Manuel Vasquez Montalbàn
Libri di quest'autore
Il pianista
Il libro appartiene a un periodo precedente ai romanzi di stampo «poliziesco» e tratta degli anni immediatamente successivi alla morte di Franco e alle prime delusioni sul sistema democratico e sull’incapacità della sinistra di realizzare un effettivo cambiamento. È un romanzo noioso nei contenuti e nello stile, molto lontano dai romanzi polizieschi del periodo successivo anche in termini di ambientazione e di illustrazione della vita di Barcellona. Prevalgono i dialoghi, spesso ripetitivi e lenti, nei quali i protagonisti sembrano assolvere a ruoli preordinati e portatori di significati generali (ormai legati a dibattiti e vicende lontani) piuttosto che esprimere storie personali.
Il Centravanti è stato assassinato verso sera
Il romanzo descrive l’attività di Pepe Carvalho, un misto fra Marlowe e Nero Wolff, chiamato a proteggere un calciatore della più importante squadra di Barcellona, che si pensa minacciato di morte. In realtà la storia poliziesca fa da sfondo alla descrizione di ambienti di Barcellona in pieno boom edilizio e trasformazione urbana: i personaggi si muovono in un contesto nel quale i vecchi valori franchisti si stanno dissolvendo ed emergono nuovi valori legati al capitalismo rampante. Al disfacimento della società e alla violenza dominante fanno da contraltare i piccoli piaceri quotidiani (il mangiare) e i valori dell’amicizia che rappresentano gli ultimi ancoraggi per l’essere umano. La parte migliore è costituita propria dalla descrizione di Barcellona, dalla caratterizzazione dei personaggi, mentre talvolta alcune digressioni, di carattere quasi filosofico, rallentano il ritmo della narrazione. Lo stile è molto ricco e articolato e risente dell’influenza dei grandi scrittori di letteratura poliziesca americana e di Simenon.
Assassinio al Comitato Centrale
Il romanzo descrive le indagini di un detective privato dopo l’uccisione del segretario del Partito Comunista Spagnolo durante una riunione del Comitato Centrale. Il racconto si sviluppa lentamente mescolando stili e contenuti narrativi tra di loro molto differenti: il rincorrersi di continue «parentesi» sulla vita madrilena e sui tormenti del mondo di sinistra con una struttura delle frasi che ricorda «il Pianista» e quindi noiosa e prolissa; un approccio alla Raymond Chandler, in particolare nelle scene più movimentate, nelle quali il protagonista viene inseguito, catturato e picchiato da esponenti dei servizi segreti; unʼarticolazione più vicina al giallo inglese, quando il protagonista scopre infine l’assassino. Il sovrapporsi di stili e la predominanza dei temi legati ai problemi esistenziali e politici della sinistra rendono il libro brutto, noioso e pesante. È quindi un romanzo datato e poco stimolante rispetto ai problemi di oggi (almeno si spera!).


