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Quaderno proibito
RecensioneItaliano

Quaderno proibito

Se in «Balzac e la piccola sarta cinese» di Dan Sijie (si veda la recensione in questo sito) una ragazza di campagna > ha imparato da Balzac che la bellezza di una donna è un tesoro al di là di qualsiasi prezzo , per Valeria è l'acquisto di un quaderno con cui una madre di famiglia, per tutti ormai «mammà», può esaurire > senza colpa il suo segreto di essere ancora Valeria. Non è un semplice diario ma un ripostiglio «proibito», d'altra parte > tutte le donne nascondono un quaderno nero, un diario proibito. E tutte debbono distruggerlo. E' dall'angolo di visuale di un quaderno, prospettiva singolare e magica, che si sviluppa una storia ambientata negli anni' 50, in un Italia povera e tradizionale, ma già in trasformazione per l'incipiente sviluppo economico. L'io narrante è Valeria stessa, ovviamente; efficiente e impegnata madre di famiglia, scopre che > imparare a comprendere le cose minime che accadono tutti i giorni, è forse imparare a comprendere davvero il significato più riposto della vita. Ma non so se è un bene, temo di no. (...) Questo quaderno, con le sue pagine bianche, mi attrae e allo stesso tempo mi sgomenta. Tramite il diario proibito Valeria si accorge che il marito, alla superficie così premuroso, l'ha incapsulata in uno stereotipo di brava moglie e madre, nascondendole, anche lui, di aver scritto un romanzo e di sperare di pubblicarlo. Pure i due figli, la ribella Mirella e il fragile Riccardo, la vedono nello stesso ruolo, non immaginando che sia possibile un'altra vita per «mammà». Si accorge come in famiglia, > pur volendoci tanto bene, ci difendiamo l'uno dall'altro come nemici. Alla figlia che la vede stanca e la vorrebbe aiutare, Valeria le dice: > non ti occupare di queste cose, Mirella. (...) Poi più piano, ho aggiunto: «Vattene», (...) temo che qui ci siano molte brutte cose, molte bugie. Forse non te lo dirò più, ma ricordati che te l'ho detto stasera: salvati, tu che puoi farlo. Vattene, fa presto. (...) No, io sono una piccola borghese e sono più familiare col peccato che col coraggio e con la libertà. Come dice Maria Luisa Spaziani nella poesia «Il presente», > ora so cos'è vivere: un gioco crudele che inchioda profonda ogni fibra alla ruota del tempo. In «Nessuno torna indietro», lasciando il collegio e prendendo strade diverse, tutte le amiche in qualche modo tradiranno la pienezza e la molteplicità della natura femminile, rassegnandosi al ruolo, tradizionale o trasgressivo, che affidiamo alla donna. In «Dalla parte di lei» solo un atto estremo, l'uccisione del marito, salva Alessandra da una vita che non appaga la profondità dell'animo femminile. (si vedano le recensioni di questi due romanzi in questo sito). In «Quaderno proibito» non c'è una via d'uscita: la famiglia è una gabbia troppo potente e crudele per permettere a una donna di realizzarsi come individuo, fuori dal ruolo di moglie e di madre. Come dice Nadia Terranova, > scrivere è sempre un atto sovversivo, è riapparizione dei conflitti anche quando si vogliono azzerare. Al di là della storia e dei personaggi, in fondo banali, è questo il senso più vero del romanzo; > la scrittura non è mai innocente, non sa stare al suo posto ed è tutto tranne che astratta, tracima sui corpi, riverbera sui visi. Solo gettando nel fuoco «il libro», è possibile impedire alle donne e agli uomini di conquistare la libertà. La scrittura di de Cèspedes è elegante e ariosa. La trama torna spesso su sé stessa, in attesa di una soluzione che arriva, forse, troppo in là; l'amore del dettaglio spinge spesso l'autrice a ripetersi, in approfondimenti e vicende ridondanti e inutili ai fini della narrazione. E' il punto di vista, «il quaderno proibito», che impedisce al romanzo di essere una tipica storia familiare, dandole unitarietà e originalità che altrimenti mancherebbero. Perché leggerlo? E' il desiderio di tutti noi scrivere un diario, ma ne abbiamo paura. , Mire

Céspedes Alba deOscar Mondadori
Quando Teresa si arrabbiò di Dio
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Quando Teresa si arrabbiò di Dio

È la storia degli antenati di Alejandro, dalle loro origini ebraico-europee alle loro traversie sudamericane. Sono tutti personaggi incredibili con vicende di vita altrettanto inverosimili. Il romanzo si sviluppa dalle storie dei bisnonni sino all’incontro dei genitori secondo un percorso che va da un irrealismo delirante a una crescente verosimiglianza delle vicende e dei protagonisti. Non è possibile sintetizzare in poche parole i contenuti del romanzo: si possono chiarire i temi fondamentali con le stesse parole dell’autore: > noi non siamo gli anarchici che si ribellano contro Dio, la Scienza e lo stato. Nulla di tutto questo. Nulla potrà cambiare il corso dell’Era industriale... l’importante è sopravvivere e per fare questo non ci serve altra materia prima che la fantasia . La storia, la realtà attuale, gli uomini, tutto il mondo (presente, passato e futuro) devono essere visti tramite l’immaginazione e il mito, che esalta le caratteristiche delle persone rendendo possibile situazioni e vicende che, ricondotte a un concreto realismo, renderebbero estremamente pesante vivere; > non chiederti chi sei, perché non sei nessuno. Non sei mai esistito. Come me... Siamo degli impostori, in questo mondo che non è autentico, dove non c’è nulla di vero e il reale è un miraggio. Uniformi da ogni parte, copie di copie di copie, ogni vestito, ogni corpo, ogni anima è un travestimento... siamo morti fin dall’inizio dei tempi. Nessuno è mai nato... Strangolami, liberami da questa menzogna ; > non so se i ricordi precedenti alla mia nascita corrispondano al vero o siano semplici sogni. Non ha importanza. Comunque la realtà è la trasformazione progressiva dei sogni, non c’è altro mondo se non quello onirico . Lo stile e il ritmo narrativo corrispondono ai contenuti espressi: si sviluppa in modo veloce e convulso, senza dubbio attraente ma alla fine talmente delirante da diventare in certi tratti noioso e superficiale.

Alejandro JodorowskyFeltrinelli Editore