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Harry Potter & the Philosopher's Stone
RecensioneInglese

Harry Potter & the Philosopher's Stone

Harry Potter vive presso gli zii, una prosaica famiglia borghese, la quale odia soprattutto che > si parli di qualcosa che non dovrebbe essere, non importa se sia in un sogno o persino in un cartone animato, (...) potrebbe essere una idea pericolosa . Come nella favola di Cenerentola Harry è trattato malissimo dagli zii, è oggetto degli scherzi stupidi e brutali del cugino, insomma è una vittima perché rimasto orfano di genitori considerati eccentrici e dei quali è meglio non parlare. Iniziano ad arrivare strane lettere: invitano Harry ad un college per streghe e stregoni. Lo zio distrugge la posta, ma essa continua ad arrivare; allora fugge con la famiglia in luoghi irraggiungibili; tutto è inutile, misteriosamente la posta arriva ovunque. Deve accettare che il nipote sia stato ammesso in una scuola dove si insegna «ciò che non dovrebbe essere»; deve persino accompagnarlo al marciapiede «nove e tre quarti», il binario che non cʼè. La prima parte del libro è tutta giocata sul paradosso, tra ciò che è reale e ciò che potrebbe essere, che spesso noi vorremmo che fosse e lo viviamo con la fantasia. È la parte migliore del romanzo. Da quel momento in poi seguiamo Harry nella sua particolare scuola, dove si insegnano le arti magiche, i segreti delle streghe, dove però operano i meccanismi di ogni collegio: le rivalità, le amicizie, la disciplina e come infrangerla, gli insegnanti severi, quelli indulgenti, i simpatici e gli antipatici. Il collegio, un tenebroso castello, nasconde un mistero: un cane a tre teste difende una Pietra Filosofale, il possesso della quale dà lʼimmortalità e fornisce poteri tali da conquistare il mondo. Harry sospetta che un insegnante se ne voglia impossessare per darla a Voldemort, il signore del Male, il cui nome nessuno osa pronunciare, tanta è la paura. Avventure, pericoli, atti di coraggio mettono a dura prova Harry e il suo gruppo di amici; alla fine ci sarà un colpo di scena, con uno scontro diretto tra Harry e Voldemort. Come ha fatto il ragazzo a resistere alla forza del male? > Se cʼè una cosa che Voldemort non può comprendere, è lʼamore. Non capì che lʼamore, potente quale era quello di tua madre per te, avrebbe lasciato il suo proprio segno , ha dato a Harry una protezione per sempre. Ed ancora, > soltanto uno che voleva trovare la Pietra, trovarla, ma non usarla, sarebbe stato capace di prenderla . Lʼautrice mescola abilmente gli elementi magici e quelli avventurosi con un ambiente familiare agli adolescenti, qualʼ è la scuola. Il ritmo narrativo non è così intenso e sorprendente come ci si aspetterebbe, anche perché si è consapevoli che il pericolo è solo apparente e si risolverà sempre per il meglio. Il ruolo salvifico del super mago Dumbledore appiattisce lʼautonomia di Harry, aiutato eccessivamente da forze e da personaggi al di sopra di lui. Il libro non riesce ad essere fino in fondo un romanzo di formazione, in quanto il giovane protagonista non diviene totalmente adulto. Se si confronta «Harry Potter» con, «Lʼ Isola del Tesoro», colpisce la differenza tra Jim ed Harry: il contesto è sempre eccezionale, ma il primo ne esce uomo, il secondo resta un adolescente, subalterno ai grandi. Forse per questo che i ragazzi leggono Harry Potter e non il grande libro di Stevenson? Perché possono illudersi che ci sia qualcuno o qualcosa che li aiuterà sempre nella vita? Il pregio principale del romanzo di Rowling è la scrittura: elegante, chiara, efficace, grammaticalmente perfetta. Il libro potrebbe essere usato tranquillamente per insegnare le forme più difficili della lingua inglese. Perché leggerlo? Un bellissimo inglese

