Gradimento Medio
e non lo rileggerei

Abito da sera

scritto da Mishima Yukio
  • Pubblicato nel 1967
  • Edito da Mondadori
  • Letto in Italiano
  • Finito di leggere il 26 settembre 2015

Il romanzo è ambientato in Giappone negli anniʼ 60, quando lʼalta e media borghesia si americanizza, civetta con i costumi occidentali, protesa ad allacciare relazioni internazionali.
Ayako è la figlia di un piccolo ma rampante imprenditore farmaceutico: ha dei lineamenti "amabili".
"Su quei lineamenti, anche con un trucco alla moda, aleggiavano armonia e freschezza, e il suo viso, in alcun modo paffuto, dava lʼimpressione che vi affiorasse qualcosa dʼinteriore" Ha un carattere pacato, composto e razionale,"ma Ayako non era affatto ottusa, era solo che le mancava lʼinclinazione a entusiasmi momentanei e a enfatizzare le passioni".
La giovane frequenta un circolo ippico alla moda, dove conosce Donna Takigawa, vedova di un esponente dellʼalta burocrazia giapponese.
Con un espediente la donna le fa conoscere il figlio, Toshio, che lei stessa descrive come "egocentrico, egoista, caparbio, caustico, insomma un giovane leone".
Ed invece Toshio ha una rappresentazione di sé totalmente differente, una sorta di robot, rigido e in qualche modo eterodiretto dalla madre.
Si combina il matrimonio, accettato di buon grado dai due ragazzi, in parte perché si piacciono ed in parte per ubbidire al desiderio dei genitori.
La luna di miele rafforza il loro legame, che si evolve da semplice simpatia a passione, vero e proprio innamoramento.
Sembrerebbe quindi una bella favola, sulla quale irrompe Donna Takigawa, insinuando un presunto tradimento di Toshio: insinuazione che sconvolge Ayako.
Ma chi è Donna Takigawa ?.
È quella che veniva chiamata una vedova "allegra", ricca e potente, ama smisuratamente il bel mondo, i ricevimenti e le relazioni sociali.
Dietro un volto tenero ed affettuoso si nasconde un "innocente malanimo, (...) una donna sgradevole", una doppia personalità.
Una sera i due ragazzi sono invitati ad un ricevimento da Donna Takigawa.
Ma proprio sulla porta di casa Toshio scopre lʼincredibile menzogna e decide di ribellarsi e di non andare dalla madre; Ayako cerca di opporsi, poi ubbidisce al marito e lo segue a mangiare in una modesta trattoria.
È uno scandalo; offesa, umiliata e piena di rabbia, Donna Takigawa pretende che divorzino, accusando la nuora di mancanza di rispetto nei suoi confronti.
Come si risolve la questione ? Non certo mandando a quel paese lʼintrigante suocera né facendo spallucce e continuando per la propria strada.
Siamo in un mondo di convenzioni ed anche di interessi, Donna Takigawa è ricca e potente.
Toshio va da una principessa della Corte Imperiale, chiedendole se si può fare accompagnare dalla madre in un viaggio alʼestero.
"In quel tipo di conversazioni, Toshio giocava in casa, un gioco che i giovani di oggi non saprebbero mai imitare" La principessa sa benissimo i motivi della visita, ma "il suo sembiante rimase imperturbabile, tinto di una tenera comprensione, incantevole come un cielo allʼalba, poi con tono chiaro e deciso", accondiscende alla richiesta del giovane, ad una sola condizione: i due ragazzi debbono mostrare verso Donna Takigawa "una tenerezza sincera, (...) chiedendo perdono con garbo, anche se sua madre lo reputasse inaccettabile".
Insomma le convenzioni vanno sempre rispettate, anche se si è usato lʼinganno per aggirarle.

Il racconto si presta a molte interpretazioni.
Quello che è chiaro è che i due giovani subiscono una trasformazione: pur appartenendo entrambi ad una classe sociale dominata dalla forma, prima del matrimonio erano due giovani schietti e sinceri; per sopravvivere diventano anchʼessi due "sembianti" e a cambiarli sono le inquietudini e la paura.
"Forse il matrimonio era una scuola dove si insegna la menzogna della vita", perché bisogna "prevedere le reazioni del mondo esterno da ogni angolazione, come se le porte su tutti i lati di una stanza, prima ermeticamente chiusa, si fossero spalancate".
Dʼaltra parte non cʼè alternativa per la povera Ayako, "avrebbe potuto diventare un uccellino che vola via, affidando la sua ombra a quella pianura, Ma lì cʼera il vuoto e le faceva paura, neanche un ramo dʼalbero su cui far riposare le ali".

Il racconto è elegante e sottile, ma superficiale: si aprono molte finestre sui protagonisti, che piacerebbe approfondire, ma restano soltanto spiragli; lʼautore corre subito via verso qualche cosʼaltro.
Preso dalla critica alla società giapponese, alla sua esasperata americanizzazione, lʼautore trascura quelli parti del romanzo, che più attirano il lettore: come le convenzioni sociali facciano perdere lʼautenticità e la gioia spensierata di vivere.

Perché leggerlo ? Si legge con grande piacere, per lo stile narrativo e perché ci si affeziona subito ad Ayako.

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