Profilo Autore

Patrizia Cavalli

Patrizia Cavalli è stata una poetessa e scrittrice italiana.

Poesie

Mi ero tagliata i capelli, scurite le sopracciglia da "Il Cielo 1981"

Mi ero tagliata i capelli, scurite le sopracciglia, aggiustata la piega destra della bocca, assottigliato il corpo, alzata la statura. Avevo anche regalato alle spalle un ammiccamento trionfante. Ecco ragazza ragazzo di nuovo, per le strade, il passo del lavoratore, niente abbellimenti superflui. Ma non avevo dimenticato il languore della sedia, la nuvola della vista. E spargevo carezze, senza accorgermene. Il mio corpo segreto intoccabile. Nelle reni si condensava l’attesa senza soddisfazione; nei giardini le passeggiate, la ripetizione dei consigli, il cielo qualche volta azzurro e qualche volta no. Commento del 19 ottobre 2024 La confusione di generi, sentirsi uomo e donna nello stesso tempo, o soltanto giocare a essere dell’altro sesso, sono temi affrontati da Patrizia Cavalli con l’usuale delicatezza, una dolce e malinconica accettazione della confusione. Si può essere dell’uno e dell’altra parte? La poesia si apre con la vestizione da ragazzo: piccoli adattamenti del corpo alla nuova condizione, con quella visione che vede il maschio come un fisico longilineo, eretto, senza l’ammiccante sinuosità della bocca. Poi, “il mio corpo segreto intoccabile” torna a emergere, e lo fa nei piccoli tratti, in quell’ atteggiamento tutto femminile di spargere “carezze senza accorgersene”, o in modo più misterioso, almeno per noi maschi, in quel modo di porgere la sedia, in quegli occhi lievemente voluttuosi. Non resta che la solita esistenza: “l’attesa senza soddisfazione”. Stilisticamente il componimento fa perno su quel “ecco ragazzo ragazza”, che anche graficamente rompe il ritmo. Una ricca punteggiatura dà cadenza alla poesia. L’uso frequente del punto, ad eccezione dell’ultima stanza, dà incisività alla narrazione, quasi a riflettere una decisione irrevocabile, anche se contradditoria. Lo stile diviene più sommesso nell’ultima stanza, con quel punto e virgola che separa la desolata constatazione dal suo svolgimento.