J.K. RowlingBloomsbury
How to get Filthy Rich in Rising Asia
RecensioneInglese

How to get Filthy Rich in Rising Asia

Il romanzo si presenta nella forma di un manuale. Lʼautore immagina di insegnare come diventare ricchi in Asia, continente in profonda trasformazione. > Perché persisti a leggere i tanto incensati, ma così noiosi, romanzi stranieri... se non per il desiderio di capire quei paesi distanti che, a causa della globalizzazione, influenzano in misura crescente la tua vita? Che cosʼè questo tuo desiderio, nella sua essenza, se non una ricerca di auto apprendimento? . I titoli e la successione dei capitoli rispecchiano i momenti topici di una scalata sociale. Per ciascuno dei quali lʼautore offre le giuste istruzioni: abbandonare la campagna ed andare in città, istruirsi anche sulle spalle dei familiari, evitare di innamorarsi e di perseguire degli ideali, imparare a fare affari da un padrone e poi liberarsene senza scrupoli, essere pronti alla violenza, a venire a patti con la criminalità, a corrompere i burocrati e i militari, ricorrere ai debiti senza paura. > Indebitarsi è un modo per il piccolo per diventare grande, per il grande per essere enorme, una gloriosa astrazione, la promessa del domani oggi, si, una liberazione dal tempo..... indebitarsi è essere immortali . Splendida definizione del capitalismo rampante! Insomma, ci vuole tanto lavoro ma bisogna anche essere spregiudicati, disponibili alla truffa. È pur vero che in ciascuna di queste fasi ci sono alternative. La vita è una continua biforcazione tra ciò che si è diventati e ciò che si poteva essere. Per esempio, si poteva aiutare di più i propri genitori e fratelli rinunziando ad istruirsi, si poteva seguire la ragazza che si è poi amato, vanamente, per tutta la vita, oppure si poteva stare più vicino alla propria moglie e al proprio figlio per non perderli, per non farli diventare estranei. Uno stile lievemente ironico e apparentemente leggero conduce il lettore lungo le peregrinazioni del protagonista, il quale si dirige verso la ricchezza in modo risoluto ma con intima tristezza, come se fosse costretto dal destino, da una forza irresistibile. È lʼAsia, tumultuosa, violenta e ricca di opportunità: o si sta al gioco o si soccombe. > Attraverso le finestre del tuo ufficio vedi la tua città mutare intorno a te, scivolar via qualsiasi vincolo urbanistico e di pianificazione, profonde fondazioni e scheletri di edifici stanno occupando la terra che soltanto pochi anni fa una fotografia aerea avrebbe mostrato spumeggiante di opulenti ville barocche . Come capita spesso, al successo segue la caduta sociale, in questo caso la malattia e il fallimento. Il consiglio è di «focalizzarsi sui fondamentali»: ridurre le spese, rendersi visibili il meno possibile, accettare la sconfitta. E così fa il nostro protagonista e noi ci aspetteremo un declino sino alla morte, in totale solitudine. Così non avviene, perché il nostro autore offre una strategia dʼuscita, insperata benché inverosimile. Il nostro protagonista incontra la ragazza amata da giovane, la quale a sua volta ha raggiunto il successo per ritrovarsi tristemente sola. Lʼamore tanto vagheggiato diviene realtà nella vecchiaia ed entrambi capiscono che la vera felicità sta nel darsi allʼaltro, nel desiderare che lʼaltro «non sia solo». Ma allora il tutto si riduce ad una favola? Dʼaltra parte, > noi tutti siamo in fuga dalla nostra infanzia. E così ci rivolgiamo, tra le altre cose, alle storie. Scrivere una storia, leggere una storia, è come fuggire dal nostro stato di fuggitivi...cʼera un momento quando ogni cosa era possibile. E ci sarà un momento quando niente è possibile. Ma in mezzo noi possiamo creare . Il romanzo è un affresco di una delle possibili vite. Ne potremo pensare altre e, quindi, è giusto che lʼautore ci offra un lieto e tenero fine. Perché non è possibile immaginarlo? Se si legge il libro in inglese, emerge la peculiarità della scrittura, ricca di vocaboli inusuali, ma non di neologismi, e caratterizzata da una struttura sintattica complessa, talvolta difficile da seguire. Mohsin è senza dubbio uno scrittore raffinato, con una propria impronta stilistica. Dovrebbe, tuttavia, riportarla ad una maggiore sobrietà. Anche lui è dinanzi ad una biforcazione. Perché leggerlo? È molto piacevole.

Hamid MohsinPenguin Books