Gradimento Medio
e non lo rileggerei

Le affinità elettive

scritto da Goethe Wolfgang
  • Pubblicato nel 1809
  • Edito da Einaudi
  • 320 pagine
  • Letto in Italiano
  • Finito di leggere il 14 maggio 2013

Nella Germania dellʼinizio dellʼ800 Edoardo e Carlotta sono due ricchi possidenti.
Pur amandosi da giovani, si sono sposati avanti negli anni, dopo essere rimasti entrambi vedovi.
Hanno differenti caratteri, che sembrano completarsi perfettamente: Edoardo è " nel fiore dellʼetà virile", impetuoso, generoso ma superficiale e talvolta sconsiderato; Carlotta è riflessiva, paziente, oculata nella gestione della casa e del patrimonio.
La vita scorre serena, godendo " indisturbati la felicità finalmente raggiunta", quando irrompono due ospiti.
Il Capitano, amico di Edoardo, è un uomo posato, di grande esperienza, che mette a disposizione le sue competenze di progettista, ingegnere ed organizzatore.
Non può che trovarsi in sintonia con Carlotta.
Ottilia, nipote di Carlotta, è una giovane graziosa, sensibile, introversa, apparentemente tranquilla.
Quel qualcosa di fanciullesco che cʼè in Edoardo non può che corrispondere alla giovinezza di Ottilia.
E ben presto " la segreta attrazione e la forza della fantasia affermarono i loro diritti sopra la realtà", con una prepotenza tale che nellʼoscurità, nei momenti più intimi dei due sposi, " non era altri che Ottilia colei che Edoardo teneva fra le sue braccia; il fantasma del Capitano aleggiava o da presso o da lungi allʼanima di Carlotta, e così sʼavvinsero, lʼassente e il presente in soavissima mescolanza di voluttuosa eccitazione".
Cogliendo lʼoccasione della partenza del Capitano, Carlotta saggiamente propone di mandare Ottilia in collegio, ma Edoardo, di impeto, lascia la casa, rinunciando apparentemente alla felicità di amare la ragazza.
Le due donne restano insieme, in una calma apparente, senza però ritornare ad " una piena ed aperta armonia".
A risolvere la crisi matrimoniale, con un nuovo vincolo, potrebbe provvedere la nascita di un bambino, che ha tuttavia gli occhi di Ottilia e le fattezze del Capitano.
È la prova fisica dellʼadulterio, ed infatti è stato procreato proprio nella notte, in cui facendo allʼamore i due sposi pensavano ai propri amanti.
Lʼaffetto e la cura per il bambino riuniscono Carlotta ed Ottilia: " tutto sembra andare per la sua solita via, come accade anche nelle circostanze più straordinarie, quando tutto è in gioco, che pure si continua ancora sempre a vivere come se nulla fosse".
Nuovi personaggi entrano in scena, come un giovane e valente architetto, che avvolge di attenzione Ottilia.
Scompiglia la vita quotidiana la briosa figlia di Carlotta, allegra, tumultuosa, anche troppo.
Le due donne completano i progetti già avviati dal Capitano: il riordino del grande parco, lʼunificazione di diversi stagni in un lago, la costruzione di una nuova dimora in un meraviglioso punto panoramico, la ristrutturazione della chiesa parrocchiale.
La ricerca della perfezione pervade lʼazione dei personaggi e li spinge, persino, a ricostruire mirabilmente famosi dipinti con scene viventi, nelle quali si fa ammirare Ottilia.
Carlotta, per affetto per Ottilia o per un segreto desiderio di ricongiungersi con il Capitano, sarebbe disponibile ad accettare il divorzio e lʼunione di Edoardo con Ottilia.
Ma è la ragazza a rifiutarsi, con una scelta tutta spirituale, ma solo apparentemente convinta.
In questa parte del romanzo, al narratore esterno si affianca il diario della giovane: brevi annotazioni che alternano massime morali e romantiche riflessioni con la manifestazione del profondo struggimento di un giovanile animo innamorato.
Ed è la sconsiderata irruenza di Edoardo a far precipitare una situazione così fragile.Sorprende Ottilia in riva al lago in una sera autunnale, i due innamorati si abbracciano e " per la prima volta si baciarono apertamente, liberamente, e si staccarono con uno sforzo doloroso".
La ragazza rimane " imbarazzata e agitata".
Per ritornare al castello compie lʼimprudenza di utilizzare la barca, malgrado fosse insieme al bambino.
Per una serie di fortuite circostanze il bambino cade in acqua ed annega.
A questo punto il racconto giunge al suo inesorabile epilogo.
Ottilia, pur nellʼapparente serenità ed esprimendo idee di operosa espiazione, si dà la morte per inedia.
Goethe, che non era affatto religioso, chiude il romanzo con una sorta di santificazione della ragazza, ad indicare probabilmente una sua spiritualizzazione, la morte di Ottilia come elevazione morale.

