Gradimento Medio
e non lo rileggerei

L'arte della gioia

scritto da Sapienza Goliarda
  • Pubblicato nel 1994
  • Edito da Einaudi
  • 511 pagine
  • Letto in Italiano
  • Finito di leggere il 23 giugno 2013

Nelle ultime pagine del libro, Modesta, la protagonista del romanzo, é accusata dal figlio di non averlo amato, " perché hai vissuto per tutti, sempre in giro, maledetta, a parlare e a dare confidenza a tutti".
E Modesta gli risponde indirettamente poche pagine dopo confessando che " nellʼansia di vivere ho corso troppo con la mente".
Il racconto della vita di Modesta assomiglia ad una lunga corsa appassionata, che non ha un momento di quiete, ma anzi trae sempre rinnovato vigore dagli ostacoli che incontra, dalle nuove amicizie ed amori, e da una famiglia allargata, senza confini, gerarchie e ruoli definiti.
Alla fine il lettore stesso si ritrova stanco e confuso, travolto da tanta energia.
Il romanzo è ambientato in Sicilia, a Catania.
Modesta nasce nel 1900 e il racconto attraversa la storia italiana del novecento, con una particolare attenzione alle vicende della sinistra: il partito socialista e quello comunista.
Cresciuta in una poverissima famiglia contadina, Modesta è violentata allʼetà di sedici anni da un uomo, che è forse suo padre.
Per carità viene accolta in un convento.
Se ciò le permette di appassionarsi alla lettura e allo studio, deve subire lʼambiente bigotto e ipocrita delle suore ed accettare regole, che mortificano lʼ intelligenza ed una sessualità fresca e curiosa.
Diviene la protetta della madre superiore e per una serie di fortuite circostanze, colte da Modesta con notevole astuzia, va a vivere presso una famiglia aristocratica, i Brandiforti.
Modesta non è una eroina alla Jane Austen.
Non si fa scrupolo di togliere di mezzo tutti gli ostacoli alla sua volontà di " non essere una donnetta.
Come la principessa volevo diventare, quella sì che era una donna forte e volitiva come un uomo".
Uccide la madre superiore e la principessa tanto ammirata, sposa il principe erede, malgrado sia mongoloide, e porta avanti due relazioni amorose: con Carmine, il forte e prepotente fattore, e Beatrice, la delicata e dolce principessina.
Modesta accetta gioiosamente e senza sensi di colpa la bisessualità, così come è determinata a rendersi padrona del proprio destino.
Dʼaltra parte sullo sfondo cʼè sempre " lʼantica paura" della miseria, materiale e morale, delle sue origini contadine.
" Non dovevo dimenticare ...
il passato, ma anzi ricordarlo sempre tutto, così da tenerlo sotto controllo e farmene una forza contro i nuovi incontri che sicuramente mi aspettavano al varco".
Ancora molto giovane, Modesta è già allʼapice della società catanese, biasimata per la vita trasgressiva, ma rispettata per le capacità e la cultura.
Potrebbe fermarsi.
" Ma anche adesso, mentre scrivo, il sole tramonta, qualcuno bussa alla porta, una macchina attende al cancello".
Lʼincontro con Carlo, medico settentrionale imbevuto di idee socialiste, trascina Modesta nel mondo delle ideologie, delle aspirazioni astratte, delle grandi illusioni.
Per la Modesta concreta e carnale, cʼè troppo di moraleggiante in Carlo, anche se la protagonista ne apprezza la coerenza e la rettitudine.
Più travagliata è invece la relazione con Joice, a sua volta figura irrequieta, oppressa da sensi di colpa, che cerca di superare con la psicoanalisi.
Il rapporto sentimentale tra Modesta e Joice è scandito dai tentativi di suicidio di questʼultima, da discussioni acide e cattive, nelle quali Joice accusa lʼamica di superficialità, le rimprovera la sensualità gioiosa e trasbordante, che non distingue tra uomini e donne, tra amanti occasionali e relazioni più profonde.
" Eh Joice, a che ti è servita tanta intelligenza, tanta scienza se non sei riuscita a scalfire neanche un millimetro del vizio della colpevolezza ?" Per fortuna che ci sono il mare, il sole, le lunghe nuotate ed " una folla di bambini eccezionali", che Modesta accoglie con affetto, senza tener conto della loro nascita e delle loro relazioni di parentela.
A dare una brusca cesura ad una storia sentimentale ormai stanca, troppo imbevuta di intellettualismi e di recriminazioni, irrompe la prigione.
Modesta viene arrestata, accusata di finanziare ed aiutare i comunisti e rinchiusa in carcere.
In cella incontra Nina ed è un ritorno ad un amore gioioso, fatto di baci e di carezze, affettuoso e sensuale ad un tempo.
Con Nina, Modesta può abbandonarsi nuovamente " alla vita sempre senza paura ....
Vorrei seguirla ...
e continuare a sognare ..., ma brusii di voci, sferragliare di treni, rumore sordo di folle accalcate si staccano dal mio futuro e invadono la stanza immobilizzandomi alla poltrona".
La fine del fascismo e il dopoguerra travolgono Modesta.
Il partito comunista vorrebbe utilizzare il fascino e le capacità della donna, ma le sue idee non sono allineate a " quel sorriso accattivante, democratico...
che deve rassicurare lʼopinione pubblica ...
Non si può improvvisamente parlare di libero amore, di aborto, di divorzio, bisogna andare per gradi, come dice il compagno Giorgio ( Amendola)".
Modesta è troppo trasgressiva per il perbenismo borghese del partito comunista.
La politica è una delusione, non è tuttavia una sorpresa.
La vera novità, che destabilizza la protagonista, è il timore verso i giovani.
Modesta scopre che i bambini, così amati, sono diventati degli adulti, che lʼaccusano, le chiedono le ragioni della loro vita, del perché sono stati educati in modo così inconsueto.
Si sentono imbarazzati dallo stile di vita di Modesta, non lo capiscono.
Ed " anchʼio con stupore mi accorgo di avere paura del loro giudizio".
Lʼincontro con un nuovo amore, Marco già compagno di Nina, le dà la forza per raccontare la sua straordinaria vita, spiegando a sé stessa e agli innumerevoli " figli" i motivi di tanta gioiosa ansia di vivere.

