Sconsiglio vivamente
e non lo rileggerei

Il testamento di Nobel

scritto da Marklund Liza
  • Pubblicato nel 2006
  • Edito da Marsilio
  • 524 pagine
  • Letto in Italiano
  • Finito di leggere il 09 maggio 2010

Annika è una giornalista, sposata con un noioso e antipatico funzionario pubblico.
Il loro matrimonio è in crisi.
Casualmente Annika è lʼunica persona che ha intravisto lʼassassino, o meglio lʼassassina, della presidente del comitato che designa i vincitori dei Nobel.
Da questo episodio dipartono numerosi filoni narrativi, forse anche troppi: le rivalità e i segreti della comunità scientifica svedese, una serie di delitti atroci perseguiti per liberarsi di possibili concorrenti al premio Nobel, i soprusi commessi dai governi europei per compiacere la Cia nella lotta al terrorismo, il tentativo di limitare le libertà personali rendendo legali le intercettazioni telefoniche, la crisi del giornalismo e della stampa, la fatica di una vita familiare tutta a carico della donna.
In questo intreccio di vicende si inserisce anche il richiamo ad una storia del ʼ 500 ( una ragazza aveva atrocemente ucciso il padre che lʼabusava sessualmente) : storia che aveva affascinato Alfred Nobel a suo tempo e che ha ispirato lʼassassino, un ambizioso e sadico scienziato.

I diversi filoni narrativi si sovrappongono, senza giungere ad una vera conclusione, se si esclude la scoperta del colpevole, come in tutti i " noir" che si rispettano.
Lʼautrice non riesce, tuttavia, a dare ritmo alle vicende né a creare unʼ atmosfera di suspense.
Le pagine scorrono noiose, talvolta anche ripetitive e i momenti migliori del romanzo si riducono alla prima scena, quella dellʼuccisione della presidente del comitato, e a quella conclusiva, nella quale la protagonista sfugge miracolosamente ad un incendio doloso.

Perché non leggerlo ? È lungo e sembra scritto più per aiutare il sonno che per avvincere i lettore.

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