Componimento Poetico

Oh sì, accarezza dolcemente, sfiora, da "Cento quartine e altre storie d’amore" 1997

Oh sì, accarezza dolcemente, sfiora,
ma minaccia ogni furia e ogni violenza
lentamente... non dentro, non ancora...
portami a poco a poco all'incoscienza.

C'è un solo incontro e non c'è un solo addio
e devo sempre stare sul chi vive:
nel grande cimitero dei miei io
vivo una vita tutta recidive.

Giura che mi terrai nuda e legata
per una notte intera, a luci spente;
che se mento sarò martirizzata
a mezzogiorno, irrevocabilmente.

In questa stanza che non ha più uscita
come stormisce il sangue, e al suo stormire
è il mio turno di vivere... di vita...
io so che sai che cosa voglio dire.

Fa presto, immobilizzami le braccia,
crocefiggimi, inchiodami al tuo letto.
consolami, accarezzami la faccia,
scopami quando meno me lo aspetto.

Ora tace sospeso il firmamento,
e la notte si adagia in un languore,
un fluire di pace e sentimento
che dà non lieto non triste dolore.

Commento del 6 febbraio 2024

Con un ritmo che richiama le laudi del Duecento, Valduga descrive un legame sentimentale che si appoggia fortemente sulla passione sessuale. E’ un fluire di sensazioni che alterna dolcezza, erotismo e violenza, in una successione scandita da strofe quaternarie; esse descrivono i diversi momenti di un’ascesa al culmine dell’amore. La seconda e l’ultima di queste stanze aprono uno squarcio sulla dimensione esistenziale della poetessa. “C’è un solo incontro e non c’è un solo addio/(…) nel grande cimitero del mio io”: questo passaggio pare indicare la fugacità dell’amore e la funzione di quest’ultimo come uscita dalla solitudine e dalla sofferenza. C’è un’altra strada di là del sesso? Negli ultimi versi, splendidi nella loro armonia, raggiunto il culmine, tutto tace e “si adagia in un languore”, è un fluire che riporta a un dolore né lieto né triste; insomma, anche la passione amorosa non dà la felicità.

Sotto il velo dell’erotismo emerge di continuo un’anima sofferente, alla costante ricerca di un riferimento solido, ma irraggiungibile; un’utopia di vita che riflette la fragilità di una donna coraggiosa, libera e trasparente nella sua espressività, ma come bloccata nell’età adolescenziale. Valduga ha trovato il buon maestro?

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