Archivio Libri

Barriera
RecensioneItaliano

Barriera

Barriera è un sobborgo di Torino a circa due chilometri dal centro: un tempo paese operaio, ora un quartiere multietnico con una diffusa micro criminalità e luogo di spaccio di droghe. > Barriera non cambia mai. (...) Le famiglie vanno al supermercato o al centro commerciale. I vecchi al cimitero. I poveri al mercato degli accattoni. I cinesi in negozio. Gli spacciatori senegalesi ai loro angoli. Le prostitute nigeriane e moldave a dividersi gli altri. Qui, tutto quello che puoi diventare è un'etichetta che ti hanno dato. Un'etichetta che non ti levi . Se in «Il lato oscuro della Luna» (vedi la recensione in questo sito), Marco Magnone e Fabio Gedda avevano raccontato una sfortunata storia d'amore tra due adolescenti nella Berlino ancora divisa dal Muro, qui il centro del racconto è la relazione tra due fratelli: Malik, il più grande, appena uscito da prigione, «porta con sè ferite che non fanno in tempo a fare cicatrici, ti uccidono e basta»; Yasin è gentile, magro e poco muscolare, completamente diverso dal fratello; ma Malik > era il super eroe. Il mio. Anche quando è finito dentro. Anche quando, dopo essere uscito, se n'è andato da casa senza dire nulla. Ecco perché quando mi ha offerto di andare a stare da lui, ripartire da capo, insieme, ci sono cascato subito. Perché eravamo di nuovo io e lui. A fare cavalluccio. A combattere i cattivi. Ora invece . Malik è diventato uno spacciatore e vende una pericolosa droga sintetica per conto di un' organizzazione criminale nigeriana; in questo modo ha causato la morte di una ragazza, con la quale Yasin ha avuto il suo primo incontro d'amore. «L'hai uccisa tu, (...) con quelle maledette pasticche» grida Yasin, > Ora sono io a fare un passo verso di lui. E ad alzargli la voce contro, per la prima volta nella mia vita . Yasin chiede al fratello di andare dalla polizia per denunciare le organizzazioni criminali per le quali lavora. Sarebbe troppo bello se Malik andasse realmente alla polizia, la cultura della violenza è troppo radicata in lui per affidarsi alla legge. La struttura narrativa è simile a quella adottata nel precedente romanzo: gli eventi sono raccontati da entrambi i fratelli in specifici capitoli che si susseguono in modo alternato. Così la storia è vista da diversi punti di vista, ma risulta molto spesso ripetitiva e frammentata, perdendosi il senso complessivo. Inoltre, la violenza è il tratto distintivo di questo libro, talvolta a Castagna e Magnone piace soffermarsi su scene brutali dove il più forte vince sempre; si pensi alle lotte di pugilato e all'ambiente delle palestre, quasi edificanti nei suoi personaggi, rissosi ma valorosi. Mentre in «Il lato oscuro della Luna» prevale un senso di malinconica dolcezza, anche se senza futuro, qui non c'è più speranza, gli adolescenti sono dinanzi al niente: Barriera è una metafora del nostro presente, > soltanto il maledetto freddo che morde duro. E le sagome delle fabbriche abbandonate che spuntano qua e là come dal nulla . La scrittura è caratterizzata da frasi brevi che danno poco spazio alla descrizione dell' ambiente e dei personaggi; se quest' approccio riflette la durezza della storia, non aiuta ad approfondire il dramma di Malik e Yasin e della loro fratellanza distrutta. L'ampio uso del punto e le frasi frequenti senza il verbo rendono più facile la lettura, chiaramente destinata ad adolescenti, ma impoveriscono il linguaggio e, dobbiamo ammetterlo, non tutti sono Cesare Pavese (vedi la recensione di «La casa in collina» in questo sito). Perché non leggerlo? Frammentario e superficiale

