Andre Dubus
Libri di quest'autore
Separate flights and other stories
«Voli separati» fa parte di una raccolta di racconti, con un unico tema: il disfacimento delle relazioni di coppia allʼinterno della famiglia nucleare, ormai tipica del ceto medio. È sufficiente soffermarsi sulla breve storia che dà il titolo allʼintero volume per cogliere le caratteristiche letterarie dellʼautore e fuggire, il più velocemente possibile, dalla noiosa ripetitività delle situazioni, dei personaggi e dei dialoghi. Beth non riesce a dormire e non accetta di assumere dei sonniferi: desidera sapere perché non riesce a fare una cosa così semplice, come dormire. > Così notte dopo notte andava a letto per restare sveglia. (...) non era attrezzata a risolvere un problema di questo tipo, (...) ciò di cui aveva bisogno era indagare dentro sé stessa, e ciò era un compito doloroso e destinato allʼinsuccesso. Poiché quando cercava di esplorare sé stessa trovava, oh Dio, non trovava niente. Non restava che farsi un gin. Lee, suo marito, deve andare ad un evento aziendale; come fanno spesso, i due prendono voli separati così da evitare che entrambi periscano in un eventuale incidente aereo (è la teoria del portafoglio della finanza, distribuire i rischi!). Berth incontra un uomo, con il quale ha una relazione occasionale. Ed è proprio questo rapporto fuggitivo ed intenso che porta alla luce le cause profonde del malessere: non amava più suo marito. Da tempo > sospettavi che qualche cosa fosse morto nella tua casa, così ti guardavi intorno e vedevi che era da tempo morto anche nelle case di tutti gli altri; allora eri capace di tornare e guardare sotto il tuo proprio letto e trovare, veramente, un cadavere. Lei accettava questa morte. Essa era naturale e prevedibile come una faccia piena di rughe . Ed infatti non cʼè uno sbocco alla crisi matrimoniale, alla perdita dellʼamore, perché è una cosa che «soltanto accade e noi non ci possiamo fare nulla». In una società nella quale tutto si disgrega, anche lʼamore, non resta che il ricorso allʼalcol: la solitudine è una dimensione esistenziale dalla quale non si può sfuggire perché si basa sullʼimmobilismo delle relazioni umane, sulla nostra incapacità di amare realmente o di rovesciare la nostra vita. Il profondo pessimismo dellʼautore lascia in sospeso le storie, non fa evolvere volutamente la narrazione, creando una trama statica, i personaggi sono freddi, senzʼanima, imprigionati in unʼesistenza piatta ed opaca. E fa bene la figlia di Berth a reagire con violenza agli avvertimenti della madre ( > oh mia bambina, salva te stessa. (...) è una farsa, amore, matrimonio, fedeltà..), ed urlare: oh perché sei venuta questa notte! Perché! Perché! Perché non sei rimasta di sopra ad occuparti delle tue proprie sporche faccende!" Non cʼè speranza, forse è vero; ma si avrebbe desiderato un racconto migliore, con dialoghi intensi, qualche colpo di scena e, soprattutto, con approfondimenti dei personaggi e delle situazioni. Ed invece si è dinanzi ad un ritmo narrativo noioso ed opprimente; peccato perché la scrittura è di ottimo livello. Perché non leggerlo? Opprimente e noioso.