Il romanzo è stato scritto tra il 1967 e il 1976, quando Goliarda aveva superato i quarantʼanni.
È un " viaggio a ritroso nei boschi sotterranei dei ricordi apparentemente dimenticati, ma che riportati alla luce, riordinati, liberati da muffe e croste, rivelano mosaici di gemme splendenti per la comprensione della vita propria e degli altri".
È una sorta di analisi freudiana, nella quale gli elementi autobiografici si mescolano ad un mondo immaginato, in parte trasposizione dei tratti più profondi del carattere di Goliarda ed in parte narrazione di nostalgie ed aspettative: la grande famiglia, i bambini, la terra di Sicilia.
Come è stato osservato da Domenico Scarpa, " questo romanzo è una vittoria continua sulla paura e lʼincertezza".
Narrare non sembrò aver dato serenità a Goliarda, se gli avvenimenti degli anni successivi portarono la scrittrice ad un atto disperato ed auto distruttivo: il furto di gioielli ad una amica, il carcere, il disonore e la povertà.
Forse cʼè troppo egocentrismo in Goliarda, tantʼè vero che il sistema dei personaggi assomiglia al sistema solare, con un astro centrale ( Modesta) ed innumerevoli pianeti ( i personaggi), che non hanno una vita propria, se non quella che si dirama dal centro.
Il mondo di Goliarda è complesso ed articolato ma le figure che lo compongono non sono altro che creazioni, porzioni di un territorio esistenziale e psicologico, che è solo quello della scrittrice.

La struttura narrativa si appoggia fondamentalmente su dialoghi tra Modesta e gli altri personaggi: dialoghi nei quali non sono sempre chiari il contesto, la funzione narrativa e talvolta gli stessi partecipanti.
Assomigliano più a lunghi soliloqui e danno lʼimpressione che gli interlocutori siano uno solo: la protagonista.
Poiché manca anche una trama narrativa ben delineata, la lettura risulta faticosa e si giunge con un notevole sforzo alla conclusione.
Lʼeditore Feltrinelli si rifiutò, a suo tempo, di pubblicare il libro, chiedendo allʼautrice, che non accettò, di ridurlo e di renderlo meno dispersivo e prolisso.
Il successo clamoroso al di fuori dellʼItalia ha in qualche modo ridicolizzato il severo giudizio della casa editrice.
Ma oggi, perdendo di novità la trasgressività di Modesta, la valutazione di allora appare senza dubbio corretta.

Perché leggerlo ? Se ci si arma di coraggio e di pazienza, lʼansia di vivere di Modesta dà una scossa di energia in un mondo contemporaneo così grigio e monotono.

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