Profilo Autore

Paul Auster

Paul Benjamin Auster è stato uno scrittore, saggista, poeta, sceneggiatore, regista, attore e produttore cinematografico statunitense. Residente a Brooklyn, New York, operò anche sotto gli pseudonimi di Paul Queen e Paul Benjamin.

Libri di quest'autore

Sunset Park
RecensioneInglese

Sunset Park

Moris Heller, il padre del protagonista, è in aereo e guarda un vecchio film hollywoodiano («I migliori anni delle nostre vite»), il quale parla del ritorno a casa dei soldati dalla seconda guerra mondiale, delle loro vite che si devono ricomporre; e gli viene in mente quanto gli ha detto un vecchio amico, un noto scrittore: > lʼidea con la quale sto giocherellando è di scrivere un saggio sulle cose che non succedono, sulle vite non vissute, le guerre non combattute, il mondo oscuro che corre parallelo al mondo che noi pretendiamo che sia reale, il non detto e il non fatto, il non ricordato. Un territorio rischioso, forse, ma potrebbe valere la pena esplorarlo . Miles Heller, figlio di Moris, ha la passione di fotografare le cose abbandonate da chi deve lasciare in fretta la propria casa, a seguito di un ingiunzione di sfratto. Non ha progetti, non ha speranze, «pezzo per pezzo» ha ridotto i desideri al minimo. Perché un giovane ventenne, un tempo brillante studente, conduce una vita così vuota? Fugge dal senso di colpa, da un male di vivere che non riesce a confessare: è convinto di avere ucciso il fratellastro spingendolo sotto una macchina. A indurlo a scomparire è stato quanto ha origliato in una conversazione fra il padre e la matrigna. > È un ragazzo brillante, lo ammetto. Ma freddo, fragile, disperato, ho i brividi se penso al suo futuro. (...) Lo stavano tagliando a pezzi. Sezionandolo con incisioni calme ed efficienti come patologhi in unʼautopsia, parlando di lui come se fosse già un morto che cammina. (...) Forse la cosa migliore per tutti è di rimuovere se stesso dalle loro vite, di scomparire . La sofferenza è così profonda che non riesce neanche ad aprirsi con una giovane ragazza, della quale si è fortemente innamorato. Lʼha conosciuta casualmente perché leggevano tutte e due «Il Grande Gastby», il romanzo emblematico di una forte personalità. Per alcune pagine speriamo che Miles possa trovare nellʼamore la soluzione alle sue angosce, ritrovare la serenità ed essere felice. Ma è costretto a lasciare la Florida in fretta e furia e ritornare a New York, perché potrebbe essere accusato di aver abusato di una minorenne, la fidanzata, infatti, non ha ancora compiuto la maggior età. Accetta lʼinvito di un amico (Bing Natham), il quale ripara oggetti di tutti i tipi in una sorta di «Ospedale delle cose rotte», ed è andato a vivere in una casa abbandonata, insieme con due ragazze: Ellen ed Alice. Il racconto si concentra, quindi, sulle storie degli altri personaggi, così come ripercorre le vite dei genitori di Miles, del padre, della matrigna e della madre. Scopriamo che tutti hanno una sofferenza interiore, un non detto e un non ricordato: qualcosa che non sono capaci di esprimere, di riconoscere, di ammettere. Andando avanti nel racconto sembra che si aprano squarci di luce, prospettive di speranza: Miles prende contatto con i genitori e finalmente confessa i motivi della fuga, liberandosi in apparenza dei sensi di colpa. Poi tutto precipita indietro. Durante lo sgombero dellʼappartamento da parte delle forze dellʼordine Miles reagisce colpendo un poliziotto. Rischia il carcere, potrebbe consegnarsi ma preferisce la fuga. > Si chiede se vale la pena sperare in un futuro se non cʼè nessun futuro, e da adesso in poi, dice a sé stesso, egli smetterà di sperare in qualche cosa, e vivrà soltanto per lʼoggi, questo momento, questo attimo che passa, lʼoggi che è qui e che non è qui, lʼadesso che se nʼè andato per sempre . Perché? Forse non riusciremo mai a liberarci dallʼangoscia che è dentro di noi, è possibile sopportare lʼesistenza solo se ci rinchiudiamo nella quotidianità della vita. Come in gran parte dei romanzi di Auster prevale una impronta intellettualistica; dietro la fine psicologia dei personaggi emerge un senso di artificioso, quasi che essi siano figuranti di un ragionamento astratto, chiuso nella mente dellʼautore, poco attento ai meccanismi reali della vita. Di fatto Miles, Bing, Ellen, Alice e così via non sono il vero oggetto del racconto: sullo sfondo cʼè New York, lʼambiente colto e raffinato degli intellettuali, un recinto fuori dal quale cʼè il mondo reale, quello del quale Auster non può o non vuole parlare. Lo stile narrativo è caratterizzato da lunghi periodi, nei quali la virgola separa frasi in sé stesse compiute. È come un fiume in piena, un susseguirsi di parole e di strutture sintattiche; dapprima affascinano e mettono in risalto lʼindiscussa abilità dellʼautore, ma poi lentamente annoiano trasformando il racconto in un lungo soliloquio: è Auster che parla? È un saggio o un romanzo? Perché non leggerlo? Bello dapprima poi diviene noioso..

