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Amelia Rosselli

Amelia Rosselli è stata una poetessa, organista ed etnomusicologa italiana che ha fatto parte della "generazione degli anni trenta", insieme ad alcuni dei più conosciuti nomi della letteratura italiana.

Poesie

Di sollievo in sollievo da "Serie Ospedaliera" 1969

Di sollievo in sollievo, le strisce bianche le carte bianche un sollievo, di passaggio in passaggio una bicicletta nuova con la candeggina che spruzza il cimitero. Di sollievo in sollievo con la giacca bianca che sporge marroncino sull'abisso, credenza tatuaggi e telefoni in fila, mentre aspettando l’onorevole Rivulini mi sbottonavo. Di casa in casa telegrafo, una bicicletta in più per favore se potete in qualche modo spingere. Di sollievo in sollievo spingete la mia bicicletta gialla, il mio fumare transitivi. Di sollievo in sollievo tutte le carte sparse per terra o sul tavolo, lisce per credere che il futuro m'aspetta. Che m'aspetti il futuro! Che m'aspetti che m'aspetti il futuro biblico nella sua grandezza, una sorte contorta non l'ho trovata facendo il giro delle macellerie. Commento del 28 ottobre 2024 Che sollievo la vita prosaica quotidiana! Quel affannarsi a trovare un futuro: con una bicicletta nuova che prelude l’infelicità, con quell’attendere, disponibili e speranzosi, un uomo potente che potrebbe aprirci chi sa che futuro, o cercare un aiuto da qualcuno, o infine spargere le carte per terra disordinatamente, sempre per credere che ci sia un futuro, che non c’è. Non c’è più un’escatologia, quella rassicurante utopia che hanno raccontato le religioni e le ideologie ottocentesche; facendo il giro dei negozi non si trova un destino, neppure quello oscuro e complicato. Una lieve auto ironia attenua una disperazione esistenziale e metafisica. In un misto di Montale e dell’ultimo Ungaretti, Rosselli riflette sulla sua condizione personale così come sul destino dell’umanità, sempre più convinta che non ci sia un futuro. La poesia è particolarmente attuale, esprime il declino dell’Europa, la sua incapacità di una visione alta e il suo abbassarsi a un eterno galleggiamento. I versi sono delimitati in modo netto, dal ricorso dominante del punto. Il rischio dello spezzettamento è risolto da Rosselli con l’uso di allitterazioni: “di sollievo in sollievo”, “ di passaggio in passaggio”, “di casa in casa”. In tal modo il ritmo assume la forma della ballata, richiamando le cadenze di una canzone. Lo stacco dell’ultima stanza è così più incisivo: da una malinconica rassegnazione si passa a un tono dirompente, anche qui con una serie di allitterazioni e con una chiusura stupefacente nelle sue assonanze.