Ti prego lasciati odiare
Ben tornata superficialità! Il romanzo è una moderna favola dʼamore, con tutti i suoi ingredienti: la piccola cenerentola, nei panni di una ragazza progressista ed arrabbiata; il principe azzurro, ma indipendente ed impegnato nella carriera; la contrapposizione tra valori borghesi e mondo aristocratico, il tutto nella moderna Londra delle banche dʼaffari.
La protagonista, ed anche narratrice del racconto, è Jenny.
Nata da una famiglia vegana, animalista, pacifista ed anti capitalistica, Jenny ha abbracciato la carriera dellʼavvocato fiscale, non tradendo del tutto i valori dʼorigine ( lei è soltanto vegetariana!), ma decidendo di avere una propria vita, che non ricalchi la tradizione familiare.
Si è creata una immagine di sé di donna forte e «tutta cervello», conducendo storie sentimentali fallimentari con uomini, colti, di «sinistra», che piacciono tanto alla sua famiglia, ma non a lei.
Nella banca dʼaffari dove lavora, e dove è molto apprezzata, porta avanti da alcuni anni una «guerra» con Jan, cadetto di una alta locata stirpe, brillante, ma vanesio, arrogante e antipatico.
Jenny deve ammettere che è un uomo affascinante, ma la provenienza di Jan, i suoi atteggiamenti, insieme con lo spirito competitivo che anima la ragazza, la portano ad un vero e proprio astio verso il bellʼaristocratico.
In una ormai famosa lite, Jenny, impetuosa comʼè nel suo carattere, è arrivata a rompere il nobile naso di Jan.
Non possono quindi lavorare insieme.
Ma un importante cliente ha chiesto di essere seguito da entrambi e quindi i due, loro malgrado, si trovano ad «essere un team».
Come cʼera dʼaspettarselo, la «magica attrazione», di cui parla Goethe nelle Affinità Elettive, ha la meglio sulla differenze di carattere, di idee, di status sociale e sullo spirito competitivo di entrambi.
Jenny e Jan si trovano in situazioni nelle quali si verifica una crescente vicinanza fisica: un palpeggiamento casuale, ma che dà strane vibrazioni, un bacio simulato ( per far dispetto alle corteggiatrici di Jan), un bacio non più simulato sino ad un rapporto dʼamore.
È come mangiare qualcosa che sai ti farà male allo stomaco, ma a cui non riesci proprio a resistere
.
«La corazza», che la ragazza si è creata, si scioglie come in unʼonda, fra le braccia di Jan.Ma se non voleva farsi conquistare dal suo principe azzurro perché, quando deve uscire con Jan, si lascia convincere dalle amiche a vestirsi in modo provocante e sensuale? Il finale è scontato: i due si sposano con una cerimonia sontuosa (500 invitati).
La ragazza afferma il suo spirito «proletario» non vestendo il velo, ma accetta di portare gli splendidi gioielli della famiglia del marito.
Un giusto compromesso tra idee socialiste e quelle aristocratiche!
Il pregio fondamentale del romanzo è lo stile: delicato, ironico, soffuso.
La narrazione si basa fondamentalmente sui dialoghi, intercalati dalle sensazioni, più che riflessioni, di Janny.
E sono proprio la leggerezza e lʼeleganza, con la quale lʼautrice racconta il progressivo cedimento della ragazza alle lusinghe dei sensi, a costituire lʼelemento piacevolmente attrattivo del romanzo.
Peccato che non ci sia suspense: tutto è già scontato, senza colpi di scena o reali momenti di rottura in una trama narrativa, troppo debole per avvincere.
Un altra occasione mancata è il contesto.
Lʼambiente delle banche dʼaffari, con le loro spietate regole di carriera e di competizione, resta sullo sfondo; anzi, in certi casi, risulta inverosimile, basti pensare alla figura del capo, troppo comprensivo per essere reale.
Perché leggerlo? Se si ha bisogno di leggerezza, si legge con piacere.
