Gradimento Medio-basso
e non lo rileggerei

L'élégance du hérisson

scritto da Barbery Muriel
  • Pubblicato nel 2006
  • Edito da Gallimard
  • 410 pagine
  • Letto in Italiano
  • Finito di leggere il 03 marzo 2010

Renée è la portiera di una elegante palazzina di Parigi, dove vivono famiglie della buona borghesia.
Allʼapparenza si comporta come una tipica portiera, disponibile, riservata e umile.
In realtà Renée è una donna di grande cultura e di fine intelligenza: legge la migliore letteratura, si interessa di filosofia, ascolta la buona musica e segue il cinema di qualità.
Non manifesta mai questi suoi interessi preferendo vivere nascosta, lontana dallʼ " indifferenza che ci circonda", come un riccio.
Nello stesso palazzo vive Paloma, una ragazzina dotata di un forte spirito critico, di un " orecchio assoluto per le contraddizioni".
Per duecento pagine il romanzo si sviluppa su due percorsi paralleli: la vita e le riflessioni di Renée, spesso troppo intrise di intellettualismo per avvincere la lettura, e il diario di Paloma, che descrive la vita familiare con lʼattitudine di una adolescente piena di rabbia e già delusa del mondo.
Lʼeleganza, intesa anche come sottile ironia, disprezzo del brutto e ricerca del bello, contraddistingue il racconto dei due personaggi, sempre nella forma dellʼio narrante: talvolta, sembra, quasi, che il romanzo sia lʼoccasione per lʼautore di raccogliere e presentare una serie di riflessioni filosofiche e letterarie e i personaggi si riducono a meri mezzi di comunicazione, senza una vita propria.
Lʼarrivo nel palazzo di un giapponese e lʼincontro fortuito tra Renée e Paloma sono le cause di un cambiamento nella vita dei personaggi così come nel ritmo narrativo.
Alla base del singolare comportamento di Renée cʼè un dramma familiare.
Finalmente a Paloma Renée riesce a raccontare le vicende che hanno portato alla morte della sorella e la sua decisione di diventare una " clandestina", in quanto " come io non potevo più cessare di essere ciò che ero, capì che il mio destino era quello del segreto, dovevo tacere ciò che ero e non mescolarmi mai allʼaltro mondo".
Con la confessione Renée esce dal riccio e comincia a vivere, intrecciando una frequentazione fuori dalla sua classe sociale, con il ricco giapponese e lʼadolescente borghese.
Non è quindi la cultura che rompe la gerarchia sociale, ma la ricerca delle consonanze spirituali, delle somiglianze più profonde.
Ma proprio quando Renée comincia a vivere, perde la vita in un banale incidente.
Nel momento della morte sente il desiderio di una tazza di té, di compiere ancora un rituale sempre uguale a sé stesso, comune ai ricchi e ai poveri, durante il quale " si fa il silenzio, si intende il vento che ulula fuori, le foglie dʼautunno che fremano e si involano, il gatto dorme in una calda luce.
Si sublima il tempo".
Ma allora la vita del riccio è la migliore ?

Di questo libro si può dire che è molto elegante, spesso ricco di suggestioni e di riflessioni, ma privo di vita, quasi un gioco intellettuale.

Perché leggerlo ? Si tratta di una serie di frammenti che si compongono nellʼultima parte.
Lʼeleganza dello stile, le riflessioni sempre argute dellʼautore e la singolarità delle situazioni rendono possibile lʼattesa sino alla fine.

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