Gradimento Medio
e non lo rileggerei

Palazzo Yacoubian

scritto da ' Ala al-Aswani
  • Pubblicato nel 2006
  • Edito da Feltrinelli
  • 216 pagine
  • Letto in Italiano
  • Finito di leggere il 19 agosto 2007

Palazzo Yacoubian è un luogo rappresentativo dell’Egitto di oggi, dominato da un regime corrotto e anti-democratico, dove il sopruso, l’astuzia e l’inganno sembrano essere i tratti dominanti.
Una giovane ragazza è costretta a subire le avances dei datori di lavoro ma si innamora di un depravato e vecchio possidente, che rischia di essere cacciato di casa dalla sorella.
L’ex fidanzato della ragazza non viene accettato dall’Accademia di polizia in quanto figlio di un portiere e, all’università, entra a far parte dei Fratelli Mussulmani.
Viene arrestato, violentato e torturato dalla polizia, e, una volta rilasciato, va a vivere in un campo di addestramento e si sposa con una vedova di un altro martire.
Viene ucciso durante l’assassinio del commissario di polizia, che lo ha torturato in carcere.
Un ricco omosessuale si innamora di un ragazzo, che lo uccide durante una lite.
Un affarista si sposa per avere una donna che soddisfi le pulsioni sessuali da vecchio, ma, quando viene a sapere che la donna aspetta un bambino, la fa abortire di forza e poi la ripudia.
A sua volta, l’affarista è costretto a pagare una lauta tangente a potenti uomini politici.
Con uno stile apparentemente leggero e ironico e con un ritmo narrativo da "romanzetto" in realtà lo scrittore muove una critica feroce sia alla società egiziana che agli stessi Fratelli Mussulmani.
In un mondo incombente, i singoli cercano di sopravvivere e di trovare una propria strada: in alcuni casi ciò li porta alla rovina (l’ex fidanzato che viene torturato e ucciso, l’omosessuale che viene assassinato dall’amante, la donna che si sposa con l’affarista e viene ripudiata), altri si salvano, perché trovano l’affetto malgrado le differenze di età (la ragazza e il vecchio depravato).
Il romanzo viene portato avanti in modo leggero, tanto da sembrare artefatto e quindi fornire una falsa rappresentazione della società egiziana.
Per gran parte del libro non c’è vigore ma lo scrittore sembra far leva sugli aspetti più scabrosi delle vicende.
Nell’ultima parte, il racconto assume maggiore forza ed emergono anche sentimenti autentici e non costruiti ad arte.

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