Gradimento Medio-basso
e non lo rileggerei

Il profumo delle foglie di limone

scritto da Sanchez Clara
  • Pubblicato nel 2010
  • Edito da Garzanti e-book
  • Letto in Italiano
  • Finito di leggere il 06 aprile 2012

Juliàn è un ex internato di un campo di concentramento nazista, " ossessionato da un passato che ormai non importava più a nessuno ma del quale non riusciva a dimenticare neppure un giorno".
Al limite della vecchiaia va in Spagna perché ha saputo che un gruppo di criminali nazisti si è rifugiato sulla Costa Blanca.
Lo anima un odio profondo per questi " mostri moribondi", il desiderio di incutere la paura e la sofferenza che ha visto e subito nel lager: " ero rimasto indietro, intrappolato nel mio mondo, con i miei odi, i miei amici e i miei nemici".
La sua vicenda si intreccia con quella di Sandra, una ventenne rimasta incinta, incerta e confusa su quale direzione dare alla sua vita.
Sandra appare al vecchio Juliàn come lʼicona del presente e del futuro, che lui non ha mai conosciuto sino in fondo perché concentrato in un sentimento più forte: lʼodio e quindi il passato.
" Aveva i capelli di varie sfumature che andavano dal rosso al nero, lunghi da una parte e più corti dallʼaltra.
Portava anche un anellino al naso.
Aveva gli occhi di un colore tra il verde e il marrone e il naso aquilino.
La luce del sole, colpendole il volto, faceva sembrare il suo sguardo leggermente ironico".
Un incontro tra due vite così differenti è potuto accadere perché Sandra era stata accolta da una coppia di ottuagenari nazisti, che in fondo erano rimasti affascinati dagli stessi sentimenti di Juliàn per la ragazza.
Sandra aiuta, in modo sempre più convinto, Juliàn nella sua indagine su questo gruppo di criminali.In realtà via via emerge come questi ex nazisti siano alla loro volta dei vecchi infelici, chiusi nei propri sogni di potenza e di giovinezza, imprigionati in un insieme di relazioni dove predomina la sopraffazione e persino la truffa.
Lʼinutilità dellʼodio diviene sempre più evidente in Juliàn, anche perché si rende conto che la sua ossessione può mettere gravemente in pericolo la ragazza.
Capisce finalmente che ci sono cose più importanti che ritornare costantemente al passato.
Si pacifica finalmente con lʼesperienza del lager, al punto che decide di fermarsi in una casa di riposo dove hanno trovato rifugio anche due vecchi nazisti.
Per Sandra, invece, le vicende nelle quali si è trovata coinvolta la rendono adulta, le fanno capire che la sua missione di vita è quella di dare una vita serena al figlio che porta con sé.
Le resta solo il ricordo di un amore per un giovane, presunto nazista, che le ha salvato la vita.
Cʼè in qualche modo un mistero, qualcosa di incompiuto che non sappiamo se si porterà con sé, aprendo nuovamente quel destino di continuo ritorno al passato che era stato di Juliàn.

Il tema del nazismo, visto sia dal punto di vista dellʼaguzzino che da quello della vittima, è lʼoccasione per parlare dei rapporti tra il passato e il presente, delle difficoltà di comunicazione tra le generazioni, che si possono superare solo sul " fare" ( Juliàn e Sandra si trovano insieme nella loro indagine sul gruppo di criminali) e non sul " dire", ossia la narrazione delle esperienze.
Cʼè, tuttavia, qualche cosa di più in questo romanzo.
Cʼè il senso di una contrapposizione tra la certezza dei vecchi e lʼincertezza dei giovani ( Juliàn è così monotono nel suo odio così come Sandra è così fresca nella sua ingenuità), conflitto rappresentativo di un passaggio epocale, quale è il nostro momento storico.
È emblematico in questo senso che lʼetà della maturità per Sandra inizi in un stato di sospensione, che non chiude il romanzo: cosa ne sarà di Sandra e della sua vita ?

Il racconto è a due voci ( Juliàn e Sandra), espediente letterario che rende ridondante e ripetitiva la narrazione.
La trama, che vorrebbe essere quella di una indagine poliziesca, è povera di avvenimenti e di colpi di scena.
Lʼambientazione è scarna al punto che ci si potrebbe trovare in qualsiasi località turistica così come i personaggi sono poco approfonditi, pur affrontando temi complessi sotto il profilo etico ed esistenziale.

Perché non leggerlo ? È noioso e banale.

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