A mia Insaputa da " Sguardo dalla finestra d'inverno" 1998
Vorrei per una volta tutti della mia vita i volti s’affollassero, e uno in particolare contro l’invetriata senza desideri. Sorridono e all’implorante “Vi aspetto, tornate !” socchiuso lasciano il battente, neanche spettasse a me seguirli (chi qua chi là scomparendo) o fossi dei loro, senza saperlo. Commento del 5 marzo 2018 Le persone amate, gli amici, le donne e gli uomini che hanno fatto parte della nostra vita, pian piano si dileguano, o perché sono morti o, più spesso, perché si allontanano, anche dalla nostra memoria. Eppure, talvolta, ci assale il desiderio di rivederli: una barriera ci separa, tuttavia, e noi sbattiamo “contro l’invetriata senza desideri”. Sono come delle figure eteree, una sorta di fantasmi, che lasciano socchiusa la porta e devo essere io a cercarle, anche se continuamente scompaiono e ricompaiano. Ma sono figure distinte o nient’altro che io, la mia rimembranza e la mia coscienza ? Forse sono uno di loro, “senza saperlo”. Il tema dell’oblio, della ricerca disperata di mantenere vive e presenti le persone, è affrontato dal poeta con poche parole, ciascuna delle quali ha un significato profondo e aperto a innumerevoli interpretazioni e suggestioni. E’ un componimento ermetico, perché da esso si può trarre tante meditazioni quanto sono le sfaccettature della nostra vita di relazione: apparentemente astratto, il poeta parla della nostra vita sociale e affettiva.