Il bibliotecario
RecensioneItaliano

Il bibliotecario

> LʼURSS terrena era un grezzo corpo imperfetto, ma nei cuori dei vecchi romantici e dei bambini delle città felici esisteva separatamente il suo ideale artistico: lʼUnione Celeste. Con la scomparsa degli spazi mentali, era morto anche lʼinanimato corpo geografico . Il dissolvimento dellʼUnione Sovietica non è stato solo uno sconvolgente fenomeno politico ed istituzionale, ma ha generato una profonda lacerazione, psicologica e culturale, nelle coscienze. Nella Russia attuale piccole comunità cercano di ritrovare una identità leggendo i libri di uno scrittore scomparso. Sono sei libri, che, letti solamente nella loro versione originale, sono in grado di trasmettere sentimenti ed energie positive. Questi gruppi, le piccole chiamate sale di lettura e le più grandi biblioteche, lottano tra loro per difendere i propri libri ed accaparrarsene altri. Le battaglie, sempre cruente, vengono condotte secondo i modi e le regole degli eserciti medioevali, dei feudatari che dominavano nella Russia pre - zarista. Aleksej, un giovane disorientato e senza una chiara prospettiva del proprio futuro, si trova coinvolto, suo malgrado, nelle lotte sanguinose tra le diverse comunità, in quanto eredita la funzione di Bibliotecario alla morte dello zio, che ricopriva questo ruolo in una piccola sala di lettura. Aleksej non ha certo un animo guerriero, ma deve acquisire il coraggio e la fermezza che gli sono necessarie per condurre il suo gruppo negli scontri con le altre bande. E in realtà il libro è un succedersi di combattimenti, descritti minuziosamente dallʼautore. Il più importante di essi, e quello decisivo per il futuro del protagonista, si svolge in una foresta. La piccola sala di lettura di Aleksej si è rifugiata in un villaggio, ormai abbandonato, ed in particolare nel Consiglio del Villaggio, laddove si riuniva lʼassemblea degli anziani nella Russia zarista e il soviet nel periodo dellʼUnione Sovietica. Qui numerose bande, comandate da una vegliarda malefica, attaccano il gruppo di Aleksej cantando inni osannanti le imprese eroiche dei soldati e degli operai della Russia sovietica. La descrizione della battaglia ricorda lʼIliade: pochi valorosi tengono testa a centinaia di assalitori, per essere poi trucidati, salvo Aleksej. Il giovane viene catturato e condotto in una casa di riposo, di cui hanno preso possesso le anziane ospiti, rinvigorite dalla lettura dei sei libri e dopo aver massacrato il personale.Il protagonista viene rinchiuso in una cella a leggere, e a rileggere, tutti i sei libri. Ed allora si realizza il destino di Aleksej: essere lʼicona vivente, il depositario eterno dellʼanima della grande madre Russia. > Se è libera la Patria, inviolabili i suoi confini, significa che il bibliotecario Aleksej Vjazincev monta tenacemente la guardia nel bunker sotterraneo, instancabilmente tesse il filo del manto protettivo dellʼIntercessione steso sopra il Paese. A difesa dei nemici visibili ed invisibili . Sono veramente due spunti geniali lʼʼidea di piccole comunità dedite alla salvaguardia del patrimonio storico di un paese e il richiamo alla potenza del libro nel risvegliare e rinforzare le coscienze. In un mondo frammentario e violento cosa ci rimane se non la solidarietà degli amici e la difesa del passato? Ma ciò non può portare ad un nuovo Medioevo? Il problema è che ben oltre la metà delle pagine del libro sono dedicate alla descrizione di scontri feroci, di combattimenti sanguinari, mentre uno spazio modesto, e sicuramente insufficiente, viene lasciato alle vicende dei personaggi e al loro rapporto con i libri. La trama narrativa ne risente pesantemente, diventando prolissa, noiosa e ridondante. La conclusione emerge stanca e confusa, lasciando il lettore esausto dalla lettura di troppe battaglie. Insomma si tratta di unʼoccasione perduta. Perché non leggerlo? Se non si amano le scene di guerra, è meglio non leggerlo.

Michail ElizarovAtmosphere Libri