Tra i migliori che ho letto!
ma non lo rileggerei

E non disse nemmeno una parola

scritto da Boll Heinrich
  • Pubblicato nel 1953
  • Edito da Oscar Mondadori
  • 217 pagine
  • Letto in Italiano
  • Finito di leggere il 10 luglio 2012

Siamo nella Germania degli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale.
Le ferite della guerra sono ancora evidenti, fisiche e psicologiche: distruzioni, miserie, ricordi degli orrori del conflitto e nessuna speranza per il futuro.
Fred, telefonista presso lʼarcivescovado della città, ha lasciato il tetto domestico, dove abitano sua moglie, Kate, e i suoi bambini, dopo che si è trovato a scaricare la propria rabbia sui figliuoli, picchiandoli.
Non regge più, infatti, la ristrettezza e la desolazione dellʼunica camera in cui vivono.
Dedito al bere, vaga per la città ed organizza incontri clandestini con la moglie, in squallide camere dʼalbergo, in parchi e tra cortili abbandonati.
Il racconto è appunto costruito intorno ad uno di questi incontri, mediante la narrazione intervallata di Fred e di Kate.
In tal modo è possibile conoscere i due differenti punti di vista: la disperazione di Fred e la stanchezza di Kate.
Malgrado lʼamore reciproco, li separa ormai il modo diverso con il quale hanno reagito alle angustie.
Kate è sostenuta da una profonda religiosità, basata su un rapporto diretto con Dio.
" Dio solo parve rimanere con me in quel malessere che mi sommergeva il cuore, mi riempiva le vene, circolava dentro di me come il mio stesso sangue .....
fui presa da una grande indifferenza verso tutti loro e con me non rimase più altro che la parola di Dio".
In Fred la religione non è conforto ma anzi ulteriore prova della falsità e della vacuità che domina il mondo; per lui non rimangono che un male oscuro, una cupa disperazione esistenziale, un monotono succedersi di visite allʼosteria, di pranzi frettolosi e di ricerca disperata di soldi, da spendere spesso nel bere.
Sono ormai due estranei o lʼamore è più forte della desolazione ? La conclusione del romanzo fa propendere per il primo esito.
In alcune pagine di grande efficacia, lʼautore rappresenta magnificamente il senso di una lontananza crescente.
Dopo una notte nella quale Kate ha comunicato a Fred lʼintenzione di lasciarlo, lʼuomo, chiuso in una sorda rassegnazione e in una passività angosciante, cammina senza meta e scorge una donna " non più giovane, ma bella, vedevo le sue gambe, la gonna verde, la consunta giacchetta bruna, vedevo il cappello verde, ma soprattutto il profilo mesto e soave .....
e a un tratto seppi che era Kate.
Poi mi riapparve estranea .....
era lei, ma era diversa da come la ricordavo ....
così ce ne andavamo lʼuno dietro lʼaltra, pensando entrambi ai bambini, e io non avevo il coraggio di raggiungerla, di rivolgerle la parola".

Il romanzo è stato interpretato in vari modi: un racconto erotico, dove il lettore aspetta con suspense la scena dʼamore tra marito e moglie, ritornati amanti clandestini; una riflessione sulla perdita di senso della religione e in generale dei valori dopo una guerra; la descrizione di una città martoriata, dove i sopravvissuti vagano in una lotta continua per vivere e quindi la rappresentazione della Germania mutilata.
A questʼultima interpretazione farebbe convergere la narrazione impastata fino allʼinscindibile della follia, le visioni, i rumori, la pubblicità e le canzonette della grande città in cui vivono i protagonisti.
A me sembra, invece, che il romanzo vada letto nel modo più semplice.
È una storia dʼamore che non sopravvive, malgrado tutto, alla miseria, perché Fred e Kate reagiscono con una differente forza morale alla desolazione propria e a quella della società.
Kate guarda ancora al futuro pur allʼinterno di un profondo malessere, Fred si lascia trascinare, compiacendosi, in un atteggiamento vittimistico e auto distruttivo.

La trama narrativa, esile e povera, è sorretta da uno stile estremamente efficace.
Le parole, scarne ma incisive, e la struttura sintattica essenziale sono la prova evidente di come si possa costruire un complesso racconto senza perdersi nella ridondanza del linguaggio.

Perché leggerlo ? È molto attuale, in quanto descrive il senso di spaesamento dinanzi ad una società che si va dissolvendo e ancora non si vedono le tracce di quella emergente.

Altre recensioni che potrebbero interessarti

Opinioni di un clown

Boll Heinrich

I solitari dell'oceano

Salgari Emilio