Gradimento Medio
e non lo rileggerei

The given day

scritto da Lehane Dennis
  • Pubblicato nel 2008
  • Edito da Harper Collins
  • 702 pagine
  • Letto in Inglese
  • Finito di leggere il 06 settembre 2009

Siamo a Boston nel 1919, a conclusione della prima guerra mondiale.
I protagonisti del romanzo sono Danny, un poliziotto appartenente ad una famiglia bianca tradizionale, il cui capo famiglia è un importante ufficiale del dipartimento di polizia, e Luther, un uomo di colore, che potrebbe essere un formidabile giocatore di baseball, ma, perché negro, deve rassegnarsi ad umili lavori.
Si tratta, quindi, di una società americana molto stratificata, nella quale sono chiari i rapporti tra le classi sociali e tra le diverse etnie.
Entrambi i due protagonisti si sentono a disagio in questo contesto sociale così rigido.
Danny vive nel quartiere italiano ed è interessato dai sommovimenti sociali ed ideali che caratterizzano gli anni immediatamente successivi alla fine della seconda guerra mondiale.
Dapprima si tratta di una semplice curiosità, ma presto si trova sempre più coinvolto.
Viene inviato come spia in gruppi di anarchici e bolscevichi, per scoprire che essi chiedono solo una società più giusta..
Nel frattempo partecipa alle riunioni dei poliziotti che richiedono un salario più equo e condizioni di lavoro meno pesanti.
Ne diviene ben presto il leader.
A sua volta Luther è costretto a fuggire dalla sua città, dove lascia una moglie e un figlio, perché ha ucciso dei delinquenti.
Viene a Boston e lavora presso la famiglia del padre di Danny: viene ricattato da un poliziotto cattivo, lo vuole coinvolgere nella costruzione di prove in grado di incolpare di attività sovversive la comunità negra.

Come si può vedere da questa breve sintesi, la storia è particolarmente complessa ed è ricca di colpi di scena, come nei migliori thriller americani.
Essa si conclude in modo drammatico con lo sciopero dei poliziotti di Boston del 1919, che lascia la città per due giorni in balia di criminali, piccoli delinquenti e sovversivi.
Danny ne uscirà sconfitto, in quanto come capo dei poliziotti in sciopero viene accusato di avere spinto i propri colleghi ad abbandonare il servizio ( in realtà sono stati gli intrighi dei politici a lasciare abbandonata la città).
Allʼinizio del romanzo Danny pensa che questo mondo è dominato da persone come suo padre ( gerarchico, autoritario, per quale tutti devono stare al proprio posto) ma ha capito che questo non è un mondo vero e giusto.
"- Ti dirò, Luther, è stato un anno terribile-.
Luther pensò indietro al suo proprio anno e ciò lo fece ridere, ridere veramente.- Che cosa-, disse Danny, Luther gli diede la mano:- tu ed io insieme- Che cosa pensi di fare, rispose Danny, quando ogni cosa che hai fatto nella tua vita si rivela una maledetta bugia ? Costruire una nuova vita.
Immagino" rispose Luther.

Lʼelemento più interessante del libro è che un tema sociale, quale il grande sciopero di Boston del 1919 e la nascita del movimento sindacale americano, venga trattata nella forma del thriller, rendendo avvincente e veloce la narrazione.
Come tutti i thriller americani, alla fine si rivela prolisso, ridondante e anche confuso.
Molti degli spunti si perdono nella montagna di pagine e lo stile, colloquiale e tipicamente americano, non aiuta la tenuta del ritmo, in quanto più adatto a narrare colpi di scena che ad approfondire i caratteri e le situazioni.
Tutto rimane troppo in sospeso.

Perché leggerlo ? È interessante il contesto per noi europei che non conosciamo la storia americana.

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