Sconsiglio vivamente
e non lo rileggerei

La verità sul caso Harry Quebert

scritto da Dicker Joel
  • Pubblicato nel 2012
  • Edito da Bompiani
  • 779 pagine
  • Letto in Italiano
  • Finito di leggere il 07 settembre 2013

Marcus è un giovane scrittore di successo, ma ha perso lʼispirazione.È nel panico e decide di rivolgersi al suo mentore: Harry Quebert, un celeberrimo scrittore che negli anni ʼ70 aveva venduto oltre quindici milioni di copie con il suo secondo libro, Le origini del male.
I suggerimenti di Harry sono rassicuranti, anche se inquietanti alla luce della conclusione del romanzo: " le pagine bianche sono una stupidaggine, esattamente come le débacles sessuali dovute ad ansia da prestazione" e consiglia Marcus di venire a vivere presso di lui, nella tranquilla città di Aurora.
Il giovane accetta ma si viene a trovare al centro di un indagine poliziesca, che coinvolge in prima persona Harry.
Vengono rinvenuti i resti di una quindicenne, scomparsa nel 1975, e numerosi indizi fanno pensare che sia Harry lʼassassino: il cadavere è stato ritrovato nel giardino della sua casa con accanto il manoscritto del celebre romanzo, Harry aveva avuto una storia dʼamore con la ragazza ed è probabile che lʼabbia uccisa per evitare che scoppiasse uno scandalo.
Marcus non accetta le conclusioni della polizia e si mette in moto per confutare le accuse e trovare il vero assassino.
Lentamente, anche troppo, si dipanano i fatti che portarono alla tragica fine della quindicenne.
La ricostruzione della verità si sviluppa su due livelli narrativi, incastonati lʼuno nellʼaltro.
Il primo livello racconta lʼindagine di Marcus e quindi la graduale scoperta di ciò che avvenne realmente tanti anni prima.
Il racconto di Harry e degli altri personaggi permette anche di sviluppare il secondo livello, ossia la narrazione al presente delle vicende di allora.
Se il primo livello ha maggiormente i connotati del classico " noir" di provincia , i " flash back" sembrano voler sondare soprattutto le storie individuali dei personaggi, in particolare di Harry e della ragazza.
Perché lʼamico ha voluto farsi coinvolgere in una storia dʼamore con una quindicenne: per superficialità, perché veramente innamorato o perché era alla ricerca di materiali per un romanzo ? Come Marcus si serve dei segreti, per tanti anni gelosamente custoditi, dellʼamico e degli altri personaggi, così Harry aveva " rubato" il libro di un altro per diventare uno scrittore di successo.
" Ero terrorizzato, Marcus ! Quellʼestate facevo una fatica enorme a scrivere.
Pensavo che non ce lʼavrei mai fatta...
e avevo in mano il manoscritto originale di quello che consideravo un capolavoro.
Allora ho deciso di farlo mio.
Ecco, così ho fondato la mia carriera e la mia vita su una menzogna".

Come dice un proverbio " il troppo stroppia".
Lʼautore ha caricato il romanzo di un numero eccessivo di finalità: costruire una storia poliziesca; ricostruire, con un esasperato uso della tecnica " avanti e indietro", la vita di provincia, con i suoi misteri sotto la tetra serenità quotidiana; parlare delle sfrenate ambizioni degli scrittori, pronti a tutto pur di aver successo nellʼavido e spietato mondo editoriale.
Il risultato è un racconto troppo lungo, povero di suspense ma anche dei necessari approfondimenti psicologici ed ambientali: insomma, un noir troppo noioso per avvincere e una ricerca interiore e sociale eccessivamente superficiale per interessare.
La struttura del romanzo su due livelli, a matrioska, è un sofisticato espediente letterario, che rende tuttavia la narrazione ripetitiva e confusa, se non apporta innovazioni tematiche e caratteriali al racconto e non è inserita in una riconoscibile scansione formale: due regole che non sono seguite nel libro dando spesso lʼimpressione al lettore di rileggere inutilmente le stesse vicende.
La prevalenza eccessiva dei dialoghi rispetto alla parte espositiva non aiuta a creare momenti di suspense, come vorrebbe il genere " noir", né a meglio qualificare le situazioni e i personaggi, come vorrebbero le finalità non poliziesche del romanzo.

Perché non leggerlo ? È noioso, faticoso e inconcludente.
Cʼè da chiedersi perché abbia avuto tanto successo.

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