Il segreto della Hudson Queen

finito di leggere il: 28 luglio 2026

Editore

Iperborea

Anno

2020

Pagine

462

Lingua di Lettura

Italiano

Sconsiglio vivamente

Il segreto della Hudson Queen

È singolare commentare questo romanzo subito dopo aver letto "La perla sanguinosa" di Emilio Salgari (si veda la recensione in questo sito): una strana coincidenza, quasi che le perle siano portatrici di avventure e disgrazie. Ed infatti quando Sally Jones e il Capo trovano una collana di perle nascosta in uno scomparto segreto nella ruota del timone della loro nave, Sally, con la sua saggezza di scimmia intelligente, prova

una sensazione sgradevole alla bocca dello stomaco. (...) Le perle della collana (...) sembravano emanare dall'interno una luce tenue e misteriosa.

A differenza del fantastico ambiente salgariano, qui le perle ci conducono nel "sottosuolo" delle città marinare: bassifondi violenti e pericolosi per la nostra scimmia, apparentemente fragile e indifesa. La storia riprende dal punto in cui l'abbiamo lasciata nel romanzo precedente (si veda la recensione di "La scimmia dell'assassino" in questo sito); ma qui manca la sorpresa perché già conosciamo Sally, e non abbiamo il fascino della Lisbona marinara e piratesca né assaporiamo l'intrigo del Noir. Il racconto si svolge a Glasgow. Sally e il Capo vanno alla ricerca della presunta proprietaria delle perle, l'orfana Rose, abbandonata bambina dal padre e alla quale quest'ultimo voleva donare il gioiello per riscattarsi. Si trovano immersi nella malavita della città inglese: il Capo è costretto a comandare una nave che fa contrabbando di alcol con l'America, Sally è tenuta prigioniera come ostaggio da una banda criminale. Vessazioni, scontri tra gruppi malavitosi, vita notturna con la sua violenza, persino spettacoli di boxe si susseguono, coinvolgendo la povera e impaurita Sally, oggetto di curiosità, irrisione e sfruttamento. Sally è custodita da Bernie il Macellaio: grosso ragazzone un po' stupido, noto per le sue rabbie improvvise e incontrollate, lui stesso vittima delle beffe e delle angherie degli altri criminali, persino della stessa sorella. Ed è l'amicizia tra Sally e Barnie il fulcro della storia. Sally ha molte occasioni per fuggire ma resta per aiutare il povero Bernie, per non lasciarlo solo, per difenderlo e salvarlo. Dinanzi all'incendio della casa dove poteva morire la sorella, Bernie prese lo slancio per gettarsi anche lui nel fuoco, ed allora

lo cinsi con le mie lunghe braccia, (...) lo presi subito per un braccio e lo ricondussi sul ponte, lontano dall'edificio in fiamme.

La saggia e buona Sally si riscopre non più fragile, ma madre del grosso Barnie.
Quanto siamo distanti dall'atmosfera misteriosa e malinconica de "la scimmia dell'assassino"! Tutto il fascino del precedente romanzo si è dissolto in una trama prolissa, in cui i colpi di scena non riescono a dare ritmo alla narrazione. Si va avanti lentamente, sperando di ritrovare i personaggi, le vicende e la scrittura che ci avevano ammaliato così tanto. È una ricerca vana; solo l'amicizia tra Sally e Bernie ci salva da una completa delusione, ma è un rapporto solo accennato, poco approfondito, che non coinvolge.
Perché non leggerlo? È noioso.

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