Gradimento Medio
e non lo rileggerei

Pietra di pazienza

scritto da Rahimi Atig
  • Pubblicato nel 2008
  • Edito da Einaudi
  • Letto in Italiano
  • Finito di leggere il 18 aprile 2014

In Afghanistan una donna si ritrova accanto al corpo del marito, gravemente ferito e apparentemente in coma.
"Fuori un poʼ si spara, un poʼ si prega, un poʼ si tace ...
la camera è piccola.
Rettangolare.
È soffocante, nonostante le pareti chiare...
la camera è vuota.
Vuota di ogni ornamento".
In una situazione claustrofobica, isolata dal mondo e nel contempo immersa nel turbinio della guerra, la donna, da sempre silenziosa e sottomessa, comincia a parlare, a raccontare i suoi segreti al marito.
E lo può fare "perché tu non potevi rispondermi nulla, non potevi fare nulla contro di me ...
io ero rasserenata".
Si realizza una sorta di scambio.
Da un lato la donna cura il marito e in tal modo ne possiede il corpo, ormai totalmente dipendente da lei.
Dallʼaltro il marito si appropria dei segreti della moglie "Nessuno può crederci, nessuno ! Non mangi, non bevi, e sei ancora qui ! Infatti è un miracolo.
Un miracolo per me, grazie a me, il tuo respiro è legato al racconto dei miei segreti.
Si alza, leggera.
Poi si blocca in un gesto pieno di grazia come per dire: ma non ti preoccupare, i miei segreti non hanno fine".
Fuori il mondo è sconvolto: una vecchia pazza vaga per le macerie, soldati irrompono nella casa e la donna si finge una prostituta per non essere stuprata, ma poi (per compassione ?) si concede più volte ad un adolescente balbuziente.
Dentro, nel chiuso soffocante della camera, impariamo che la donna si è dovuta sposare ancora bambina, senza conoscere lo sposo, sempre in guerra.
Apprendiamo che aveva le mestruazioni quando ha avuto il primo rapporto sessuale, ed è stata una fortuna perché in tal modo ha dimostrato di essere arrivata vergine alla consumazione del matrimonio.
Veniamo a conoscenza che la donna, per non essere ricusata, ha avuto le figlie da un altro uomo, perché il marito era sterile.
"Questa voce che erompe dalla mia gola è la voce sepolta da migliaia di anni ...
se ogni religione è la storia di una rivelazione, la rivelazione di una verità, allora, mia sang-e sabur ( mia pietra di pazienza, che ascolti), anche la nostra storia è una religione" Una religione che si esprime nel corpo.
Noi lettori vorremo che dallʼincontro eccezionale di un corpo maschile con i segreti di una vita femminile nascesse una comunanza tra uomo e donna, perché "quando è difficile essere donna, diventa difficile anche essere uomo !".
Ma non è così.
Il marito si risveglia dal coma ( o era sempre stato vigile) e si scaglia con furia sulla donna, uccidendola per essere a sua volta ucciso.
La fragile unità è andata in frantumi.

Questo racconto non è una storia afgana, ossia concepibile solo in quel particolare contesto sociale e culturale.
Lʼ autore tratta un tema universale, in una situazione possibile, con le dovute differenze, in tutte le latitudini: la distanza tra uomo e donna, la loro incomunicabilità reciproca, si elide solo eccezionalmente, in un momento di grande sofferenza: accanto al letto di un malato terminale, nella solidarietà per la perdita di un figlio, in mezzo a guerre o distruzioni.
Da questo punto di vista è un romanzo tipicamente occidentale, del quale riprende problematiche esistenziali, argomenti narrativi e persino espedienti letterari: per esempio la contrapposizione tra dentro e fuori.
Ed è proprio questʼimpronta intellettualistica che delude e rende scontato lʼintero racconto.

Lo stile narrativo rende efficacemente la contrapposizione tra dentro e fuori.
Gli avvenimenti esterni sono raccontati in modo oggettivo, estraniante, come se fossero indifferenti alla donna.
La narrazione dei segreti e del rapporto della donna verso il corpo del marito sono affidati ad una scrittura ricca di suggestioni, di evocazioni religiose e di effetti poetici.
La differenza di stili narrativi riflette lʼaccettazione della violenza come un dato e nel contempo la volontà della donna di liberarsi, raccontando i suoi segreti al corpo inerte del marito.

Perché leggerlo ? Breve ed efficace.

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