Gradimento Medio-alto
e lo rileggerei volentieri

Orlando Furioso

scritto da Ariosto Ludovico
  • Pubblicato nel 1532
  • 320 pagine
  • Letto in Italiano
  • Finito di leggere il 24 dicembre 2008

Il poema narra le vicende della guerra tra Carlo Magno e gli arabi illustrando il percorso di Ruggiero, capostipite della famiglia degli Estensi, verso la fede cristiana e la scelta di campo a favore del re carolingio.
Accanto a Ruggiero si sviluppano le vicende degli altri personaggi e vengono narrate storie innumerevoli, alcune delle quali si innestano nella trama principale mentre altre rappresentano digressioni apparentemente anche casuali.
Dalla lettura del poema, estremamente gradevole e divertente, emergono alcune considerazioni di rilievo:
la sua modernità.
Il ritmo incalzante della narrazione, la chiusura di ciascuno dei Canti (che lascia l’aspettativa su quanto verrà detto nel successivo), l’intreccio tra le diverse vicende (da telenovelas), il gusto dell’immaginazione e dei fatti meravigliosi e incredibili (una successione straordinaria di effetti speciali).
L’Orlando Furioso sembra essere il precursore del prevalente approccio alla letteratura e al cinema e la dimostrazione tangibile di come la qualità della narrazione permetta di immaginare e creare nella mente scene e ambientazioni a differenza di quanto avviene nel cinema attuale che vuole uno spettatore passivo.
Uno studio attento dell’Orlando Furioso in una chiave moderna fornirebbe elementi utili per una riflessione e una revisione dell’attuale letteratura e della produzione cinematografica;
il divertimento dell’immaginazione.
Nell’Orlando Furioso si è spesso letto un atteggiamento ironico dell’autore nei confronti della letteratura cavalleresca: si tratta della famosa ironia ariostea.
A mio avviso tuttavia ciò che colpisce è soprattutto il valore dell’illusione e dell’immaginazione.
Si percepisce in tutto il poema (soprattutto nei primi trenta canti) come l’autore si stia divertendo a creare situazioni fantastiche, paradossali e incredibili.
Ed è proprio da questa ricerca del divertimento (dello scrivere come evasione per se stessi) che nasce la freschezza e l’originalità dell’intero poema;
la donna e la femminilità.
I veri protagonisti del poema sono le donne che esprimono sempre un carattere forte, tipicamente femminile.
Si pensi alle figure delle donne guerriere (Bradamante e Marfisa) che pur essendo molto più brave degli uomini nei campi di battaglia manifestano un senso della cura e sentimenti di affetto, che sono tipicamente femminili.
La scelta stessa di Angelica di sposare un oscuro pastore preferendolo a Orlando, scatenando la pazzia di quest’ultimo, sembra marcare la contraddizione tra la profondità dei sentimenti della donna e la vacuità alla base dei comportamenti degli uomini (nei quali prevalgono l’orgoglio e il senso dell’onore).
È evidente che l’autore prende le parti delle donne, spesso anche in modo esplicito, in altri casi facendo emergere la sua preferenza con la descrizione del personaggio e delle vicende;
il realismo verso la politica.
Si parla spesso di discrezione dell’Ariosto che evita di fare pesare sul poema le proprie vicende personali e le proprie idee.
Malgrado la sua riservatezza appare evidente come l’Ariosto abbia una visione realistica e malinconica, ma non cinica, della situazione italiana e in particolare dell’incapacità dei governanti di dare una soluzione alla frammentazione del paese e alla sua conseguente dipendenza dallo straniero.
In questo senso le idee di Ariosto come "funzionario pubblico" emergono al di là delle intenzioni dell’autore e fanno intravedere un personaggio di grande valore, che, a differenza del Machiavelli, affronta il tema della politica con realismo ma anche con una grande passione civile.
È quindi probabile che i personaggi e le loro vicende simboleggino anche idee politiche e costituiscano quindi anche messaggi ancora da interpretare.
Lo stile letterario è molto bello con un verso di evidente derivazione dal Petrarca ma senza dubbio più facile alla lettura.
Forse è proprio il suo ritmo così armonioso che lo rende talvolta un po’ ripetitivo soprattutto quando le vicende e il ritmo della narrazione non concentrano l’attenzione del lettore.

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