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John Fante

John Fante è stato uno scrittore e sceneggiatore statunitense.

Libri di quest'autore

One of us e Home, sweet home
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One of us e Home, sweet home

Si tratta di due brevi racconti, che, cosa usuale per Fante, hanno come ambiente la tipica famiglia italiana. Nel primo racconto, giunge un telegramma che annuncia la morte di un cugino, un ragazzo che era stato compagno di giochi di Mike, uno dei tanti fratelli della famiglia. Si sviluppa una scena molto divertente, nella quale, mentre la mamma piange per il dolore della sorella, che ha perso un figlio, i ragazzi si contendono il telegramma al punto di distruggerlo, aprendo, di conseguenza, la discussione su come è morto il cugino e quale sarà la data del funerale. La scena si sposta al funerale, al quale partecipano la mamma, Mike e suo fratello più piccolo, il narratore. Ciò che colpisce i ragazzi è che lo zio non piange la morte del figlio, mentre tutti i parenti, in particolare le donne, si scatenano in lamenti e grida. Mike, in particolare, ha paura di avvicinarsi allo zio, in quanto teme che per la sua somiglianza con il cugino morto, possa essere oggetto di astio. Ed è proprio la visione di Mike, di ciò che poteva essere anche suo figlio, che rompe la chiusura del lutto e spinge lo zio a piangere: > stavano seduti. Mike sorseggiava goloso un frappé, e zio Frank gli stava davanti, col viso nelle mani e grandi lacrime scivolavano dalle sue guance e cadevano sul tavolo, mentre guardava Mike e il suo frappé . Nel secondo racconto Jimmy ritorna a casa dei genitori, dal quale se ne era andato dopo una lite burrascosa con il padre. Si ripropone la scena di una classica famiglia italiana: la mamma ha preparato una buona cena con i dolci che piacciano a Jimmy e spera che tutto vada bene, senza liti e discussioni; il padre fa finta di aver dimenticato, è disoccupato e dopo la cena se ne va all’osteria come tutte le sere; i fratelli accolgono con entusiasmo il fratello maggiore, ma ripropongono poi la vita di tutti i giorni dalla quale Jimmy si sente ormai escluso. La conclusione non può che essere: > mi alzerò e butterò via la sigaretta, e avrò voglia di essere con lei (la fidanzata), non qui, in questa dannata insignificante città dimenticata da Dio . I racconti, soprattutto il primo, sono molto belli. Lo stile è quello tipico di Fante, elegante, dolce e scorrevole.

The road to Los Angeles
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The road to Los Angeles

È il secondo libro della sagra di Bandini. Mentre il primo libro si sviluppa ancora intorno al tema della famiglia italiana, con uno stile realistico e povero di suggestioni, questo romanzo abbandona di fatto i riferimenti etnici e folcloristici per narrare la maturazione di un ragazzo di diciott’anni, che legge molto e vive soprattutto con l’immaginazione e la fantasia. Si è in presenza del contesto familiare italiano (la madre e la sorella profondamente religiose, uno zio che si aspetta che il nipote si assuma le sue responsabilità), ma in realtà le vicende di Arturo sono quelle proprie di un ragazzo della sua età, che è costretto a conciliare il lavoro, spesso duro e alienante, con le proprie aspirazioni e i propri sogni. Il primo tema del libro è la rabbia, il desiderio di rivolta verso una società ingiusta che si esprime spesso in atti di violenza (bellissima la scena di Arturo che fa una strage di granchi credendosi un cavaliere antico), nelle prolusioni contro la religione cattolica e nei riferimenti ai grandi filosofi dell’Ottocento. Il secondo tema è costituito dal mondo erotico, dalla ricerca di un rapporto con le donne, che passa necessariamente attraverso le riviste pornografiche e la solitudine della propria stanza. Veramente incredibile dal punto di vista stilistico è il capitolo nel quale l’autore racconta la distruzione delle fotografie delle donne amate da parte di Arturo! L’ultimo tema, e forse il più importante, è costituito dall’immaginazione, dai sogni e dalle fantasie legate alle aspirazioni di Arturo, al suo desiderio di sentirsi un grande scrittore. Ed è proprio la delusione che deriva dalla lettura del suo primo racconto che spinge Arturo alla fuga dalla famiglia e al viaggio verso Los Angeles e quindi verso la propria indipendenza e maturazione. Fante abbandona lo stile realistico e freddo, che aveva caratterizzato il primo libro, per avviarsi verso espressioni e costruzioni sintattiche sempre più intense e ricche di suggestioni. Al significato della parola si aggiungono «segni» sempre più ricchi e sfumati, che sono prodotti dal ritmo, dalla fonetica e dall’uso degli aggettivi, spesso arricchiti da neologismi.

