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Francesco Recami

Francesco Recami è stato uno scrittore italiano.

Libri di quest'autore

La casa di ringhiera
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La casa di ringhiera

Amedeo Consonni, il protagonista del romanzo, è in pensione da molti anni e vive a Milano in una casa di ringhiera, costruita all'inizio del Novecento intorno ad una corte rettangolare e dove oggi ci sono venti alloggi. E' un «curioso microcosmo» con testimonianze di architettura industriale, oggi fortemente deteriorate: stucchi cadenti, intonaci fatiscenti, infissi, tradizionalmente di legno ed oggi sostituiti da altri di alluminio anodizzato, color argento e color ottone, per non parlare delle numerose parabole TV installate sulla ringhiera, che danno un senso di «miseria»globalizzata > . In apparenza la vita di Consonni è quella tipica di un vedovo in pensione: riassettare ogni giorno il piccolo e confortevole alloggio, andare al supermercato e prepararsi i pasti da solo, leggere il giornale con un sonnellino al pomeriggio, scambiare qualche parola con i vicini, e il martedì e giovedì prendersi cura del nipotino. Ma Consonni ha uno strano hobby: ama collezionare notizie sui crimini prendendo dai giornali qualsiasi articolo concernente assassinii e archiviando questi ritagli in raccoglitori perfettamente ordinati per delitto. Nel tempo ha cominciato a investigare sul campo all'insaputa della polizia. Oltre al passatempo di Consonni, un po' perverso ma innocuo, Regami descrive gli altri abitanti della casa di ringhiera: in particolare una famiglia di quattro persone (padre, madre e due ragazzi), dove l'uomo è spesso ubriaco e violento, la strana e rumorosa coppia di vicini, l'ottantenne follemente dedito alla sua vecchia auto. Dalla lettura del dettagliato ed affascinante quadro di questo microcosmo > si potrebbe pensare che siamo dinanzi ad un romanzo di costume nel quale la trama poliziesca è solo un espediente; è intrigante l'indagine di Consonni su un recente crimine, feroce e misterioso, ma il racconto sembrerebbe più finalizzato a descrivere il personaggio che a offrirci suspense e intrigo come dovrebbe fare un romanzo noir.  Quando, d'improvviso, l'uccisione di un'inquilina dà inizio ad una serie sconvolgente e sorprendente di eventi, coinvolgendo gli abitanti del nostro microcosmo. Senza svelare la fine, un vero colpo di scena, possiamo dire che lo svolgimento degli avvenimenti conferma come noi italiani, tutti anche i bambini, abbiamo, o pensiamo di avere, qualcosa da nascondere e comunque non vogliamo dire nulla alla polizia. Ho letto la novella tutto di un fiato". Nella prima parte mi ha affascinato l'ambiente fisico e sociale della casa di ringhiera, quasi fuori dal tempo: si pensi alla minuta descrizione dell'appartamento di Consonni con le sue tappezzerie ottocentesche, o alle rivalità e ai piccoli sgarbi per parcheggiare nel cortile. Nella seconda parte il ritmo narrativo prende velocità e non possiamo abbandonare il libro, perché ansiosi di leggere l'episodio successivo. La narrazione è scandita da cenni sospesi di colpi di scena, abilmente costruiti così da  alimentare il desiderio di andare avanti, come in un romanzo d'appendice. La scrittura è raffinata e riesce a mescolare il linguaggio comune con modi di dire dialettali, creando in tal modo l'atmosfera nostalgica che pervade il racconto. E' un piccolo gioiello che unisce costume con noir, insieme a un lessico piacevole e a una bella costruzione sintattica. Perché leggerlo? E' intrigante e ben scritto.

Francesco RecamiSellerio Editore
Il mostro del Casoretto sei storie della casa di ringhiera
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Il mostro del Casoretto sei storie della casa di ringhiera

Lessi tutto di un fiato «La Casa di Ringhiera» di Recami (vedi recensione in questo sito), trovandolo uno dei migliori Noir della vasta letteratura italiana: la felice congiunzione di un romanzo di costume con il ritmo tipico del miglior giallo. E' per questo che appena ho letto la recensione del «Il mostro del Casoretto» sono corso a comprarlo, prefigurando il piacere che avevo avuto con «La Casa di Ringhiera». Forse perché avevo aspettative così alte, la delusione è stata dolorosa. Il libro è una raccolta di racconti, che, tranne l'ultimo, hanno come protagonista il pensionato Amedeo Consonni, il nonnino detective. Nella prima storia, «Il mostro del Casoretto», Consonni è accusato di molestie sessuali a una bambina; per punirlo i parenti della piccola l' imprigionano in un cascinale abbandonato per fargliela pagare. Consonni riesce a liberarsi, ma viene convinto da Angela, che scopriamo essere la sua attempata fidanzata, a tornare nel luogo in cui era stato rinchiuso per far cogliere sul fatto i torturatori dalla polizia. E' una trama fragile, giocata su situazioni scabrose più che su sorprese e ambientazioni sociali. Il secondo racconto, «Chi ha pane non ha denti, chi ha denti non ha pane», è senza dubbio il più piacevole tra le storie del libro. Ritornano alcuni personaggi e situazioni, che avevamo già conosciuto nella «La Casa di Ringhiera»: il signor De Angelis c'è l'ha con il cane di un vicino che fa sempre la pipì sulle ruote della sua BMW, decide di chiudere l'animale nella cella frigorifera abbandonata negli scantinati del palazzo. Saranno Gianmarco e Margherita, i due bambini del condominio, a liberare inavvertitamente il cagnetto e ad evitare a De Angelis un'accusa di sottrazione e maltrattamento di animali. E' una storia lieve e ironica, in cui Consonni torna ad essere il bravo nonnino. Poi, forse non sapendo cosa ancora sviluppare intorno alla casa di ringhiera, Recami si allontana dall'ambiente lombardo e i racconti si svolgono a Firenze, in Sardegna, con un Consonni vittima di equivoci. Di queste storie è inutile parlarne. Il giudizio non può che essere severo. Nei racconti mancano la trama e i personaggi. Consonni ne esce ridotto alla figura di un vecchietto lubrico e un po' scemo, che prende il Viagra per avere un rapporto sessuale, con l'unico risultato di essere sorpreso in mutande con l'organo maschile eretto (ma perché insistere in queste volgarità?). La sua fidanzata Angela è una corpulenta signora ancora in cerca di sesso, e il rapporto tra Amedeo e la donna non ha nulla delle poesie del vecchio Ungaretti ancora capace di innamorarsi: > sei comparsa al portone/in un vestito rosso(...) era di lunedì/per stringerci le mani/e parlare felici/non si trovò rifugio/che in un giardino triste/della città convulsa . (12 settembre 1966 dalla raccolta Ungà 1966-1968). E' difficile narrare gli affetti e i sogni di noi vecchi! Perché leggerlo? E' una delusione.

Francesco RecamiSellerio Editore