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Jonathan Coe

Jonathan Coe è uno scrittore britannico.

Libri di quest'autore

The house of sleep
RecensioneInglese

The house of sleep

Il tema del sonno vorrebbe essere il filo conduttore del libro al punto che il romanzo è diviso in parti corrispondenti ai diversi stadi del sonno. In realtà si tratta di un espediente, forse troppo intellettualistico, per raccontare lʼamore tra Robert e Sarah. Siamo in una residenza universitaria. Sarah soffre di un disturbo del sonno, che porta a confondere i sogni con la realtà. Nel loro primo incontro Robert le racconta che ha appena perso un gatto, di cui era molto affezionato. Sarah sogna che Robert avrebbe perso una sorella gemella, Cleo, che in realtà non esiste. Ed è su questo equivoco, che ha origine proprio dal segreto di Sarah, il suo disturbo del sonno, che ha origine il loro rapporto: > nel momento in cui lei se ne va, si guardarono direttamente negli occhi per la prima volta; e qualche cosa capitò allora, si creò qualche connessione, solo per un momento . Il loro rapporto è fatto di confidenze, che > variavano liberamente su sentimenti, amicizia, famiglie e genere, intimità condivise e auto rivelazioni che diventarono sempre più profonde e frequenti come gli oggetti stessi diventavano più grandi e più complessi . Il rapporto tra Robert e Sarah non si può, tuttavia, svilupparsi in una vera relazione tra amanti, in parte perché Sarah è lesbica e in parte per la difficoltà di Robert di tradurre i suoi sentimenti in iniziative amorose. La loro storia resta in un limbo fino a quando la vita di Sarah e quella di Robert si divaricano: ha termine il periodo universitario e nel momento in cui Sarah pone fine ad una relazione con una donna, Robert realizza che non è in grado di cogliere questa opportunità per concretizzare in un rapporto sessuale il suo affetto per lʼamica. A questo punto, la vicenda ( in realtà la narrazione è un continuo salto tra il passato e il presente, che rende complessa la lettura) si sposta nel futuro, quando la residenza universitaria si è trasformata in una clinica per le cure del sonno, guarda caso, diretta dal primo amante di Sarah, un paranoico convinto che la sua missione fosse quella di trovare il modo di non dormire. È questa la parte meno convincente del libro, che sembra scivolare in un thriller, condito di considerazioni superficiali sulle scienze psicologiche e su riferimenti ad analogie tra i sogni, la fantasia e il cinema. Le pagine migliori sono quelle che narrano la vita di Sarah, diventata insegnante, in qualche modo perseguitata dai suoi disturbi del sonno, di cui si è fatta una ragione, e sempre in attesa di Robert, lʼunica persona con la quale sa di essere di sintonia. E solo verso la fine del romanzo, si svela che Robert ha cambiato sesso ( perché ha capito della sua vera natura o per amore di Sarah?) diventando Cleo, medico specializzato in malattie del sonno. E come qualsiasi trhiller tutto si chiarisce e finalmente Cleo può rivelarsi a Sarah. Il merito principale del libro è la scrittura, piacevole, brillante e scorrevole. Il principale difetto è lʼinconcludenza delle vicende e dei personaggi: il tutto resta superficiale, creando una sensazione di divario tra una struttura narrativa tipica del thriller e lʼevidente aspirazione di darci qualche cosa di più. Che cosa? Non si capisce. Perché leggerlo? Le singole pagine si leggono molto bene, la storia complessiva delude.

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What a carve up: la famiglia Winshaw
RecensioneItaliano