Thomas Mann ha definito il romanzo " la più chiara fusione tra Eros e Logos, tra sensualità e moralità, tra immediatezza e riflessione...
opera tedesca di altissima civiltà morale".
La morte per inedia di Ottilia esprimerebbe " lʼobbedienza prestata alla legge dello spirito, che paga il suo tributo, con virile tragicità, alla norma etica".
Le affinità elettive sarebbero " una costruzione spirituale", un testo filosofico nella forma del romanzo, una sorta di manifesto della " missione moralizzatrice" della Germania, il suo " imperioso istinto".
Forse la Merkel ha troppo letto le affinità elettive quando chiede a noi italiani di fare i nostri compiti a casa: impersona lʼintento educativo della Germania verso i gaudenti popoli mediterranei.
Senza nulla togliere al grande scrittore, lʼinterpretazione di Mann immobilizza il libro nel passato, come testimonianza della storia del pensiero tedesco, mettendo in secondo piano ciò che ancora lo rende così moderno: " la storia della magica attrazione" tra anime affini che irrompe disastrosamente nellʼamicizia, nella stima reciproca, nelle istituzioni più sacre, come il matrimonio, e nel mondo ordinato ed elegante che cerchiamo disperatamente di costruire.
Ed Ottilia, prendendo il tutto troppo sul serio, è la vittima della superficialità e dellʼegoismo di alcuni, come Edoardo, e della noiosa sapienza di altri, come Carlotta, che, spesso, per troppa sicumera, non colgono in tempo il dramma delle persone come Ottilia, fragili e sensibili.

Accanto ai personaggi, un altro protagonista è il paesaggio.
In esso e nel continuo tentativo di ricostruirlo secondo un disegno umano si esprime la contraddizione tra presente e passato.
Il presente vorrebbe dare a tutto un ordine maggiormente armonioso e razionale, il passato ci riporta la spontaneità della natura, mezzo anche per la trasmissione dei ricordi.
Dando una nuova e più adeguata sistemazione al cimitero, Carlotta offende senza volerlo la devozione dei defunti, perché i parenti erano abituati a visitarli sepolti in altri luoghi, anche se dispersi in modo disordinato nel campo santo.
È come se si perdesse la nozione del tempo e con essa la memoria, così legata ai luoghi conosciuti e al loro tradizionale disordine.

Il limite del romanzo risiede nelle frequenti dissertazioni di carattere filosofico e morale.
Soprattutto nella seconda parte del racconto, dopo che Edoardo ha lasciato la casa, le divagazioni appesantiscono e frammentano la lettura, scomponendo lʼunità complessiva, danneggiando il ritmo narrativo e lʼapprofondimento psicologico dei personaggi.
Anche Goethe ha fallito nel costruire lʼopera perfetta.

Perché leggerlo ? La storia e i personaggi sono estremamente moderni, se ci si lascia avvincere dalla trama.

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