perché noi si possa finalmente vedere che cosa succede, tutto è cambiato."

Con Rodari è facile cadere nella trappola di cercare significati reconditi nei suoi personaggi e nelle sue storie, ma si è spinti inesorabilmente in questa direzione perché il mondo descritto è troppo simile al nostro, troppe volte ci ritroviamo dentro ai meccanismi della nostra società, assurdamente oppressivi ed ingiusti.
Che il mondo non sia una grande matrioska, nella quale tutte le distorsioni sociali ed etiche si ripetono a tutti i livelli della natura ? A distoglierci da questa amara conclusione e a ricordarci che siamo dinanzi ad uno splendido racconto per ragazzi è lo stile narrativo: elegante, arguto, apparentemente semplice, lieve ma profondo.
Sono le parole la vera magia di Rodari, tanto che solo leggendolo ad alta voce il racconto acquisisce il suo fascino ed anche il suo vero senso: un volo nellʼimmaginazione, nella fantasia dove tutto è possibile, dove anche le cipolle hanno unʼanima.

Perché leggerlo ? Riflessivo, divertente, inebriante.

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