What a carve up: la famiglia Winshaw

Il titolo inglese del libro, «What a Carve Up» è un esplicito riferimento ad una commedia horror del 1961, nella quale i diversi personaggi si ritrovano in occasione di un testamento e vengono uccisi uno per uno. Michael, il protagonista del romanzo di Coe, è stato portato dai genitori, ancora bambino, a vederne la versione cinematografica, insieme con un documentario sul suo eroe, Yurin Gagarin. La scena di sesso del film e la morte dellʼastronauta in un misterioso incidente aereo pongono fine allʼinfanzia innocente di Michael e lo scaraventano nel mondo dei «misteri apparenti e insolubili degli adulti», dando origine ad una «storia senza un vero fine, ( di cui) dovevo presto svelarne ( i misteri)». Tabitha Winshaw, una anziana signora da tutti considerata una pazza, affida a Michael, scrittore promettente e squattrinato, il compito di scrivere la storia della sua famiglia. Il giovane scrittore si accinge ad unʼopera letteraria, nella quale la rabbia e la passione prendono il sopravvento, impedendogli di proseguire nellʼindagine e nella scrittura. Se questo libro, fa dire Coe al suo protagonista, > comunica qualche cosa, è quanto odio questa gente, come diavolo sono, quanto hanno spogliato ogni cosa, con i loro vasti interessi e la loro influenza e i loro privilegi e la loro presa su tutti i centri di potere: come ci hanno messi tutti allʼangolo, come si sono spartiti il sangue di tutto il paese . La biografia dei singoli componenti della famiglia Winshaw permette di delineare un quadro sociale estremamente duro ma purtroppo realistico dellʼera di Margaret Thatcher. Lʼidea generale, che si ha della «dama di ferro», è di una donna decisa e irremovibile, conservatrice ma rigorosa ed onesta. In realtà lʼera Thatcher è stato un assalto alla diligenza da parte di uomini di affari spregiudicati e senza scrupoli. Talvolta ridondante e prolissa, questa parte del libro è una forte denuncia di uno spregio e di un tradimento ad un intero paese. Quando viene a sapere che un componente della famiglia Winshaw è stato assassinato, un altro membro della perversa congrega dice ironicamente > Pugnalato alle spalle, come è appropriato, ciò significa che Mrs Thatcher è in casa da qualche parte? In parallelo alla narrazione sociale e politica si sviluppa la vita di Michael, con continui salti cronologici, che spesso frammentano e distraggono la lettura. È tuttavia la parte migliore del romanzo, ma anche la più indecifrabile. Michael passa le sue giornate a guardare la televisione, travolto dalle notizie e rivedendo in modo ossessivo il film che non aveva potuto vedere completamente da piccolo, in quanto i genitori, dinanzi alla scena di sesso, lo avevano trascinato via. Ma gli era rimasto > la strana sensazione che quel film non fosse mai finito, che avevo continuato a viverci dentro . Le vicende che si susseguono in modo spesso inesplicabile e i personaggi che entrano o ritornano nella vita di Michael sembrano essere > potenziali ponti al passato: un modo per rintracciare i miei passi sino a quando mi sarei trovato faccia a faccia con il bambino innocente di otto anni che amava scrivere e che adesso sembrava un così perfetto straniero . Ma se la vita, reale o immaginata?, non è altro che un continuo ritorno su sé stessi, il romanzo non poteva non concludersi che con una ripetizione della scena dellʼamato film: i membri della famiglia Winshaw si ritrovano tutti insieme alla lettura di una eredità e vengono progressivamente uccisi dal parente che credono defunto. E anche Michael non poteva che morire misteriosamente in volo, come Yurin Gagarin. Lo stesso autore, tramite il protagonista, definisce il libro > un libro tremendo, un libro senza precedenti, parte memoria personale, parte narrazione sociale, tutti legati insieme in un letale e devastante intruglio in fermentazione . Questa enunciazione esprime bene il tentativo dellʼautore di raccontare una vicenda sociale e politica mediante il filtro dellʼimmaginazione. La vita di Michael è in fondo il ritorno continuo allʼetà della libertà, quando da bambini tutto ci pare possibile, anche essere degli astronauti. La perdita di questa libertà è un fatto privato ( si diviene adulti, si affronta la realtà, ci si misura con la malattia) ma è anche un fatto sociale, ossia si assiste, spesso come spettatori inerti, ad un disastro politico, la scomparsa di una società, della sua cultura, dei suoi meccanismi di solidarietà, di una stampa onesta, della pace e del rifiuto della guerra. E che cosa ci rimane in fondo? La speranza di un avvenimento straordinario, ossia che tutti i cattivi vengano messi in una stanza e si possa perpetuare una vendetta collettiva. Ed allora si può pensare di perdersi nuovamente nella libertà, come fece Yurin Gagarin che morì da eroe. Il problema del libro è che questa mescolanza tra memoria personale e narrazione sociale non riesce pienamente, in quanto è eccessiva la tentazione dellʼautore a lasciarsi trascinare in espedienti letterari ( banale è il finale del libro), in riferimenti chiaramente psicoanalitici, in un eccessivo ricorso allʼincastro, alle storie dentro le storie. Si perde in tal modo la sintesi, i personaggi impallidiscono e lʼintero racconto si frammenta. Perché leggerlo? È senza dubbio scritto molto bene ed è piacevole ed ironico.

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