Dirty Love
La sintesi è molto semplice: un talento sprecato. Una grande abilità stilistica è al servizio di racconti noiosi, privi di sviluppo narrativo, inconcludenti e ciniche storie di coppia: insomma, un libro insopportabile. In «Listen carefully as our options have changed» Mark si è accorto che sua moglie Laura lo tradisce: lo sa perché ha incaricato un detective di seguirla e ne ha le prove in un video, che guarda in modo ossessivo. È un project manager di successo e quindi vorrebbe affrontare il problema secondo i canoni razionali del project management. > No, il progetto di salvare il suo matrimonio sembra che sia fallito ed egli ha dinanzi un nuovo obiettivo. Ciò non è inusuale. Alcuni progetti collassano per diversi motivi. (...) In questo caso, cʼè stato semplicemente un cambiamento di cuore. O, più correttamente, uno spostamento dal nascondere i problemi dʼamore a mostrarli, benché Mark fu costretto a riconoscerli, non è vero? (...) Cʼera la fredda gentilezza verso sua madre. (...) Cʼera lʼabitudine di Laura di sbagliare le indicazioni di cosa acquistare che le dava Mark in modo dettagliato, (...) tanto che lui doveva lasciare ogni cosa e andare personalmente al supermercato. (...) Cʼera lʼabitudine di Laura di guardare di notte banali telefilm gialli, gli occhi fissi allo schermo, imbambolati come quelli di un bambino. Cʼera la sua cucina mediocre, la sua preferenza per i cibi surgelati, con molto sale, e insignificanti pietanze che non si vergognava di servire con il ketchup. Ed ora lo ingannava, lo prendeva in giro e lo tradiva. Sradicava la loro casa dalle fondamenta e gettava scaglie di vetro bollente nel sangue di Mark, nel suo cervello e nel suo cuore: e questo dolore intenso per che cosa? Per lei? Guardala; che cosa sta perdendo in ogni caso? Ma questa era una domanda che moriva prima ancora di essere pienamente pensata, perché lui lʼamava . Mark non comprende le cause del fallimento del suo matrimonio, anche quando numerosi segnali dovrebbero dirgli che è proprio il suo freddo approccio razionale ad avergli allontanato Laura. La sua abitudine a giudicare, a valutare, a trattare le persone che gli sono intorno come se lavorassero per lui. Non capisce, ma è un uomo caparbio: > non avrebbe gettato fuori sua moglie dalla sua casa. (...) Si sarebbe tirato indietro, non avrebbe agito e avrebbe lasciato che le cose andassero per il loro verso. Avrebbe lasciato che lʼerrore di sua moglie si risolvesse da solo . Lʼattesa ipocrita è lʼunico mezzo per far sopravvivere un rapporto di coppia. È lʼesito di un altro racconto: «Marla». È una donna non più giovane, molto grassa, una opaca impiegata di banca, destinata a restare zitella. Sembra essere un destino ineluttabile, quando incontra Dennis, un uomo altrettanto obeso, affettuoso e gentile. È lʼamore inaspettato. I due vanno a vivere insieme e la convivenza rivela tratti dellʼuomo che non piacciono a Marla: la fissazione estrema dellʼordine, la preferenza per una vita ripetitiva e banale, il rischio di scivolare in una barbosa quotidianità. Lʼuomo, poi, non vuole avere figli. Lasciarlo? Ma questo è il matrimonio, cara, le dicono le amiche; poi i figli verranno, anche se il marito non li vuole (basta ingannarlo sui giorni fertili così che non si metta il preservativo!). Ormai in cammino verso lo squallore, Dubus affronta la terza storia («The Bartender»): due giovani si sposano pieni di entusiasmo, lei resta incinta, lui non si trattiene a fare sesso con una formosa collega, anche un poʼ stronza al dire il vero. Al settimo mese, la moglie scopre la tresca, rischia di abortire, lei e la bambina si salvano miracolosamente. > Camminò accanto al suo letto e stette immobile. (...) Presto lei avrebbe aperto gli occhi, (...) occhi che lui non si meritava ma sperava di conquistare, occhi di nera speranza . A questo punto avrei dovuto affrontare «Dirty Love». Confesso: non me la sono sentita tanto la lettura si preannunciava fastidiosa. Del racconto è utile riportare una frase per dare il senso della grande capacità di Dubus di reggere lunghi periodi con un uso sapiente delle parole, un succedersi di impressioni che non sono sorretti dalla punteggiatura o dallo svolgersi dei contenuti (vicende, descrizione di personaggi, sentimenti), ma si basano sulla sintassi, attentamente e abilmente calibrata. In italiano si perde senza dubbio molto di questa scrittura e sarebbe necessario un grande traduttore, comunque ci provo. > Ora ogni cosa è messa in fila, i suoi sentimenti e la musica in testa e tutto ciò la fa sentire sempre come se stesse muovendosi in avanti, scivolando silenziosamente su un tapis roulant in aeroporto, quella volta che era su uno, indietro nel passato quando era piccola e sua madre e suo padre sembravano felici, o almeno ridevano molto insieme, sua madre ancora carina o almeno sembrava perché si curava, grossa ma ancora sexy, benché Devon non pensava mai a queste cose, soltanto le percepiva, come se stesse stesa in un soffice letto circondata da freschi, profondi cuscini e il profumo di qualcosa di dolce fosse in aria, e quel giorno loro tre stavano salendo su un aereo per Disney World dove ogni cosa era più reale che reale potesse mai essere . Perché non leggerlo? Monotono, pesante, anche superficiale a tratti.