John FanteHarperCollins
Wait until spring, Bandini
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Wait until spring, Bandini

Il racconto appartiene alla sagra del «The Bandini quartet» che racconta le vicende della famiglia italo-americana Bandini e in particolare di Arturo Bandini. L’ambiente è la famiglia: un padre che fa il muratore ed è quindi disoccupato nei lunghi inverni del Colorado, una madre che cerca di mantenere un decoro e un minimo di sopravvivenza e tre fratelli maschi, di cui Arturo, il più grande, che deve anche farsi carico delle ripetute scomparse del padre, spesso ubriaco. In questa situazione familiare già pesante, il tradimento del padre con una ricca signora del paese scatena la follia della madre, che trascorre lunghi periodi di depressione e rifiuta di accettare nuovamente il marito in casa. Sarà compito di Arturo andare a cercare il padre e ricondurlo a casa. I temi sono quelli familiari all’autore: i rapporti familiari, il legame del figlio con i genitori, la cultura cattolica e così via. Il racconto si sviluppa in modo lento, a tratti noioso e prolisso. Sono assenti gli accenti musicali che caratterizzano il romanzo precedente. Sembrano prevalere spesso i temi scontati, legati alla società italiana e alla religione cattolica (per esempio, il senso di colpa e il ricorso alla confessione, le cerimonie). La rivolta della madre, la sua ribellione a fronte di una dignità offesa, emergono come momenti di grande rilievo del racconto e costituiscono le pagine migliori. Un altro tema è il percorso verso l’età adulta di Arturo, percorso necessariamente reso più rapido dalla fragilità della madre e dall’assenza del padre.

John FanteBlack Sparrow Press
The brotherhood of the grape
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The brotherhood of the grape

Henry Molise è figlio di un padre tirannico e ubriacone. Chiamato dai fratelli perché sembra che i genitori vogliano divorziare, dopo un’ennesima prepotenza del padre, Henry si trova coinvolto ad aiutare proprio il padre a costruire un piccolo magazzino in pietra, presso un motel fuori città. Durante il viaggio in compagnia dei vecchi amici del padre e lavorando insieme, Henry riscopre con orrore la propria matrice familiare e l’affetto per il padre. Il magazzino, appena finito, viene distrutto da una tempesta di vento dimostrando chiaramente come il vecchio padre, un tempo famoso e abile artigiano, non sia più in grado, fisicamente e intellettualmente di compiere un lavoro, anche se semplice. A questo punto, la storia precipita: il padre si sente male, viene ricoverato e quindi fugge dall’ospedale per morire presso un vecchio amico, che ha un vigneto e produce un ottimo vino. I fili conduttori del libro sono fondamentalmente due:il contesto familiare, dal quale Henry ha cercato di fuggire per poi riscoprire con questo ritorno a casa di farne parte in modo indelebile. Il contesto familiare non è solo composto dai personaggi (la madre, i fratelli, gli amici del padre e i frequentatori del bar, i vicini che sopportano le intemperanze del padre), ma ne fanno parte anche gli oggetti (innanzitutto, il vino e la cucina) e i ricordi di un’infanzia, fortemente plasmata dall’origine italiana. «La fratellanza dell’uva» è l’ambiente di una serie di relazioni primordiali, che creano legami profondi tra gli uomini. È emblematica da questo punto di vista la figura di Angelo Musso, sublime produttore di vino e privo della parola, che costituisce per i partecipanti della fratellanza un «dio greco», che quando Henry viene a prendere il padre per riportarlo in ospedale sentenzia con una saggia fatalità «è meglio morire bevendo che morire di sete» e «è meglio morire tra gli amici che tra i dottori». È evidente la nostalgia per un tempo antico, nel quale il ritmo della vita e i legami tra gli uomini erano determinati da una saggezza autentica; i rapporti con il padre, che ha condizionato la vita di tutti i figli senza riuscire peraltro a conseguire il desiderio di trasmettere le proprie capacità di artigiano. Non si tratta tanto dei tradizionali legami, fatti di conflitto e di affetto con la figura paterna; l’oggetto del racconto è soprattutto costituito dall’attività di cavatore e posatore di pietre , che è stata tramandata al padre dai suoi genitori. I figli rifiutano questa attività, che ha condizionato pesantemente la loro vita. Il fallimento del padre nella sua ultima opera ne rileva tutta la fragilità e debolezza e riapre quindi il rapporto con il figlio, che riscopre un affetto e un legame con il genitore ma anche con il suo lavoro, che si era perso nel tempo a causa della presunta onnipotenza della figura paterna. Lo stile ricorda quello dei grandi scrittori americani, come Faulkner e Chandler, ma è basato sull’uso delle parole, sul loro accostamento attento così da esprimere un ritmo poetico e musicale. Il significato del racconto non emerge tanto dalla trama né dallo studio dei personaggi e dalla descrizione degli ambiente, ma soprattutto dalle sensazioni che emergono dal susseguirsi delle parole e dei suoni.

