Componimento Poetico

Le farfalle da "Viaggio d'inverno" 1971

Perché le farfalle vanno sempre a due a due
e se una si perde entro il cespo violetto
delle settembrine l’altra non la lascia ma sta
sopra e vola confusa che pare si sbatta
contro i muri di un carcere mentre non è che questo
oro del giorno già in via d’offuscarsi
alle cinque del pomeriggio avvicinandosi ottobre?
-- Forse credevi d’averla perduta ma eccola ancora
sospesa nell’aria riprendere l’irragionevole moto
verso le plaghe che l’ombra più presto fa sue
dei campi vendemmiati arati della domenica:
tu non hai che a seguirla incontro alla notte
come l’attendesti nel lume inquieto del sole
finché fu sazia del succo di quei fiori d’autunno.

Commento del 14 dicembre 2024

La descrizione, fantastica e reale, delle farfalle che vanno in coppia è l’espediente per porsi una domanda: il legame tra le persone ha la forza che lega i due insetti? E’ una questione che s’inquadra nelle ombre di un autunno incipiente, metafora della vecchiaia e della melanconia. Se l’avvio della poesia poteva dare alito al paesaggio parmense, così caro al poeta, come oggetto del racconto, l’improvviso rivolgersi a una persona chiarisce come Bertolucci parli di una relazione; sta dicendo alla persona amata di non ingannarsi, un momento di lontananza non vuol dire che il legame si stia rompendo, si fa, forse, più affievolito perché si è lontani; è sufficiente mettere la stessa passione di quando si era vicini, e di avere il coraggio di andare verso l’ignoto. Non c’è in Bertolucci la nostalgia per il mondo della sua infanzia, la campagna parmense; c’è, invece, una meravigliosa capacità di trasportare con la fantasia la placidità agreste nella nuova esistenza, quella romana.

Colpisce della poesia la quasi totale mancanza della punteggiatura: ci sono un interrogativo e un punto e virgola, ma il segno fondamentale è la linea di separazione, a indicare la discontinuità tra le due stanze. All’interno di queste poche sospensioni i versi si susseguono senza rotture, costringendo il lettore a trovare il ritmo, aperto a ogni interpretazione e adattabile a ciascuno orecchio. E’ un piccolo esempio di grande bravura stilistica.

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