Tra i migliori che ho letto!
ma non lo rileggerei

La chimera

scritto da Vassalli Sebastiano
  • Pubblicato nel 1990
  • Edito da Einaudi
  • 303 pagine
  • Letto in Italiano
  • Finito di leggere il 09 marzo 2016

"Davanti a me, sul mio tavolo, mentre scrivo, cʼè una fotografia a colori ...
La fotografia di Antonia", o meglio di una delle tante Madonne, tutte simili, dipinte da un pittore ambulante nei primi anni del Seicento.
"Quegli occhi neri come la notte, e luminosi come il giorno; quel neo sul labbro superiore; quelle labbra rosse e carnose e poi quel ricciolo ribelle che scappa fuori dal panneggio, sulla guancia sinistra "....
era una copia fedele del ritratto di Antonia, della strega quindicenne di Zardino.
Possiamo supporre che sia stata questa fotografia, di una adolescente, "uno stato di grazia, prima ancora che unʼetà", a spingere Vassalli a narrare "una grande storia, dʼuna ragazza che visse tra il 1590 e il 1610...., e delle persone che furono vive insieme a lei, negli anni stessi in cui lei fu viva, e che lei conobbe; di quellʼepoca e di quei luoghi".
I luoghi sono Novara e un piccolo borgo, oggi scomparso.
Zardino "fu un villaggio come quegli altri che si vedono laggiù, un poʼ a sinistra e un poʼ oltre il secondo cavalcavia; sotto la montagna più grande e più imponente di questa parte dʼ Europa, il Monte Rosa.
(...) Una chimera ! Da lassù, dalla sommità della chimera" oggi si vede "una pianura vaporosa con qualche albero qua e là e unʼautostrada che affiora dalla nebbia"; allora, nel Seicento, si contemplava "un paesaggio di vigneti e di boschi verso le paludi e gli argini del fiume; di prati e di baragie (terreni incolti, brughiere) (...); di campi di granoturco, di grano e di risaie" e un abitato il quale "tra le case era grigio, angusto, primitivo e però anche, nella buona stagione, tutto era fiorito di convolvoli e di rosine rampicanti".
In questa epoca e in questi luoghi Antonia trascorse la sua breve vita: abbandonata alla nascita, sopravvissuta allʼinfanzia, adottata da una famiglia contadina di Zardino, la cui modesta agiatezza dava origine ad invidie e rancori, la ragazza era troppo bella, altera e indipendente per non essere al centro dei pettegolezzi e dellʼastio delle comari: lei, "unʼesposta", cosa pensava di essere, una piccola signora ! Forse sarebbe potuto diventare donna ,sposarsi e avere figli, se le circostanze non lʼavessero trascinata verso una morte spietata.
Si invaghisce di un "camminante", ossia di uno di quegli "anarchici della campagna", che vagavano in odio "ad ogni servitù".
Innamorata proprio dello suo spirito libero, dei suoi racconti di viaggi e di città, Antonia compie lʼimprudenza di incontrarlo di notte, al tramonto, sotto una vecchia quercia, che le leggende del villaggio vorrebbero luogo di spiriti maligni, dimora del Diavolo.
Un giovane prete fanatico la denuncia al SantʼUffizio, accusandola di stregoneria.
Il caso vuole che sia in atto una lotta di potere tra il Tribunale dellʼinquisizione e la Curia vescovile, e la povera Antonia è la vittima inconsapevole di questo scontro politico.
Un caldo torrido, una lunga siccità e la paura di epidemie spingono a cercare un capro espiatorio: e chi meglio di una misera contadinella, troppo imprudente e vivace ? "Le fiamme crepitarono alte, la notte diventò chiara come il giorno, le lingue di fuoco si unirono in unʼunica vampata.
(...) Si videro i capelli della strega che svanivano nel nulla e la sua bocca che sʼapriva in un grido senza suono.
(...) Antonia non fu più.
Esplose il giubilo della folla.
(...) Allora, finalmente, incominciò la festa".

Nella premessa, intitolata "il nulla", Vassalli ci offre una interpretazione metafisica: "per cercare le chiavi del presente, e per capirlo, bisogna uscire dal rumore: andare in fondo alla notte, o in fondo al nulla".
Se ci si allontana dal fragore e dalla passione del nostro tempo ci si accorge come la storia, e la nostra esistenza, non siano altro che un fluire senza scopo e senza senso, appunto il nulla.
Perché Antonia è stata mandata al rogo ? Perché non le è stata concessa di vivere ? Per evitare che il tempo si chiuda su di noi, che il nulla ci riprenda, forse solo un Dio potrebbe intervenire, ma "è lui lʼeco di tutto il nostro vano gridare.
(...) Colui che conosce il prima e il dopo e le ragioni del tutto e però purtroppo non può dircele per questʼunico motivo, così futile !: che non esiste."

Con tutto il rispetto per lʼautore dobbiamo dire come il fascino del romanzo non risieda nella sua filosofia della storia; ciò che avvince sono i personaggi e lʼambiente.
Certo sono tutti scomparsi, ma a noi lettori ci appaiono ancora così profondamente vivi, nei loro sentimenti, nelle piccole e grandi motivazioni che li agitano e li spingono ad amare, a credere, a sopravvivere, anche soffrendo.
E che dire di Antonia, figura del Seicento ma così moderna nelle sue ingenue aspirazioni e meraviglie ? Eccola che arriva a Zardino, ancora bambina.
"Lʼesposta, rannicchiata tra due sacchi, la guardava (la campagna novarese) scorrere nei suoi occhi spalancati; e chissà mai le passava per la testa vedendo per la prima volta le montagne riflesse e frantumate negli specchi delle risaie, e le lunghe file dei salici con i rami tagliati, e tutto il resto.
(...) Forse, anzi probabilmente, non pensava a niente; lasciandosi cullare dal dondolio del carro e lasciandosi distrarre dalle novità e dalla varietà delle immagini (...) un airone ritto in mezzo a una risaia, un volo dʼanatre..." Altro che metafisica questo è vero amore per la propria protagonista !

Vassalli è un grande scrittore anche sotto il profilo stilistico.
La sintassi è ricca ed articolata, con un uso sapiente della punteggiatura.
Le descrizioni dettagliate del paesaggio, la rappresentazione dei personaggi, ricchi di sfumature, pure in quelli maggiormente odiosi, come il boia o il grande inquisitore, lʼabile ricorso agli aggettivi sono tutti elementi che rendono fluido ed attrattivo il racconto.
Lʼunico limite, forse, è lʼeccessivo ricorso a citazioni di documenti storici, quasi a voler dare affidabilità alla narrazione.

Perché leggerlo ? Bello, piacevole, interessante e profondo.

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