John FanteBlack Sparrow Press
Ask the dust
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Ask the dust

Il terzo libro della sagra di Bandini rappresenta un ulteriore passaggio sia sotto il profilo dei contenuti narrativi che per quanto riguarda gli aspetti stilistici ed espressivi. Arturo è a Los Angeles dove sbarca il lunario cercando di scrivere e di far pubblicare i propri racconti. All’inizio, il romanzo mantiene gli elementi caratterizzanti quello precedente: una forte prevalenza dell’immaginazione, un ritmo narrativo ancora basato sulle espressioni soggettive e con un stile caratterizzato da forti accenti lirici e pieni di suggestioni. Arturo si innamora di Camilla, una ragazza messicana che lavora in un bar e inizia una tormentata storia d’amore, caratterizzata da scontri verbali, da messaggi scritti da parte di Arturo e da una gita sulla riva del mare, nella quale il ragazzo non riesce a tradurre il suo sentimento in un rapporto sessuale, pur atteso dalla ragazza. Arturo vive ancora in una sorta di delirio, nel quale passa da fasi di esaltazione a situazioni depressive. Si verifica, tuttavia, un episodio (immaginato o reale?), che sembra costituire la svolta nella struttura narrativa e stilistica del romanzo: una donna cerca Arturo per avere con il ragazzo una storia dʼamore. Da questo momento i rapporti con Camilla si rovesciano: la ragazza cerca Arturo per essere aiutata e gli confessa di essere innamorata di un altro uomo, che tuttavia non la vuole. Arturo accetta la situazione, anche perché si è accorto che Camilla si droga e vorrebbe aiutarla. Si sviluppa una relazione complessa, durante la quale Arturo matura, diventando un adulto. Il ragazzo vorrebbe portare la ragazza in una casa al mare, ma Camilla fugge e scompare nel deserto: > attraverso il deserto c’è una estrema indifferenza, il ritmo della notte e di un altro giorno, e tuttavia la segreta intimità di queste colline, il loro mistero, segreto e consolante, rendeva la morte di non grande importanza. Potevi morire, ma il deserto avrebbe nascosto il segreto della tua morte, sarebbe rimasto dopo di te, a coprire la tua memoria con venti, calore e freddo senza età…. portai il libro un centinaio di metri nel deserto, verso sud est. Con tutta la mia forza lo gettai lontano là nella direzione nella quale era andata. Poi andai in macchina, accesi il motore e ritornai indietro verso Los Angeles . Imbattersi con la vita reale dei sentimenti, e non solo con il delirio delle proprie aspirazioni e delle proprie immaginazioni, fa compiere ad Arturo la maturazione da ragazzo ad adulto. Anche lo stile si evolve in questo senso. Conserva sempre la ricchezza del linguaggio, una costruzione della frase e utilizzo dei vocaboli particolarmente attenti agli aspetti fonetici e alla suggestione del ritmo. Lo stile, tuttavia, diviene più asciutto, meno lirico e ridondante, la struttura narrativa è contraddistinta da dialoghi, prima praticamente assenti perché non c’erano personaggi di particolare rilevanza.

John FanteHarperCollins