Paul AusterFaber & Faber
The book of illusions
RecensioneInglese

The book of illusions

Il protagonista perde la moglie e i figli in un incidente aereo. Per sfuggire alla disperazione scrive la biografia di un attore del cinema muto, che era scomparso senza lasciare traccia di sé. Rintracciato da Alma, di cui si innamora, viene a conoscenza che l’ex attore vive in una fattoria, nella quale ha continuato a produrre film che ha deciso di distruggere dopo la sua morte. Il protagonista raggiunge la casa di campagna per assistere alla morte dell’ex-attore, riesce ancora a vedere uno dei film che erano stati prodotti per poi assistere da spettatore all’incendio che distrugge tutte le produzioni cinematografiche. Il racconto si conclude tragicamente con la morte di Alma. È un romanzo complesso, per molti aspetti intellettualistico e colto, che si sviluppa tra vicende paradossali su due temi filosofici ed esistenziali: il mondo è tutta unʼillusione, non è chiaro che cosa sia reale e che cosa siano la finzione e il frutto della nostra immaginazione; la distruzione, la morte, è il risultato casuale dell’illusione nella quale viviamo. Il tema dell’illusione è personificato dall’ex-attore Hector: non si sa da dove venga e fa di tutto per non farlo capire, vive una doppia relazione che si conclude tragicamente, fugge sempre fingendo di essere un altro e simulando situazioni sino a rinchiudersi in campagna a produrre film criptici che non verranno mai proiettati in sale cinematografiche. Il tema della distruzione, di tragedie che travolgono la vita degli uomini, di fatti inesplicabili è rappresentato dalle stesse vicende del libro e dai tormenti del protagonista. > Èun libro di frammenti, un insieme di nostalgie e di sogni solo in parte ricordati . Il libro è scritto molto bene, con un stile piacevole e agevole alla lettura. C’è una base intellettualistica che rende spesso farraginoso e ridondante il ritmo narrativo.

Paul AusterFaber & Faber
The invention of solitude
RecensioneInglese

The invention of solitude

Si tratta di un libro sulla memoria, che è come > un posto, una sequenza di colonne, di cornici, portici. Il corpo all’interno della mente, andare da un posto all’altro, e il rumore dei nostri passi quando camminiamo, movendoci da un posto al prossimo . L’occasione per parlare della memoria è costituita dalla morte del padre dello scrittore (la prima parte del libro): un uomo che è vissuto sempre in modo solitario, non fisicamente ma perché in qualche modo separato da quanto succedeva intorno a lui. Lo scrittore ricorda la vita del padre, alcuni episodi e risale indietro sino a richiamare l’uccisione del nonno da parte della madre del padre. Ed emerge come il ricordo sia un insieme di frammenti e di immagini che si cerca di conservare: «l’aneddoto come forma di conoscenza». Può lo scrivere su una persona cara riportarla alla memoria e permettere di conoscerla meglio e di conoscersi meglio? Il libro è anche la ricerca di un padre che non si è conosciuto sino in fondo, il racconto di una profonda nostalgia ma anche di una scoperta. > La rampante, totalmente mistificante forza della contraddizione. Capisco adesso che ogni fatto è annullato da un altro fatto, che ciascun pensiero si porta un altro e opposto pensiero. Impossibile dire qualche cosa senza riserve . Come tutti i libri di Auster è scritto in un inglese elegante e chiaro, in un contesto paradossale, che contribuisce a scavare i sentimenti e gli stati d’animo, muovendosi al confine con la filosofia.

Paul AusterFaber & Faber