Componimento Poetico

In memoria

Splendida
poesia sul migrante, di ogni tempo e di ogni luogo ! Dinanzi ad un tale capolavoro non si trovano
le parole per un commento, sarebbe meglio rileggere e riascoltare le parole per
perdersi nelle loro suggestioni.

Sin
dall'inizio veniamo a conoscenza che Moammed si è ucciso e sappiamo anche i
motivi: "perché non aveva più patria". Non è solo un fatto anagrafico, Moammed
vuole essere francese, ma non lo è, e nel contempo non è più neanche un nomade:
"non sapeva più vivere nella tenda dei suoi". E' un apolide, di nessun paese e
di nessuna cultura. Ma
soprattutto Moammed non accetta questo stato; ed ecco un verso incredibilmente
evocativo: " e non sapeva sciogliere il canto del suo abbandono". A
questo punto il poeta introduce sé stesso. E' lui che lo ha accompagnato al
camposanto dall'albergo dove abitavano, in un "appassito vicolo in discesa". "E
forse io solo so ancora che visse": con poche parole il poeta esprime il
massimo abbandono, quello del defunto.

mso-fareast-font-family:"Times New Roman";mso-ansi-language:IT;mso-fareast-language:
IT;mso-bidi-language:AR-SA">E' inutile richiamare l'attualità di questo
componimento. Va detto che solo Ungaretti, esule tutta la vita, poteva essere capace
di esprimere la condizione esistenziale del migrante.

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