Viaggiare in giallo

finito di leggere il: 06 ottobre 2017

Editore

Sellerio Editore

Anno

2017

Pagine

302

Lingua di Lettura

Italiano

Sconsiglio vivamente

Viaggiare in giallo

Lʼeditore Sellerio ha avviato una collana di racconti gialli con un tema specifico: si è iniziato con «Calcio in giallo» ed adesso si affronta lʼargomento del viaggio.
È unʼottima idea, ma sarebbe stato opportuno che Gimenez - Bartlett, Malvaldi, Manzini, Recami, Rebecchi e Savatteri si fossero impegnati, non «tirando via», piuttosto cercando di valorizzare il legame tra lʼargomento affidato e il genere noir.
Così non è stato, ne sono nati racconti noiosi, banali e inutili.
Soffermiamoci sullʼunico del quale vale la pena parlare.
Nella breve storia di Gaetano Savatteri, «La segreta alchimia», Saverio è un disoccupato siciliano, ha scritto un romanzo di discreto successo ed ha una fidanzata, che lavora a Milano.
Si trova in un supermercato con lʼamico Pippo a far finta di comprare un televisore, tanto per passare il tempo.
Non resiste alla tentazione di unʼofferta commerciale, acquista delle batterie Duracell, è il milionesimo cliente e ha diritto ad un viaggio premio, a Praga.
Così, senza volerlo, si ritrova su un aereo per la città «magica», insieme con lʼamico Pippo e con la fidanzata che lʼattende nella città ceca.
Lʼalgoritmo che assegna a caso i posti (un «dio elettronico», un moderno Giove) mette accanto a Saverio una splendida ragazza;

come diceva lʼingegner Gadda, le inopinate catastrofi non sono mai la conseguenza o lʼeffetto che dir si voglia dʼun unico motivo, ma sono come un vortice

, Larisa («una escort dʼalto bordo o una spia di Putin...?») travolge il giovane siciliano, con

il movimento delle sue labbra pittate di rosso, (...) la pressione del suo braccio, (...) le gambe accavallate

, lo porta a pensare

al destino dei popoli, alla dittatura del proletariato, ai gulag, a Stalin...

, ossia a tutti quei fatti della storia che hanno reso possibile di

stare serenamente seduto accanto allʼottima compagna bolscevica Larisa

.
Ma «il dio del low cost» può essere molto dispettoso: Larisa è una spia internazionale, ha con sé una chiavetta con importanti segreti industriali; chiavetta che nasconde nella giacca di Saverio per non farla prendere da altri loschi trafficanti.
La vacanza diviene un thriller, con tutti i suoi ingredienti: i pedinamenti, le camere dʼalbergo devastate, le avventure notturne rischiose ma non troppo, lʼindifferenza della polizia ceca e le indagini di quella italiana, sino ad una conclusione sorprendente per la sua prosaicità.
Non cʼè grande tensione, Savatteri non è Le Carré, ma soprattutto ciò che gli interessa non è la trama: vuole raccontare come un giovane italiano, che si crede un gran ganzo, possa essere abbindolato dalla prima compagna di viaggio, purché sia slanciata, bionda e con un seno prosperoso.

Perché scrivere dei racconti gialli sul viaggio se non si sa cosa dire? Le regole dʼingaggio erano chiare e semplici: collocare una storia noir nel contesto del viaggio, che poteva essere di lavoro o di svago, in un paese vicino o lontano, in una grande città o in un ambiente esotico, ossia dovunque lo scrittore volesse.
Ebbene, gli autori hanno fatto un vero fiasco: forse non hanno mai viaggiato, può darsi che più semplicemente non ne avessero voglia.
Credo che sia stato un atto di ribellione: non si può affidare un compito ad uno scrittore, vincolarlo in confini predefiniti, il "tema", di scolastica memoria, inaridisce lʼimmaginazione e la creatività.

Perché non leggerlo? È noioso e banale: la cosa peggiore per un giallo e per un racconto di viaggio.

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